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Lo sai che? Curriculum cestinato: perché

Lo sai che? Pubblicato il 5 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 aprile 2018

I 10 errori più comuni nella stesura del curriculum vitae che possono costarti il lavoro.

Hai un buon titolo di studio, un’esperienza lavorativa più che sufficiente per i posti a cui ti sei candidato, conosci le lingue, hai ottime competenze informatiche, non manchi mai di sottolineare la tua estrema disponibilità agli spostamenti e ai trasferimenti… eppure il tuo curriculum viene costantemente scartato, senza che ti sia data la possibilità di arrivare al colloquio di lavoro?

Molto probabilmente il tuo curriculum è cestinato perché commetti, senza rendertene conto, degli errori nella sua redazione; non parliamo solo di errori di ortografia: nella stesura del cv (curriculum vitae) le “leggerezze” che si possono commettere sono molto numerose e più comuni di quanto si immagini, e spesso determinano lo scarto del candidato.

Questo può accadere anche a chi possiede sia l’esperienza che le competenze necessarie per diventare il miglior candidato per un ruolo: con un curriculum scritto con superficialità, uguale a tanti altri, o contenente degli errori che i selezionatori individuano facilmente, puoi giocarti in pochi secondi la possibilità di ottenere il lavoro. I recruiters, difatti, impiegano meno di un minuto per decidere su un candidato, quindi un semplice errore di ortografia, una svista o una “frase fatta” possono determinare lo scarto della domanda.

Quali sono, allora, i motivi per cui il curriculum viene cestinato, quindi le leggerezze da evitare? Vediamo i 10 errori più frequenti nella stesura del cv che ne determinano lo scarto immediato.

Errori di ortografia

“O svolto diverse attività” – “La sede di lavoro dell’azienda e ha Roma”. Gli errori, o meglio gli orrori di ortografia costituiscono il primo motivo di scarto del curriculum. A causa degli errori grammaticali e di sintassi è cestinato il 59% dei cv, quindi più della metà dei candidati si gioca il posto di lavoro per questo. Anche se sei in grado di scrivere dei testi articolati e complessi non ritenere di essere “immune” dagli errori di ortografia: una piccola distrazione può capitare a chiunque. Per questo è consigliabile rileggere il curriculum più volte, e farlo leggere anche ad altre persone: quattro occhi vedono sempre meglio di due, e potrebbero evidenziare degli errori che ti sono sfuggiti!

Se il curriculum è scritto in inglese, o in una lingua straniera, devi fare molta più attenzione: in questi casi è indispensabile farlo leggere a un esperto. Ad ogni modo, se la conoscenza della lingua straniera fa parte delle competenze che devi necessariamente possedere per svolgere in modo corretto le tue mansioni, ed il tuo livello non è adeguato, pur con un curriculum perfetto farai poca strada…

Linguaggio eccessivamente informale

Anche l’utilizzo di un linguaggio eccessivamente informale (inserimento di emoticon, disegni, espressioni colloquiali…) non impressiona positivamente i selezionatori, ma denota, secondo i più, scarsa professionalità: il 50% dei curriculum è cestinato per questo motivo.

Utilizzo dei luoghi comuni

“Sono proattivo” – Sai davvero che cosa vuol dire?

“Posso lavorare in modo indipendente.” – La maggior parte delle persone può!

“Sono un gran lavoratore.” – Sì, non lo siamo tutti?

“Lavoro bene sotto pressione.” – Congratulazioni, sei un duro!

“Ho ottime doti di problem solving” – Tutti ci sforziamo di risolvere i problemi, anche al di fuori del contesto lavorativo.

L’utilizzo di questi “luoghi comuni” (ce ne sono parecchi altri “ottima predisposizione a lavorare in team”, “leadership”, “ottime doti di management”, “ottime doti comunicative” …e potrei continuare all’infinito) è sconsigliabile, in quanto si rischia di cadere nel banale e di far scartare il curriculum in pochi secondi: il 50% dei curriculum è cestinato, difatti, per l’utilizzo di questi clichés.

