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Lo sai che? Affitto di azienda: di chi sono i debiti?

Lo sai che? Pubblicato il 14 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 aprile 2018

Una srl titolare di una licenza di ristorazione ha affittato la licenza (non l’immobile). Dopo circa 15 anni l’affittuario per anzianità desidera andarsene (contratto in scadenza) ma un “esperto del settore” sostiene che i debiti contratti dall’affittuario con il personale da lui assunto (stipendi arretrati, TFR, ecc.) sarebbero a carico dell’affittante e cioè della stessa srl. Ugualmente eventuali tasse o sanzioni sempre riferite al periodo dell’affittanza. È possibile?

Nel quesito viene in risalto l’ipotesi classica di affitto d’azienda dove il locatore (affittante) concede ad un terzo (affittuario) il diritto di utilizzare la propria azienda, ovvero un ramo di essa, dietro corrispettivo di un canone. L’art. 2112 del codice civile statuisce che in caso di trasferimento d’azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano. Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento.

Dottrina e giurisprudenza ritengono, tuttavia, che nell’ambito della restituzione dell’azienda alla scadenza dell’affitto si abbia una seconda cessione (retro-cessione) nell’ambito della quale l’originario cedente diviene cessionario. Pertanto, in tale ipotesi, l’originario cedente assume, a sua volta, gli obblighi di mantenimento dell’occupazione lavorativa derivanti da quel passaggio, un pò come avviene per l’affittuario nei confronti dell’affittante.

Difatti, la Corte di Cassazione ha con costanza affermato che il “trasferimento di azienda” di cui all’art. 2112 c.c. ricorre, pure in caso di restituzione dell’azienda dall’affittuario della stessa al suo concedente, purché quest’ultimo utilizzi i beni in funzione dell’attività di cui gli stessi sono strumento (Cassazione Civile Sez. lav. 21 maggio 2002 n. 7458) … e ancora la giurisprudenza di merito, in conformità, ha sostenuto che “anche in caso di retrocessione dell’azienda affittata si realizza un’ipotesi circolatoria alla quale consegue, per legge, l’applicazione del disposto di cui all’art. 2112 c.c. che regola la sorte dei rapporti di lavoro in caso di trasferimento di azienda e che trova applicazione – ove rimanga immutata l’organizzazione dei beni aziendali, con lo svolgimento della medesima attività – in tutte le ipotesi in cui il cedente sostituisca a sé il cessionario senza soluzione di continuità, pure nell’ipotesi di restituzione all’originario cedente dell’azienda da parte del cessionario per cessazione del rapporto di affitto” (Tribunale Varese, sez. lav., 23/11/2012).

Inoltre, in ogni ipotesi di ritrasferimento, in applicazione del secondo comma della norma citata, il concedente è corresponsabile per tutti i debiti dell’affittuario verso i dipendenti correlati al rapporto di lavoro, ivi incluso quello attinente al regolare versamento dei contributi assicurativi o al risarcimento del danno conseguente all’omessa o irregolare contribuzione (Cassazione civile, sez. lav., 07/03/2016, n. 4423). Tanto premesso, nel caso specifico, a meno che non si cambi l’attività per cui è stato concesso l’affitto, la società sarà responsabile unitamente con l’affittuario dei debiti maturati nei confronti dei lavoratori. Questa corresponsabilità verrebbe meno se all’atto della scadenza del contratto di affitto il rapporto di lavoro per cui è maturato il debito sia venuto meno o se, come anticipato, non ci sia una soluzione di continuità tra l’attività dell’affittuario e quella dell’affittante.

Ovviamente, nell’eventualità in cui la società fosse costretta al pagamento di debiti contratti dall’affittuaria, la prima – laddove ne ricorressero i presupposti – avrebbe la possibilità di rivalersi sulla seconda con riguardo alle somme fino a quel momento esborsate. Con riguardo, invece, alle tasse o sanzioni subite dall’azienda affittuaria, esulanti i diritti dei lavoratori, a parere dello scrivente, non esistendo alcuna norma che preveda espressamente una responsabilità (come viceversa fa l’art. 2112 c.c.), queste rimarranno a carico dell’affittuario.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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