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Prestito IPA: cosa fare in caso di variazione di impiego

7 aprile 2018


Prestito IPA: cosa fare in caso di variazione di impiego

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 aprile 2018



Il 23/02/2003 dopo l’aggiudicazione dell’appalto di nettezza urbana nel mio Comune un passaggio diretto inizio a lavorare per una società srl, presso la quale prendo un prestito IPA di 20.500,00 il 28/02/2006 con prelievo in busta paga. Il 23/03/2011 rinegozio il prestito fiduciario con l’ammontare da restituire di 15.942,00. Dopo un mese la società termina l’appalto e cambio impresa. Da allora cambiando impresa non mi viene più fatta la trattenuta IPA il 20/02/2018 mi arriva da parte dell’IPA una comunicazione per la regolarizzazione del debito. Devo pagare o posso fare qualcosa? 

I dipendenti pubblici del mio comune hanno la possibilità di accedere a prestiti personali agevolati dedicati alla loro categoria. Tali prestiti possono essere di vario tipo e sono offerti da vari istituti o associazioni, con l’ottica di aiutare a livello monetario la categoria, garantendo l’accesso a tassi di interesse agevolati rispetto al mercato e allo stesso tempo avere un prodotto flessibile e gestibile. 

Nel caso di specie, il lettore – al tempo dipendente della società srl – ha ottenuto un prestito IPA, con trattenuta sulla busta paga. 

Essendo dal 2011 cessato l’appalto con la società srl ed essendo il lettore passato ad altra azienda sarà necessario valutare se possa continuare a beneficiare del prestito contratto e delle relative condizioni agevolate, oppure no. 

Innanzitutto è necessario valutare se il lettore, dipendente ora di altra azienda, sia sempre dipendente di azienda pubblica, o assimilabile. 

In caso affermativo il lettore, comunicata a suo tempo ad IPA la variazione d’azienda datrice di lavoro, avrebbe avuto diritto di continuare a beneficiare del prestito ottenuto e pertanto IPA, informata della variazione aziendale, avrebbe dovuto continuare ad operare la trattenuta delle singole rate dalla sua busta paga. 

Presupposti dunque in questo caso per mantenere il prestito a condizioni agevolate sono: 

– mantenimento della qualifica di dipendente di azienda pubblica;

– comunicazione ad IPA della variazione d’azienda datrice di lavoro. 

Qualora ricorrano detti presupposti, si consiglia al lettore di contattare IPA e chiedere che riprenda la trattenuta delle rate del prestito in busta paga, rinegoziando quanto finora non versato a causa di negligenza imputabile esclusivamente a IPA. 

Se invece ora il lettore lavora per un’azienda privata oppure non ha comunicato ad IPA la variazione d’impiego, dovrà provvedere al pagamento delle rate insolute, non avendo più i requisiti per ottenere il prestito a condizioni agevolate (se non più dipendente pubblico), o comunque non avendo messo IPA nelle condizioni di poter continuare a riscuotere le rate stabilite (in caso di omessa comunicazione circa la variazione lavorativa). 

Il fatto che siano passati anni senza alcuna comunicazione da parte di IPA non ha alcuna rilevanza: ciò in quanto il prestito prestito personale o finanziamento, come le altre forme di mutuo è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale, che decorre dalla scadenza dell’ultima rata. Ad oggi, dunque non risulta maturata alcuna prescrizione. 

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini 


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