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Lo sai che? Benefici per lavoratori rientrati in Italia dopo aver lavorato all’estero

Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

A dicembre 2012 sono rientrata in Italia dopo un periodo di permanenza in Cina, per cui ho usufruito della legge 238/2010 per i periodi di imposta 2013,14,15 e 16 possedendone tutti i requisiti. Tuttora sono residente in Italia. L’1/2/2017 purtroppo ho risolto consensualmente il rapporto di lavoro con la mia azienda. Non avendo quindi la possibilità di comunicare ad un sostituto di imposta la mia volontà di effettuare lo switch alla L. 147 (il termine era il 2/5/17) ho perso questa possibilità. Avevo pensato a una prestazione occasionale, ma alla fine ho aperto la partita IVA e mi sto proponendo come consulente aziendale. In sede di presentazione della dichiarazione dei redditi 2017 posso comunque esercitare questa opzione avvalendomi dell’agevolazione prevista come lavoratrice autonoma? Di fatto nel 2017 oltre ad avere un mese di reddito da dipendente a gennaio tassato come da 238/10, ho anche una somma tassata come incentivo al’esodo e un reddito da autonoma.

L’art. 3 L. 238/2010 prevede benefici fiscali per i lavoratori che rientrano in Italia dopo avervi risieduto per almeno ventiquattro mesi consecutivi e avere prestato all’estero per almeno ventiquattro mesi, con carattere di continuità, attività di lavoro dipendente, di impresa o autonomo.

Il D.Lgs. 147/2015 dal canto proprio stabilisce che il reddito prodotto dalle medesime categorie di lavoratori sopra indicate, è tassato nella misura del 70% per il 2016 e del 50% per il quadriennio 2017- 2020.

In effetti, da un lato il nostro ordinamento prevede la possibilità di optare, anziché per i benefici fiscali introdotti dalla L. 238/2010, per quelli ex D.Lgs. 147/2015, dall’altro l’entrata in vigore di tale nuovo regime, è stato fatto slittare, dal D.L. 148/2017, dall’anno d’imposta 2016 al 2017. In ogni caso, almeno con riguardo ai titolari di partita Iva, l’opzione per il nuovo regime fiscale doveva essere effettuata nell’anno di imposta 2016.

La conferma di tale ultima condizione proviene in particolare dalla nota dell’Agenzia delle Entrate, prot.

46244/2016, relativa alle “Modalità di esercizio dell’opzione ai fini dell’applicazione del regime previsto per i lavoratori impatriati dall’art. 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, da parte dei soggetti destinatari dei benefici previsti dalla legge 30 dicembre 2010, n. 238, che si sono trasferiti in Italia entro il 31 dicembre 2015”, ove, al capo 1.4, si dispone che “I soggetti che hanno avviato un’attività di lavoro autonomo o di impresa esercitano l’opzione di cui al punto 1.1 nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2016”.

Non avendo la lettrice esercitato l’opzione di cui si tratta, in qualità di lavoratrice autonoma, nell’anno di imposta 2016, tale facoltà le è attualmente preclusa.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Massimo Coppin


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