Diritto e Fisco | Editoriale

Collocamento delle persone disabili

8 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2018



Quali sono le regole per rendere più agevole ai disabili la ricerca di una occupazione e l’inserimento nel mondo del lavoro 

Per collocamento delle persone disabili si intende l’insieme delle norme che aiutano le persone con disabilità, attraverso il cosiddetto collocamento mirato, nella ricerca di un’occupazione adeguata alla loro condizione e ciò in attuazione della norma costituzionale per la quale gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

Quante persone disabili deve assumere obbligatoriamente il datore di lavoro?

La legge attualmente in vigore [1], nel disciplinare il collocamento delle persone disabili, stabilisce che i datori di lavoro che impiegano almeno quindici dipendenti sono obbligati ad assumere, attraverso il cosiddetto collocamento mirato, un numero di persone disabili che cresce al crescere del numero dei lavoratori dipendenti effettivamente in forze all’azienda.

Nel calcolo del numero dei lavoratori occupati dall’azienda si deve tener conto di tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi compresi i lavoratori part time che saranno computati sulla base del loro orario (due lavoratori part time con orario di lavoro al 50% saranno calcolati come una singola unità lavorativa).

Non dovranno essere computati, invece, i lavoratori disabili che già lavorano in azienda (a meno che  non si tratti di lavoratori con ridotta capacità di lavoro superiore al 60% anche se non assunti sulla base del collocamento mirato) e nemmeno gli apprendisti, i dirigenti e i lavoratori a tempo determinato con contratto di durata inferiore ai sei mesi.

Fatta questa premessa, il datore di lavoro sarà tenuto ad assumere:

  • un disabile, se impiega da quindici a trentacinque dipendenti;
  • due disabili, se impiega da trentasei a cinquanta dipendenti;
  • il 7% dei lavoratori impiegati, se impiega più di cinquanta dipendenti.

I datori di lavoro che impiegano almeno quindici dipendenti sono obbligati ad assumere disabili

Quali disabilità consentono di iscriversi al collocamento mirato?

Possono iscriversi alle liste del collocamento mirato le persone appartenenti alla seguenti categorie:

  • persone in età lavorativa che siano affette da minorazioni di tipo fisico, psichico o sensoriale e i portatori di handicap intellettivo con una percentuale di invalidità superiore al 45%;
  • invalidi del lavoro con grado di invalidità, accertato dalle competenti commissioni Inail, superiore al 33%;
  • ciechi assoluti e persone con residuo visivo non superiore ad un decimo per entrambi gli occhi;
  • sordomuti fin dalla nascita o da prima dell’apprendimento della parola;
  • titolari di assegno di invalidità civile e che, previo accertamento da parte dell’Inps, abbiano una riduzione permanente della capacità lavorativa a meno di un terzo;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni tra la 1° e l’8° categoria.

Infine gli invalidi totali (100%) possono iscriversi nelle liste apposite per ricercare un lavoro o essere avviati a percorsi specifici di inserimento, solamente se possiedono una capacità lavorativa residua.

Ciechi e sordomuti rientrano tra le categorie con accesso al collocamento mirato

Come funziona in concreto il collocamento mirato dei disabili?

Le persone disabili che rientrano in una delle categorie prima descritte, per poter essere assunte devono iscriversi alle liste di collocamento mirato presso il centro per l’impiego del luogo in cui risiedono (recandosi presso il centro muniti dell’attestazione che certifichi la disabilità).

In queste liste di collocamento tutte le persone disabili sono collocate in un’unica graduatoria stilata secondo i seguenti criteri:

  • anzianità di iscrizione;
  • condizione economica;
  • carico familiare;
  • difficoltà di movimento nel territorio di riferimento;
  • ulteriori elementi individuate dalle singole regioni.

Per essere sempre mantenuti nelle liste è necessario che sussista sempre lo stato di disoccupazione (che non viene meno anche nel caso in cui si è titolari di un contratto di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi e se si produce un reddito annuo inferiore a ottomila euro oppure inferiore ad euro quattromila e ottocento se si lavora da autonomi).

Il centro per l’impiego raccoglierà attraverso un colloquio le informazioni dal candidato disabile e poi invierà il lavoratore, secondo le graduatorie, all’azienda ritenuta più idonea.

Le aziende, a loro volta, sono obbligate a passare attraverso i centri per l’impiego entro sessanta giorni dal momento in cui superano le soglie minime per effettuare le assunzioni obbligatorie di lavoratori disabili.

L’incontro tra azienda e lavoratore disabile è dunque mediato dal centro per l’impiego.

Le liste per il collocamento mirato dei disabili sono tenute dai centri per l’impiego

note

[1] D.lgs. n. 185/2016 e l. n. 68/1999.

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1 Commento

  1. ALLORA io ho sono inscritta da quando avevo 18 anni e ora ne ho 33 non mie stato mai dato lavoro sono sempre in ballo con inserimenti lavorati ma la fine questi tirocini vado sempre sotterati datemi un aiuto ora sto facendo un altro tirocinio ma fino maggio e poi cosa succde mi danno calcio nel culo

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