Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa tassa l’irap

24 Aprile 2018 | Autore:
Cosa tassa l’irap

Cos’è l’irap? Chi deve pagare l’irap 2018? Qual è la base imponibile? Dichiarazione irap 2018: cos’è?

Le tasse, in Italia, rappresentano una vera e propria giungla, nella quale è difficile districarsi. Non solo sono tante, ma cambiano periodicamente nome, tanto da generare nel contribuente un senso di forte smarrimento.

Con questo articolo cercheremo di capire cosa tassa l’irap, che cos’è e quando deve essere pagata.

Irap: cos’è?

L’irap è l’imposta regionale sulle attività produttive. Come suggerisce lo stesso nome, è un’imposta proporzionale che deve essere pagata alla Regione di appartenenza da quanti esercitano un’attività produttiva. La maggior parte delle somme derivanti dal pagamento di questa tassa vengono destinate dall’ente pubblico al finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

Irap 2018: chi la paga?

L’irap non deve essere pagata solamente dalle imprese ma anche dai professionisti organizzati (vedi paragrafo successivo) e da quanti esercitano un’attività, commerciale e non. In particolare, l’irap deve essere pagata da:

  • società per azioni, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti in Italia;
  • società di persone ed enti equiparati;
  • imprenditori commerciali individuali;
  • esercenti arti e professioni, purché in forma associata;
  • amministrazioni pubbliche.

Irap: la paga anche il libero professionista?

Abbiamo visto cosa tassa l’irap e chi deve pagarla. I veri dubbi sull’irap hanno riguardato essenzialmente la sua applicazione anche ai liberi professionisti, come, ad esempio, gli avvocati. Sul punto è intervenuta la Corte di Cassazione [1] la quale ha affermato che i professionisti sforniti di una vera organizzazione non sono tenuti a pagare l’irap.

Di conseguenza, il professionista “monocratico”, cioè quello che cura personalmente il suo lavoro e il suo studio, non sarà tenuto a pagare l’irap. Al contrario, il professionista che si avvale di ausiliari sarà obbligato al versamento della tassa se:

  • il lavoro svolto dal dipendente è inerente all’attività del professionista (ad esempio, la segretaria di un architetto non rientra nella nozione di organizzazione utile ai fini irap; al contrario, un collaboratore che aiuta in maniera costante l’attività nell’attività professionale può essere qualificato come dipendente);
  • i dipendenti sono ameno due (più di uno, cioè).

Irap: quanto si paga?

L’Irap tassa il fatturato in maniera proporzionale. La base imponibile, cioè l’importo di partenza su cui si calcolano le tasse da pagare, cambia a seconda del contribuente, e cioè a seconda che il soggetto passivo sia un’impresa, un produttore agricolo o un professionista.

Per le imprese, ad esempio, la base imponibile è data dalla differenza tra il valore della produzione e il costo della produzione stessa, cioè il costo che l’impresa deve sostenere per arrivare a produrre il suo fatturato. Non tutti i costi possono essere sottratti: ad esempio, non lo sono quelli inerenti al personale (cioè gli stipendi).

L’importo da versare si ottiene applicando alla base imponibile (che, nelle imprese, si chiama “valore della produzione netta”), un’aliquota fissata dalla legge su base nazionale, che le singole Regioni possono aumentare al massimo di un punto percentuale.

L’aliquota da applicare per le imprese alla base imponibile è, per il 2018, pari al 3,9%. Ogni Regione ha la possibilità di variare l’aliquota Irap di base aumentandola o diminuendola fino a un punto percentuale.

Irap: quando si paga?

Il pagamento dell’Irap è diviso in due rate: la prima il 30 giugno, la seconda il 30 novembre. Alla prima scadenza (cioè quella del 30 giugno), si versa il saldo relativo all’anno precedente e il primo acconto relativo all’anno in corso; alla seconda scadenza (30 novembre), invece, si versa il secondo acconto dell’anno.

Dichiarazione irap 2018: cos’è?

Tutti i soggetti che, per legge, devono pagare l’irap devono trasmettere telematicamente una dichiarazione (dichiarazione irap 2018, appunto) all’Agenzia delle Entrate.

La scadenza fissata dalla legge per la trasmissione della dichiarazione irap 2018 è il 31 ottobre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Questo termine vale per le persone fisiche, le società semplici, le società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché per le società e associazioni a esse equiparate.

Per le società per azioni, le società cooperative, le società di mutua assicurazione e per le Amministrazioni pubbliche, la dichiarazione irap 2018 va inoltrata all’Agenzia delle Entrate entro il nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.


note

[1] Cass., sent. n. 9451/2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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