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Lo sai che? Condominio e ripartizione delle spese processuali

Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

Sono un condomino e dopo una sentenza in assise, persa, ed una in appello vinta, la controparte (condominio) è ricorsa in cassazione.  Ieri il mio avvocato mi ha inviato una mail con allegata la sentenza in cui viene cassata la sentenza d’appello e mi condanna al pagamento delle spese.  Nella sentenza vengono specificate le spese. Quanto devo pagare complessivamente agli avvocati ovviamente oltre ai soldi avuti dopo l’appello?

In generale, la legge prevede che: “Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa” (articolo 91 codice di procedura civile).

Se le parti soccombenti sono più d’una, il giudice condanna ciascuna di esse alle spese e ai danni in proporzione del rispettivo interesse nella causa. Può anche pronunciare, come nel caso di specie, condanna solidale di tutte, quando vi è un interesse comune.

Se la sentenza non statuisce sulla ripartizione delle spese, questa si fa per quote uguali.

Il Decreto Ministeriale n. 55 del 2014 – Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi dell’articolo 13 comma 6 della Legge 31 dicembre 2014 n. 247 – all’articolo 2 comma 3 ha previsto che all’avvocato sono dovuti, oltre al compenso ed al rimborso delle spese documentate, anche una somma per rimborso spese forfettarie nella misura del 15%.

Detto rimborso era stato abrogato nel 2012 e prima era previsto nella misura del 12,5%.

Ciò in quanto si tratta “di credito che consegue per legge, e del quale la misura è determinata per legge, la menzione e quantificazione che il giudice ne effettui in sentenza ha mera efficacia dichiarativa e non incide quindi sul diritto del procuratore di chiedere tale rimborso che nella legge già trova titolo e misura (così come debbono essere corrisposti per legge, anche se non ve ne sia espressa menzione nel dispositivo della sentenza, gli ulteriori accessori, quali il rimborso iva, contributo c.a.p. ecc.) che ugualmente la legge impone e quantifica” (Corte di Cassazione, 17 aprile 2013 n. 9315, Corte di Cassazione 20 ottobre 2005 n. 20321).

La giurisprudenza maggioritaria ritiene che “La mancata liquidazione in favore dell’avvocato della parte vittoriosa delle somme dovute per spese generali costituisce un errore materiale della sentenza che può essere corretto” (Corte Cassazione, 1^ febbraio 2017 n. 2666).

Sempre secondo la giurisprudenza la condanna alle spese si estende all’Iva, da calcolare non solo sugli onorari liquidati ma anche sugli accessori, quali il rimborso forfettario ed il contributo di previdenza. Ciò in quanto l’Iva rientra automaticamente nel computo delle spese processuali, senza che occorre un’apposita pronuncia del giudice per garantire “il rimborso” di detta imposta, dal momento che si tratta di un “onere accessorio degli onorari di difesa“, da ricomprendere tra gli oneri processuali dai quali la parte vittoriosa deve essere in ogni caso sollevata (cfr. Corte Cassazione n. 5027/1990).

Infine, secondo un orientamento della Corte di Cassazione seguito anche dalla giurisprudenza di merito, “nella pronuncia di condanna della parte soccombente, delle spese di lite devono essere comprese anche quelle relative alla registrazione della sentenza in quanto rientranti tra le spese conseguenti alla sentenza senza che sia necessaria una espressa statuizione al riguardo” Corte Cassazione 17698/2010 e Tribunale dell’Aquila 8 giugno 2013).

Nel caso specifico, pertanto, la soluzione è la seguente:

a) Quanto al primo grado di giudizio

Onorari € 1.000,00

Diritti € 700,00

Spese generali (15% su onorari) € 255,00

Cassa Avvocati (4%) € 78,20

Totale Imponibile € 2.033,20

IVA 22% su Imponibile € 447,30

Spese esenti ex art. 15 DPR 633/72 € 300,00

Totale € 2.780,50

b) Quanto al secondo grado di giudizio

Onorari € 1.400,00

Spese generali (15% su onorari) € 210,00

Cassa Avvocati (4%) € 64,40

Totale Imponibile € 1.674,40

IVA 22% su Imponibile € 368,37

Spese esenti ex art. 15 DPR 633/72 € 300,00

Totale € 2.342,77

c) Quanto al grado del giudizio nanti la Corte di Cassazione

Onorari € 1.500,00

Spese generali ex art. 13 (15% su onorari) € 225,00

Cassa Avvocati (4%) € 69,00

Totale Imponibile € 1.794,00

IVA 22% su Imponibile € 394,68

Spese esenti ex art. 15 DPR 633/72 € 200,00

Totale € 2.388,68

oltre alle spese di registrazione delle sentenze per i primi due gradi di giudizio.

Il consiglio pratico che si offre è il seguente: il totale è, pertanto, pari ad euro 7.511,95 di cui  euro 2.503,98 a carico del lettore. Posto che la condanna è solidale, se uno di loro non volesse o potesse corrispondere il dovuto, il condominio potrà procedere indistintamente per l’intero verso uno di loro che poi potrà recuperare la quota versata anche per gli altri.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Serafina Funaro


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