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Le Guide Pensione, nuovi requisiti Inps

Le Guide Pubblicato il 5 aprile 2018

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> Le Guide Pubblicato il 5 aprile 2018

Con una nuova circolare, l’Inps ha illustrato i requisiti richiesti dal 2019 per l’accesso alla pensione.

In pensione 5 mesi più tardi: la conferma arriva dall’Inps, che con una nuova circolare ha illustrato i nuovi requisiti per l’uscita dal lavoro relativi al biennio 2019-2020, più severi a causa degli adeguamenti alla speranza di vita.

L’Inps ha anche spiegato che, a causa delle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2018, la variazione della speranza di vita relativa al biennio 2021-2022 sarà pari alla differenza tra la media dei valori registrati nel biennio 2017-2018 e il valore registrato nell’anno 2016. A decorrere dal 2023, la variazione della speranza di vita relativa a ciascun biennio di riferimento sarà pari alla differenza tra la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio stesso e la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio immediatamente precedente. Ad esempio, per il biennio 2023-2024 la variazione della speranza di vita corrisponderà alla differenza tra la media dei valori registrati nel biennio 2019-2020 e la media dei valori registrati nel biennio 2017-2018. In ogni caso, a decorrere dal 2021 gli adeguamenti biennali non potranno superare i tre mesi: l’eventuale parte eccedente andrà dunque a sommarsi agli adeguamenti successivi, fermo restando che anche questi non potranno superare i tre mesi.

In buona sostanza, considerando che dal 2019 l’età per la pensione di vecchiaia ordinaria è pari a 67 anni, nel 2021 l’età pensionabile non potrà essere superiore a 67 anni e 3 mesi; lo stesso vale per la pensione anticipata, per la quale dal 2019 sono richiesti 43 anni e 3 mesi di contributi (42 anni e 3 mesi per le donne); nel 2021 il requisito non potrà superare i 43 anni e 6 mesi (42 e 6 mesi per le donne9.

Nel caso di diminuzione della speranza di vita l’adeguamento non viene effettuato; il decremento viene considerato nei conteggi dei successivi adeguamenti, fermo restando il limite di tre mesi.

Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono i nuovi requisiti Inps per la pensione, a causa degli aumenti che saranno applicati dal 2019.

Nuovi requisiti pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia ordinaria dopo aver già subito un primo incremento, dal 2018, per le lavoratrici dipendenti e autonome del settore privato, che ha portato anche per loro il requisito di età a 66 anni e 7 mesi, subisce un secondo incremento, uguale per tutti, dal 2019.

Dal 1° gennaio 2019 il requisito di età sale infatti a 67 anni.

Ricordiamo che non basta il requisito di età, per ottenere la pensione di vecchiaia, ma sono necessari anche 20 anni di contributi (15 anni per chi beneficia di una delle cosiddette deroghe Amato o per chi ha richiesto l’opzione contributiva Dini).

Inoltre, per chi non ha contributi versati prima del 1996, quindi per chi è assoggettato al calcolo interamente contributivo della pensione, è necessario anche che l’assegno di pensione superi di 1,5 volte l’assegno sociale, cioè sia pari ad almeno 680 euro mensili (requisito valido dal 2018). Diversamente, per ottenere il trattamento è necessario attendere di aver compiuto l’età utile per la pensione di vecchiaia contributiva.

L’aumento dei requisiti vale anche per chi ottiene la pensione di vecchiaia mediante il cumulo dei contributi, ma soltanto relativamente alla quota Inps di pensione; per quanto concerne le eventuali quote di pensione maturate presso una o più casse professionali, bisogna aver riguardo ai requisiti previsti dal regolamento di previdenza della cassa specifica, ed eventualmente glii aumenti previsti

L’età pensionabile aumenta anche per chi ha diritto alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità: in particolare, per gli uomini l’età sarà pari a 61 anni, ed a 56 anni per le donne.

Nuovi requisiti pensione di vecchiaia contributiva

Anche il requisito per la pensione di vecchiaia contributiva aumenterà a partire dal 2019, nonostante sia già da ora piuttosto elevato: mentre oggi è possibile ottenere la pensione di vecchiaia contributiva con 70 anni e 7 mesi di età e un minimo di 5 anni di contributi, dal 1° gennaio 2019 saranno necessari 71 anni di età. Il requisito è uguale per tutti, uomini e donne, e non sono presenti soglie di accesso legate all’ammontare dell’assegno di pensione.

Ricordiamo che possono accedere alla pensione di vecchiaia contributiva soltanto coloro che sono è assoggettati al calcolo interamente contributivo della prestazione, mentre non può ottenere la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi chi ha diritto al calcolo retributivo per una quota del trattamento.

Nuovi requisiti pensione anticipata

Ad oggi, è possibile ottenere la pensione anticipata con un totale di 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, e di 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dal 1° gennaio 2019, i requisiti aumenteranno, rispettivamente, a 43 anni e 3 mesi ed a 42 anni e 3 mesi.

L’aumento dei requisiti vale ugualmente per chi ottiene la pensione anticipata mediante il cumulo dei contributi.

Aumentano anche i requisiti per la pensione anticipata dei lavoratori precoci: dagli attuali 41 anni di contributi saranno infatti richiesti 41 anni e 5 mesi di contribuzione.

