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Lo sai che? Ape sociale per chi ha la 104 e assiste un familiare disabile

Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

Per quanto riguarda la pensione anticipata per chi assiste un familiare disabile (legge n. 104/92), avrei un quesito. Nella manovra del 2018 sono state inserite le agevolazioni previste per i parenti di 2° grado. Ho vissuto insieme a mio fratello, invalido gravissimo, assistendolo per più di 10 anni presso la mia abitazione, dove anche lui è stato residente. Purtroppo mio fratello è deceduto da sei giorni ed esattamente in data 18/12/2017. Avendo i requisiti di età e di anzianità di servizio, posso usufruire della Ape Sociale oppure no?

La legge di bilancio 2018, definitivamente approvata dal Parlamento ma non ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (lo sarà a giorni, se non ad ore), entrerà in vigore il 1° gennaio 2018.

Tra le numerose novità che la legge di bilancio per il 2018 ha introdotto, vi è anche la possibilità per chi assiste un parente di 2° grado con disabilità grave di accedere alla cosiddetta Ape sociale (anticipo pensionistico spettante fino alla maturazione dei requisiti di legge per accedere alla pensione di vecchiaia).

La legge prevede che, in presenza degli altri requisiti (63 anni di età compiuti e anzianità contributiva di almeno 30 anni), possa fare domanda per accedere all’Ape sociale non solo il coniuge o il parente di primo grado che assiste da almeno sei mesi una persona disabile con essa convivente, ma anche il parente (o affine) di secondo grado (quindi anche i fratelli e le sorelle) convivente che assiste al momento della domanda e da almeno sei mesi una persona con disabilità grave a condizione che il coniuge o i genitori della persona gravemente disabile siano deceduti oppure anch’essi gravemente disabili oppure abbiano compiuto i settanta anni di età.

Come può notarsi la legge richiede che il parente di secondo grado, per avere diritto all’Ape sociale, oltre a tutti gli altri requisiti debba anche assistere il disabile al momento della presentazione della domanda e da almeno sei mesi ed essere pure convivente con la persona affetta da grave disabilità (accertata ai sensi della legge n. 104 del 1992).

Questo significa che il parente di secondo grado ha diritto all’Ape sociale solamente se nel momento in cui presenta la domanda all’Inps sta ancora assistendo il disabile e sta ancora convivendo con lui: ciò vuol dire che per aver diritto all’Ape sociale occorre che il parente affetto da grave disabilità sia ancora in vita nel momento in cui viene presentata la relativa domanda all’Inps.

Nel caso di specie, purtroppo, siccome il fratello della lettrice è deceduto la stessa, in base al chiaro testo della legge, non ha diritto ad accedere all’Ape sociale.

Questo è quello che può dirsi in base al testo della legge di bilancio 2018 ed alle circolari Inps emanate quando era in vigore il vecchio testo della legge (cioè prima della modifica introdotta dalla legge di bilancio del 2018).

Saranno sicuramente emanate nei prossimi mesi nuove circolari Inps relative alle novità introdotte dalla legge di bilancio 2018, ma è assai improbabile che l’Inps possa estendere con una sua circolare ai parenti di secondo grado di una persona deceduta il diritto ad accedere all’Ape sociale (considerato soprattutto il testo assai chiaro della legge di bilancio 2018 sopra riportato che esclude questa estensione).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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