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Lo sai che? Bonus docenti 2018: cos’è e come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 6 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 aprile 2018

500 euro per gli insegnanti. Come, dove, quando e perché? Con quattro delle cosiddette domande del giornalista, meglio note come le 5 ‘w’ dall’inglese (who, chi, what, cosa, where, dove, when, quando, why, perché), si tenterà di spiegare meglio che cos’è il bonus docenti 2018, pari appunto a un ammontare di circa 500 euro.

 Dopo il bonus merito per i docenti, arriva un altro tipo di bonus per tutti gli insegnanti. Si tratta del cosiddetto bonus docenti 2018 da 500 euro, che non va ovviamente confuso con il bonus 500 euro giovani 18 anni. Come noto, il bonus merito serviva a incentivare l’impegno del corpo docente e a ripagare del lavoro svolto valutando la meritocrazia da un punto di vista remunerativo; il bonus docenti 2018 serve, invece, al contrario a incrementare la formazione e l’accrescimento professionale dei singoli docenti. Una misura prevista per legge [1], ma vediamo bene chi e come può usufruirne.

I dettami del bonus docenti 2018: a che fine utilizzarlo

Alcune cose sono cambiate nella sua fruizione, da quando è stato istituito per la prima volta nel 2015. Quello che è restato invariato – e rimarrà tale verosimilmente – è il suo scopo. Deve essere indirizzato esclusivamente alla formazione del docente, nient’altro che al suo aggiornamento professionale. Con ogni mezzo, in ogni modo, su più fronti nel suo ambito e settore di specializzazione. Vediamo alcuni esempi e quali sono questi ultimi.

Non solo, in primis, libri di testo (anche in formato e-book), riviste o pubblicazioni specialistiche e periodiche a cui abbonarsi; ma anche interi programmi ad hoc specifici (e dunque rientrano in tale campo sia hardware che software), sia di grafica o a carattere matematico-scientifico, piuttosto che linguistico (come vocabolari e dizionari più aggiornati); si spazia, dunque, dai programmi di videoscrittura a quelli di calcolo alle enciclopedie addirittura.

Ma c’è dell’altro, oltre al materiale (cartaceo e digitale) di studio ed approfondimento, che affianchi il docente nella sua attività di insegnamento, permettendo una metodica sempre più avanzata, moderna e attuale, che risulti più coerente con le nuove esigenze degli studenti moderni. Ci stiamo riferendo, ad esempio, all’iscrizione ad interi corsi di perfezionamento, di approfondimento e di formazione, qualificanti per il docente che si vuole appunto aggiornare e tenere sempre al corrente delle ultime novità sulla sua materia e sulle modalità per insegnarla. Ovviamente si tratta soprattutto di quelli indetti dal Ministero dell’istruzione e della ricerca (Miur), perché molto spesso sono obbligatori, ma a pagamento, non gratuiti (come avviene per molti professionisti iscritti agli albi di categoria).

Nell’ambito della formazione, si inserisce anche tutta l’attività curriculare aggiuntiva extra-scolastica. Stiamo parlando dei corsi di laurea e post-laurea e persino dei master universitari (di primo e secondo livello), ovviamente attinenti al proprio profilo professionale. La parola d’ordine, dunque, anche per i docenti – in tal modo – diventa sempre più specializzarsi, oltre che formarsi ulteriormente.

Ci si forma, però, non solo studiando, perché l’aggiornamento non si fa con libri di testo sempre nuovi. Ci si prepara ad insegnare anche facendo ricorso a strumenti innovativi e più fruibili, come progetti didattici inerenti ad attività extra-scolastiche; si pensi, ad esempio, a proiezioni al cinema o a teatro, o visite a musei o a mostre particolari e ad altri spettacoli peculiari (anche a tema, ossia inerenti un argomento di studio appunto approfondito ‘dal vivo’). Ciò, infatti, vale tanto per i docenti quanto per gli alunni. E così ecco che gli insegnanti avranno agevolazioni su questo tipo di iniziative, che assolutamente rientrano a pieno titolo nell’ambito del bonus di 500 euro. Visioni di film o altri spettacoli o assistere ad eventi caratteristici non sarà più un costo che devono sostenere a proprie spese; ma il fondo stanziato dal Miur permetterà loro di poter verificare gratuitamente la validità e l’attinenza delle iniziative stesse e di poterle proporre in consiglio docenti per l’approvazione e poi alle famiglie e ai ragazzi, per studiare in modo diverso e nuovo, più originale. Tutte attività che saranno indicate nel piano dell’offerta formativa delle scuole e nel Piano nazionale di formazione. Per quanto, infatti, ogni istituto possa fare storia a sé, sia autonomo e indipendente anche dal punto di vista dell’arbitrarietà di scelta dei progetti da proporre, seguirà comunque una linea che sia congruente con gli indirizzi rispettati a livello nazionale, con linee guida ben chiare e definite.