Nuovi requisiti pensione anticipata contributiva

La pensione anticipata contributiva a 63 anni può essere ottenuta, ad oggi, soltanto da chi è assoggettato al calcolo interamente contributivo della prestazione, o da chi sceglie il computo presso la gestione separata.

Nel dettaglio, i requisiti utili sono:

  • 63 anni e 7 mesi di età;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • un assegno pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale, cioè ad almeno 1.268 euro mensili (requisito valido dal 2018).

Dal 2019 i requisiti contributivi e relativi all’assegno rimarranno gli stessi, ma il requisito di età aumenterà a 64 anni.

Nuovi requisiti pensione di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione

Ad oggi, per chi vuole totalizzare i contributi, cioè sommare i contributi presenti in diverse gestioni per ottenere un’unica pensione (con il ricalcolo contributivo della prestazione, ad eccezione delle quote di pensione relative alle gestioni in cui è raggiunto un autonomo diritto alla pensione), è possibile ottenere:

  • la pensione di vecchiaia con:
    • 65 anni e 7 mesi di età;
    • almeno 20 anni di contributi;
    • l’attesa di un periodo di finestra, a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito, pari a 18 mesi;
  • la pensione di anzianità con:
    • un minimo di 40 anni e 7 mesi di contributi;
    • l’attesa di un periodo di finestra, a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito, pari a 21 mesi.

A partire dal 2019, il requisito di età per la pensione di vecchiaia sarà pari a 66 anni e il requisito contributivo per la pensione di anzianità sarà pari a 41 anni, mentre resteranno invariate le finestre.

Nuovi requisiti pensione con le quote

Alcune pensioni agevolate, cioè che prevedono requisiti più favorevoli rispetto ai requisiti stabiliti dalla legge Fornero, sono ottenute non soltanto in base all’età e all’anzianità contributiva, ma anche in base alle quote. La quota è un ulteriore requisito per la pensione che rappresenta la somma dell’età del lavoratore e degli anni di contributi posseduti.

Sono previste le quote, ad esempio, per le pensioni degli addetti ai lavori usuranti e per le pensioni in regime di salvaguardia.

Le quote, per effetto degli incrementi della speranza di vita, aumenteranno in misura pari a 0,4 punti: ciò vuol dire che la quota più bassa attualmente prevista sarà pari a 98 e non più a 97,6, con un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e di un’età anagrafica minima di 62 anni. La quota sarà pari a 99, con un età anagrafica minima di sessantatré anni, per chi è un lavoratore autonomo iscritto all’Inps o comunque possiede contributi da lavoro autonomo.

Per gli addetti ai lavori usuranti e ai turni notturni, comunque, non saranno applicati incrementi sino al 2026: inoltre, per gli addetti ai turni notturni avvicendati da 12 ore è prevista una nuova maggiorazione nel computo del periodo di servizio notturno, ai fini della pensione anticipata per lavoro notturno.

Nuovi requisiti pensione comparto difesa, sicurezza e soccorso

L’adeguamento dei requisiti relativi alla speranza di vita trova applicazione anche nei confronti del personale appartenente al comparto difesa, sicurezza e vigili del fuoco, nonché del personale delle Forze Armate, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l’ulteriore incremento della speranza di vita, pari a 5 mesi, si applica ai requisiti anagrafici e, qualora l’accesso al pensionamento avvenga a prescindere dall’età, a quello contributivo previsto per il trattamento pensionistico.

In particolare, i requisiti aumentano nelle seguenti misure:

  • pensione di vecchiaia: i limiti di età previsti in relazione alla qualifica o grado di appartenenza sono incrementati di 12 mesi rispetto al limite ordinamentale; nessuna modifica è apportata alle finestre;
  • pensione di anzianità: per ottenere il trattamento è necessario:
    • il raggiungimento di un’anzianità contributiva di 41 anni, indipendentemente dall’età; la finestra mobile è pari a 15 mesi;
    • in alternativa, il raggiungimento della massima anzianità contributiva corrispondente all’aliquota dell’80%, a condizione che essa sia stata raggiunta entro il 31 dicembre 2011 e in presenza di un’età anagrafica di almeno 54 anni;
    • in alternativa, il raggiungimento di un’anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e con un’età anagrafica di almeno 58 anni.

note

[1] Inps Circ. n.62/2018.


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2 Commenti

  1. L’INPS stabilisce puntualmente i requisiti sanciti dalla Fornero,tutti i vecchi politici si affannano a ribadire che è impossibile abolire la riforma pena il dissesto economico delle casse ,chi ha già una pensione retributiva pontifica sulla necessità di rispettare l’aspettativa di vita :tutti ignorano che ci sono 2 forze politiche che hanno vinto democraticamente le elezioni e che nn vedono l’ora di governare questo paese x troppi anni dilaniato da ingiustizie sociali e privilegi di casta!

  2. L’INPS stabilisce i nuovi requisiti per la pensione,i vecchi politici si affannano a ribadire che la legge Fornero nn si può abolire pena il dissesto finanziario, i vecchi pensionati che sono andati in pensione a 60 anni col calcolo retributivo,pontificano che sarebbe destabilizzante modificare la riforma: tutti ignorano che 2 forze politiche hanno vinto democraticamente le elezioni e nn vedono l’ora di governare questo paese dilaniato da ingiustizie sociali e privilegi di casta!

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