Se hai davvero delle ottime doti di problem solving, leadership, tolleranza allo stress, puoi comunque scriverlo nel curriculum, circostanziando, però, le tue affermazioni: evidenzia, cioè, descrivendo ciò che hai fatto nelle precedenti esperienze lavorative (o extra-lavorative), gli elementi dai quali emergono le tue doti (riconoscimenti, progetti, aumento della produttività…).

Curriculum troppo lungo

Circostanziare le tue qualità va bene, ma dilungarsi eccessivamente va evitato: il 47% dei curriculum, difatti, è scartato perché troppo lungo. Hai tantissime competenze ed esperienze da evidenziare? Armati di pazienza e crea un cv apposito per ogni posizione per la quale ti vuoi candidare, in modo da evidenziare, per ogni ruolo, le competenze e le esperienze più rilevanti.

Ricorda che un curriculum non dovrebbe essere più lungo di 2-3 pagine, e un résumé non dovrebbe essere più lungo di una pagina.

Curriculum scritto in piccolo

Presentare un curriculum scritto in caratteri eccessivamente piccoli scoraggia la maggior parte dei selezionatori: non solo perché chi lavora in ufficio ha spesso difetti di vista (e non proverà nemmeno a guardarlo), ma anche perché il recruiter lo giudicherebbe come un modo per mascherare una presentazione troppo prolissa (e certamente non può perdere mezz’ora per ogni candidato).

Sfondi e bordi sgargianti

Utilizzare layout colorati, brillanti e con fantasie particolari è un errore che equivale a redigere il cv con un linguaggio eccessivamente informale: secondo la maggior parte dei selezionatori, denota scarsa professionalità. Bisogna comunque avere riguardo al contesto aziendale: ad esempio, se le mansioni richiedono un certo grado di creatività, un curriculum originale sarà molto apprezzato.

Scrivere in terza persona

“La Dottoressa Rossi ha una lunga esperienza nella contabilità aziendale, difatti ha ricoperto per 10 anni il ruolo di…”. Ma chi ha scritto la presentazione? Mai scrivere il curriculum in terza persona, dà l’impressione che qualcun altro lo abbia scritto per te, o peggio, lascia intendere che tu voglia tenere le distanze e non avviare una comunicazione diretta

Gonfiare le esperienze di lavoro

Le bugie hanno le gambe corte, specie se le precedenti esperienze di lavoro sono “esagerate”: i selezionatori sanno smascherare con facilità chi mente. Specie se sei un ventenne con lunghe esperienze manageriali alle spalle.

Non inserire alcuna esperienza

Non si deve mentire nel curriculum, ma non è appropriato nemmeno presentare un cv povero e scarno nella descrizione di esperienze e competenze. Anche se non hai esperienze di lavoro, puoi comunque inserire nel testo impieghi occasionali “informali”, attività extra-lavorative (scrivere su un blog, partecipare attivamente a un forum, se si tratta di esperienze che in qualche modo possono essere attinenti all’occupazione desiderata), volontariato, interessi. Se non hai interessi o esperienze attinenti, descrivi comunque tutto ciò che sai fare: può essere comunque utile per evidenziare le tue doti.

In ogni caso non presentare mai un curriculum troppo scarno, daresti l’impressione di averlo buttato giù di malavoglia.

Curriculum con richieste

Vietatissimo “dettare condizioni” nel curriculum o nella lettera di presentazione, ad esempio: “ho impegni familiari, non posso lavorare in determinati giorni/ore”; ci sarà tempo per parlarne di persona, se il tuo curriculum non sarà cestinato. Prima “cattura” l’azienda mostrando le tue doti, assieme alla massima disponibilità e flessibilità, poi ci sarà tempo per discutere di tutto e trovare un accordo, una volta dimostrato il tuo valore.

Evita anche le “suppliche” nella presentazione: “ho 3 figli, tanta voglia di lavorare, ho urgente bisogno di un impiego, vi prego aiutatemi!!” Il datore o il selezionatore, anche se ti può sembrare ingiusto, ti percepirà come un fardello, una fonte di seccature e problemi dalla quale ci si libera con difficoltà.


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