Assegno di mantenimento: nuovo reato per chi non lo paga

6 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 aprile 2018



Assegno dovuto dopo la separazione e il divorzio: pena specifica per il coniuge che non versa il mantenimento ma molti i dubbi sull’ambito di applicazione della norma.

In vigore da oggi il nuovo articolo [1] del codice penale che punisce in modo specifico il coniuge che non adempie agli obblighi economici previsti a seguito della separazione e del divorzio.

La nuova norma infatti punisce due specifici comportamenti:

  • quello di chi “si sottrae all’obbligo di versare ogni tipo di assegno dovuto in caso di scioglimento, cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio”; dunque è chiaro il richiamo alla situazione dell’ex coniuge che dopo il divorzio (o comunque lo scioglimento del vincolo matrimoniale) non rispetta gli obblighi economici stabiliti dal giudice;
  • e quello di chi “vìola gli obblighi di natura economica sorti in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli”; in tal caso la norma fa espresso riferimento alla separazione e alla presenza di figli.

Il nuovo articolo, che si affianca a quello già presente nel codice penale in materia di violazione degli obblighi di assistenza familiare [2], ne riprende integralmente le sanzioni: le nuove condotte, infatti, sono punite con la multa da 103 a 1.032 euro e con il carcere fino ad un anno.

Ma se le sanzioni sono rimaste le stesse la novità sta nel fatto che la legge fino ad oggi in vigore puniva solo il genitore che faceva mancare i mezzi di sussistenza ai figli e ai discendenti (ossia faceva mancare ai familiari lo stretto necessario per vivere) mentre oggi essa si estende al coniuge che abbia omesso di pagare “ogni tipologia di assegno”.

L’articolo nasce con l’intento di unificare alcune norme speciali in materia contenute nella legge sul divorzio [3] e nella legge sull’affido condiviso [4] che, quindi, con tale previsione vengono abrogate. Esso tuttavia, per come formulato, non appare del tutto chiaro.

Così, l’esclusivo riferimento all’affidamento condiviso dei figli, lascia pensare che il mancato versamento dell’assegno di mantenimento dopo la separazione possa riguardare solo i figli (e non il coniuge) come pure solo i casi in cui vi è affido condiviso della prole e non invece affidamento esclusivo.

Allo stesso modo la formulazione dell’articolo fa ritenere che, se l’assegno è dovuto per i figli maggiorenni (rispetto ai quali non sono applicabili le norme in materia di affidamento) il mancato versamento potrà essere punito solo se i genitori sono divorziati e non invece separati o tantomeno se non sono mai stati sposati.

E ancora il riferimento alla violazione degli “obblighi di natura economica” fa sorgere il dubbio se la norma punisca non solo i casi di mancato versamento dell’assegno periodico ma anche quelli di mancato pagamento delle spese straordinarie per i  figli che in tale importo non sono mai inglobate.

Insomma, l’intento del legislatore è stato senz’altro buono ma i dubbi restano tanti. Non va dimenticato, infatti, che nella legge penale non è possibile applicare le norme per analogia e dunque il giudice può punire solo la specifica condotta prevista dalla norma.

Si tratta certamente di una formulazione poco chiara rispetto alla quale solo col tempo e l’applicazione ai casi concreti, potrà essere fatta la necessaria chiarezza.

note

[1] Art. 570 bis c.p.

[2] Art. 570 c.p.

[3] Art. 12-sexies L.898/1970: “Al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione dell’assegno dovuto a norma degli articoli 5 e 6 della presente legge si applicano le pene previste dall’art. 570 del codice penale“.

[4] Art. 3 L. 54/2006:”in caso di violazione degli obblighi di natura economica si applica l’articolo 12-sexies della legge 1º dicembre 1970, n. 898“.


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