Non rientrano – al contrario – in tale monte economico, ad esempio, le spese accessorie per smartphone, tablet, stampanti, toner, cartucce e pennette USB, pc, notebook, oppure il canone Rai o la Pay tv. Inoltre non tutti i docenti ne sono beneficiari. Vediamo chi può usufruirne.

A chi è destinato il bonus docenti 2018

Purtroppo, NON ne hanno diritto: docenti precari, insegnanti di scuole private, docenti che, pur passati in ruolo, non sono ancora assegnatari di cattedra perché, ad esempio, stanno ancora svolgendo delle supplenze annuali.

Viceversa, sì a 500 euro di bonus per tutti gli altri. Tra le categorie che ne hanno facoltà, in primis quelli già titolari di cattedra; naturalmente, appartenenti a scuole di ogni ordine e grado, senza distinzioni di sorta, in nome dell’equa distribuzione delle risorse e di pari opportunità e diritti. Oppure docenti passati in ruolo che però già si sono visti attribuire una provincia di destinazione e si sono già recati nel luogo di impiego.

Che cosa è cambiato nel modo di usufruire del bonus docenti 2018

Sicuramente un’agevolazione non da poco per i docenti, attiva già a partire dal 2016 – come dicevamo -. Ma che cosa è cambiato da allora? Non tutto, infatti, nella modalità di fruizione è rimasto immutato. Ovviamente un’attività ministeriale sempre più digitale ha portato alla necessità di sviluppare una realtà che rispecchiasse tale innovazione ormai irreversibile. E la digitalizzazione è avvenuta tramite la creazione di una delle tante applicazioni web esplose sempre più di frequente recentemente: ovvero della cosiddetta Carta del Docente. Personalizzata al profilo di ciascun docente, indica quello che è strettamente necessario che l’insegnante faccia; egli deve crearsi una propria identità digitale (ID) con nome utente e password, riconosciuta dal cosiddetto Sistema pubblico di identità digitale (Spid), che lo farà accedere persino alla piattaforma del Miur, dove troverà già indicate delle attività consigliate, quindi la tipologia di servizi offerti e compresi ( usufruibili con il bonus di 500 euro), ossia biglietti, eventi, film, mostre. tutti suggeriti, disponibili e acquistabili. A questo punto il calcolatore scalerà il costo speso e così ogni docente saprà sia quanto ha speso che quanto ancora potrà spendere.

Tutto molto più facile, veloce, trasparente, chiaro e lineare, rispetto al passato, quando invece i 500 euro venivano direttamente aggiunti in busta paga allo stipendio del docente. Ora, in questo modo, avviene un controllo maggiore delle spese. Spieghiamo meglio. C’è da precisare, infatti, che non è obbligatorio spendere tutti i 500 euro e che essi sono cumulabili l’anno successivo. Ossia, se l’insegnante spende per la sua formazione solamente una parte, per esempio 200 euro, i restanti 300 saranno usufruibili l’anno successivo.

Obblighi per i docenti che ricevono il bonus di 500 euro

A questo punto, per concludere, occorre precisare gli obblighi insindacabili che hanno i docenti. Innanzitutto la domanda di richiesta sulla piattaforma del Miur può essere inoltrata dagli insegnanti solamente a partire dal 14 settembre. A parte questo, ogni docente dovrà ricordare che sarà tenuto rigorosamente a presentare fatture, scontrini e ricevute fiscali, copie di bonifici eventualmente effettuati da presentare come documentazione allegata che attesti che i soldi sono stati spesi al fine della propria formazione e dell’aggiornamento professionale, congiuntamente ai biglietti per l’ingresso ingresso a cinema, teatri od altri eventi; ciò vale anche per quelli acquistati online: ci si dovrà munire di prove che attestino la destinazione di tali acquisti.

Infine c’è un ultimo caso tipo che si può verificare: ossia che, per errore, ad un docente a cui non spetta venga riconosciuto invece il bonus 500 euro. L’insegnante dovrà – per legge – assolutamente restituire la cifra, con le modalità previste dal Miur [2], ossia tramite bonifico. Insomma il bonus docenti è una gratifica in più, per un lavoro ,come quello dell’insegnante, non troppo pagato rispetto agli altri e all’onere, proprio come lo è il “bonus merito”. Anche se rimane ancora, purtroppo, da abbattere l’enorme pilastro ostativo del precariato.

note

[1] In base a quanto dettato dal testo della Buona Scuola, nello specifico al comma 121 dell’articolo 1 della Legge 107/2015.

[2] Attraverso un bonifico con la causale: “Bonus ext art.1, c.121, della L.107/2015 – Recupero somme non rendicontate e/o non utilizzate a.s.2015/2016”.

Autore Immagine: Pixabay.com


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