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Lo sai che? Imprenditore agricolo: può svolgere attività commerciale e di agriturismo?

Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2018

Sono iscritto CCIAA come imprenditore agricolo e svolgo attività di agriturismo. Vorrei aprire un’altra attività commerciale (ristorazione/albergo) ditta individuale. Posso svolgere l’attività commerciale senza perdere il titolo di imprenditore agricolo e continuare a svolgere l’attività agrituristica? L’attività di agriturismo resta prevalente rispetto all’attività commerciale (ristorazione/albergo). Quali sono le norme che regolano tale doppia attività? 

La legge in generale prevede discipline diverse, sia sotto il profilo delle imposte sui redditi che sotto il profilo dell’Iva, per i due regimi imprenditoriali.

La convivenza in capo allo stesso imprenditore dei due regimi, agricolo e commerciale, non è proibita da alcuna norma di legge, tuttavia, per mantenere la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale si richiederebbe che l’attività agricola fosse prevalente rispetto ad ogni altra attività eventualmente esercitata.

Detto questo le dinamiche dei due regimi imprenditoriali in capo allo stesso titolare – ditta individuale – devono essere gestite sotto gli aspetti reddituale, previdenziale ed Iva.

Sotto il profilo reddituale

Sotto l’aspetto delle imposte dirette le attività verranno gestite, una nel regime agricolo con indicazione del reddito agrario nel quadro RA del modello Unico della dichiarazione dei redditi annuale, l’altra nel regime – semplificato od ordinario – a seconda del volume di affari, con la compilazione dei quadri RG o RF del modello Unico.

Sotto il profilo Iva

Sotto l’aspetto delle imposte indirette le attività dovranno essere gestite come attività separate secondo la legge Iva, rilevando le operazioni, il regime agricolo con le regole relative – probabilmente in regime di esonero o in regime semplificato, ad aliquote ridotte 4% o 10% a seconda del tipo di prodotto agricolo – ed il regime commerciale con le liquidazioni periodiche e l’aliquota Iva del 10% prevista per le attività di ristorazione, somministrazione ed ospitalità.

Sotto il profilo previdenziale

Ai fini pensionistici il regime attuale di versamento dei contributi agricoli unificati – Scau – potrà essere continuato, qualora il regime commerciale non diventi prevalente e non obblighi al passaggio alla gestione Inps commercianti e qualora in entrambe le attività siano presenti dipendenti.

Specificato quanto sopra si ritiene tuttavia di evidenziare quanto segue:

– sembra piuttosto difficile che il reddito dell’attività commerciale possa essere previsto inferiore a quello agrario derivante dall’attività agricola;

– sembra ancora più difficile che la cessazione o la riduzione di una attività agrituristica con la contemporanea nascita di una attività di ristorazione e di ospitalità, magari nella stessa struttura o nello stesso compendio immobiliare (terreni e fabbricati) possa essere intesa come realmente separata in caso di indagini di carattere fiscale.

Pertanto, pur dando risposta positiva a quanto richiesto nel quesito, non si può evitare di fare presente che la situazione descritta è altamente rischiosa sotto il profilo fiscale e non sembra offrire le garanzie necessarie per una sua messa in atto, senza considerare, sia il potenziale rischio di accertamenti e che l’estrema complessità tecnica della gestione delle strutture descritte sotto il profilo contabile e amministrativo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra


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