Diritto e Fisco | Editoriale

Alimenti e mantenimento: che differenza c’è?

4 aprile 2018


Alimenti e mantenimento: che differenza c’è?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 aprile 2018



Il mantenimento scatta dopo la separazione ed è quello che versa l’ex coniuge per consentire all’altro di mantenere lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio; gli alimenti sono un contributo dovuto ai familiari più stretti in stato di bisogno.

La legge ha un suo vocabolario che non sempre corrisponde a quello dell’uomo comune. Così non di rado alcune parole, che nel lessico comune hanno un significato, per il diritto ne hanno un altro. Un esempio tipico può essere la parola «affitto» (in verità bisognerebbe dire «locazione», visto che l’affitto non riguarda gli appartamenti ma le aziende), o la parola «multa stradale» (bisognerebbe invece dire «contravvenzione», visto che le multe sono solo sanzioni penali), o la parola «compromesso» (è più corretto dire «contratto preliminare», visto che il compromesso è una clausola contenuta in alcuni contratti che serve per far decidere eventuali controversie agli arbitri). Sempre sulla stessa scia, quante volte hai sentito la parola «alimenti» per indicare l’assegno che l’uomo, dopo il divorzio, solitamente versa all’ex moglie? Si dovrebbe in questo caso parlare di mantenimento o di assegno divorzile. Proprio per togliere ogni dubbio in merito ed evitare facili luoghi comuni, in questo articolo ci occuperemo di spiegare che differenza c’è tra alimenti e mantenimento.

Il mantenimento e l’assegno di divorzio

Quando marito e moglie si separano e, dopo questo gradino intermedio, divorziano il giudice fissa un assegno che il più benestante dei due deve versare all’altro qualora questi viva in condizioni di difficoltà economica. L’assegno di mantenimento (che è quello che va versato dopo la separazione) o l’assegno divorzile (che invece è quello che va pagato dopo il divorzio) non sono sanzioni a carico del coniuge eventualmente colpevole della fine del matrimonio. L’assegno scatta infatti a prescindere dalla sussistenza di responsabilità come il tradimento, l’abbandono del tetto coniugale o le violenze. Scatta anche a prescindere dal fatto che uno dei due coniugi si sia stancato del matrimonio dichiarando all’altro di non amarlo più. L’assegno è solo una misura assistenziale che pertanto non è dovuta quando i due coniugi hanno lo stesso reddito.

Di recente, la Cassazione ha fissato una importante differenza tra assegno di mantenimento e assegno di divorzio:

  • l’assegno di mantenimento mira a preservare, al coniuge meno benestante lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio; il che significa che i due redditi si devono compensare tra loro fino a portare a una sostanziale parità, salve ovviamente le spese che le parti dovranno affrontare a seguito della separazione;
  • l’assegno di divorzio invece non deve più garantire il mantenimento del tenore di vita, ma solo l’autosufficienza economica. Per cui se il coniuge col reddito più basso ha comunque la possibilità di mantenersi da solo, o se anche è disoccupato ma in età e in condizioni di salute per lavorare, non ha più diritto a nulla.

Gli alimenti

Gli alimenti, invece, sono una misura di sostegno che deve essere versata ai familiari più stretti in condizioni di reale stato di bisogno fisico o economico che non sono in grado di provvedere in tutto o in parte al proprio sostentamento.

Nonostante la parola alimenti faccia pensare solo al cibo, in realtà la misura degli alimenti deve ricomprendere tutti i beni di stretta necessità, come anche le medicine e l’alloggio.

Differenza tra mantenimento e alimineti

Detto ciò, possiamo elencare quali sono le differenze tra alimenti e mantenimento (o l’assegno di divorzio). Per capire subito e in modo intuitivo le distinzioni tra queste due parole possiamo fare un esempio. Il mantenimento è (solo) quello che versa il coniuge all’ex dopo la separazione; gli alimenti sono ad esempio quelli che i figli devono versare al genitore disabile, privo di pensione, che non ha i mezzi per vivere.

Vediamo ora tutte le specifiche differenze tra alimenti e mantenimento.

Soggetti

Nel mantenimento (o nell’assegno di divorzio) il soggetto obbligato a versare l’importo è sempre e solo il coniuge con un reddito più alto.

Negli alimenti, i soggetti obbligati sono più di uno. Si tratta del coniuge di colui che si trova in stato di bisogno; dei figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, dei discendenti prossimi; dei genitori e, in loro mancanza, degli ascendenti prossimi; degli adottanti; dei generi e delle nuore; dei suoceri; dei fratelli e delle sorelle. A questi individui vanno poi aggiunti i donatari nei confronti del donante e tutti coloro che si sono impegnati contrattualmente ad assistere terzi dietro compenso (si parla, in questo caso, di contratto di vitalizio alimentare).

Quando concorrono più persone a dover pagare gli alimenti (ad esempio più figli verso la madre disabile) ciascuno deve versarli in proporzione alle proprie capacità economiche.

Presupposti

Abbiamo detto che presupposto del mantenimento è la sproporzione del reddito tra il reddito del marito e quello della moglie.

Presupposto invece degli alimenti è che vi sia un soggetto che non sia in grado di provvedere da solo alle proprie esigenze primarie. Dunque si richiede qualcosa in più: una situazione di obiettiva difficoltà economica, uno stato di bisogno tale da pregiudicare la stessa sopravvivenza.

Scopo

Scopo del mantenimento è quello di garantire lo stesso tenore di vita al coniuge con il reddito più basso. Scopo dell’assegno di divorzio, come detto, è consentire solo l’autosufficienza economica.

Invece obiettivo degli alimenti è togliere una persona dalla condizione di effettivo disagio e di rischio di sopravvivenza.

Il diritto al mantenimento ha pertanto una portata più ampia in quanto consente, a chi spetta, di preservare un determinato tenore di vita andando ben al di là dei semplici bisogni primari.

Normalmente, sia il mantenimento che gli alimenti vengono corrisposti sotto forma di prestazione economica (assegno); ciò non esclude, tuttavia, che l’obbligo possa essere soddisfatto diversamente, ad esempio ospitando in casa colui che versi in stato di bisogno.

Misura

La misura del mantenimento è sicuramente più ampia rispetto agli alimenti ed è proprio qui che si gioca la principale differenza. Se un marito guadagna 10mila euro al mese perché svolge un’attività imprenditoriale e la moglie è disoccupata, è verosimile che le dovrà versare un mantenimento di circa 3-4mila euro. Viceversa gli alimenti devono essere assegnati in proporzione al bisogno di chi li richiede ed alle condizioni economiche di chi deve somministrarli: saranno certamente un importo molto più basso (di solito qualche centinaio di euro nei casi di maggiore indigenza).


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1 Commento

  1. alimenti a genitori anziani da parte del figlio: ai fini del calcolo dell’assegno si considera solo il reddito del figlio o di tutto il suo nucleo familiare dello stesso? (cioè figlio+nuora+nipote dell’anziano?) Per reddito si intende l’importo dello stipendio percepito o anche eventuali giacenze sul c/c bancario risparmiate a fatica per eventuali emergenze improvvise? Ringrazio per la risposta.

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