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Minorenne provoca incidente stradale: chi ne risponde?

8 aprile 2018


Minorenne provoca incidente stradale: chi ne risponde?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2018



Se un bambino attraversa la strada e causa un incidente stradale facendo sbandare un’auto o una moto, i genitori sono responsabili? 

Un bambino, ancora non maggiorenne, scende dal marciapiede per attraversare la strada. La sua imprudenza lo porta a non guardare né a destra, né a sinistra. Ancora basso per l’età, il suo corpo è coperto dalle auto parcheggiate a bordo della strada. Così sbuca all’improvviso per chi, in quello stesso momento, procede lungo la via a velocità consona ai limiti e commisurata anche alle condizioni di traffico. Insomma, diventa un ostacolo imprevedibile. Impossibile evitarlo, a meno di fare una manovra del tutto innaturale. Una sterzata per salvargli la vita e l’automobilista o il motociclista di passaggio finisce sulla corsia opposta di marcia, andandosi a scontrare frontalmente con un altro veicolo. Danni fisici e ai mezzi chi li risarcisce in questo caso? In altri termini se un minorenne prova un incidente stradale chi ne risponde? La questione è stata di recente affrontata dal Tribunale di Milano con una sentenza interessante [1].

Se il minore attraversa la strada: le regole da seguire

La prima questione da affrontare è stabilire se il minore è responsabile o meno per l’incidente e, quindi, verificare innanzitutto come questi (al pari di qualsiasi altro pedone) debba attraversare la strada e se, anche in spregio di queste norme di condotta, a lui debba comunque essere addossata la colpa per l’incidente.

Viene innanzitutto in soccorso il codice della strada [2] che stabilisce chiaramente le regole per attraversare la strada. Vediamo quali sono:

  • in generale bisogna sempre attraversare sulle strisce pedonali;
  • è consentito non attraversare sulle strisce pedonali solo quando queste non sono presenti o sono più lontane di 100 metri;
  • nei casi in cui è possibile attraversare fuori della strisce, bisogna farlo nel minor tempo possibile, solo in senso perpendicolare alla strada (quindi non in modo diagonale) e con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

Chi non attraversa la strada sulle strisce è responsabile se viene investito?

Il secondo problema da affrontare è quello delle eventuali responsabilità di chi attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali. Sicuramente tale condotta costituisce un illecito amministrativo che comporta una “multa” (o meglio detta contravvenzione) che va da 25 a 99 euro.

Se a violare le norme del codice della strada è un bambino o, comunque, un minorenne, a pagare per lui la multa saranno i genitori.

Ma immaginiamo che il bambino attraversi fuori dalle strisce e nelle modalità non consentite dalla legge. Se viene investito chi è responsabile? In questo caso entrano in gioco norme diverse da quella appena citata, norme che impongono agli automobilisti non solo di rispettare, durante la guida, il codice della strada ma di prevedere, nei limiti del possibile, le altrui violazioni di legge. In altre parole, chi è al volante di un mezzo a motore deve prefigurarsi la possibilità che altri conducenti o pedoni possano non rispettare le norme e, quindi, andare sufficientemente piano da poter evitare fonti di pericolo per gli altri.

Questo, a conti fatti, significa che l’automobilista si presume sempre responsabile per l’investimento del pedone a meno che non dimostra che quest’ultimo si è posto come un ostacolo imprevedibile e inevitabile anche usando la massima diligenza. Chi guida deve immaginare che, da dietro un pullman, possano uscire delle persone a piedi o che, in prossimità di un parco, possano correre dei bambini che si buttano sulla carreggiata di marcia senza prestare attenzione alla circolazione.

A riguardo la Cassazione ha avuto modo di chiarire [3] che non è responsabile l’automobilista che investe un pedone mentre attraversa la strada al di fuori delle strisce pedonali se dimostra che rispettava i limiti di velocità e che teneva, oltre a ciò, una condotta di guida prudente in relazione al luogo e al traffico e, in ultimo, che l’investimento è avvenuto per esclusiva colpa del pedone. Ma quando si può dire che c’è una «esclusiva colpa del pedone»? Ciò si verifica – ribadisce la Cassazione – quando l’attraversamento della strada avviene in modo improvviso, imprevedibile e quindi, senza dar possibilità – anche nel pieno rispetto dei limiti imposti dal codice della strada – di evitare l’investimento.

Automobilista investe il pedone: chi paga?

L’automobilista che investe il pedone è coperto dall’assicurazione obbligatoria rc-auto. Benché infatti l’infortunato non sia alla guida di un altro veicolo, la polizza copre tutti i rischi derivanti alla circolazione a prescindere da chi sia il danneggiato. Quindi, una persona che investe un pedone non dovrà pagargli i danni sempre che l’ammontare del risarcimento sia inferiore al massimale della polizza; se invece lo supera, per la parte eccedente dovrà provvedere di tasca propria. Questo però non toglie che potrà essere incriminato penalmente per i reati di lesioni colpose o di omicidio stradale. Scatterà allora la responsabilità penale con il pagamento delle eventuali multe (oltre alla possibile reclusione), multe per le quali non c’è la copertura assicurativa.

Se il conducente non è coperto dall’assicurazione, a pagare il danneggiato sarà il Fondo di Garanzia Vittime della Strada che, successivamente, potrà rivalersi contro il responsabile privo di polizza rc-auto.

Chi non attraversa la strada sulle strisce è responsabile per l’incidente?

La stessa regola di responsabilità appena vista per l’investimento del pedone si pone anche nel caso inverso, ossia se, a seguito dell’attraversamento imprudente e colpevole del passante, quest’ultimo causa un incidente alle automobili costrette ad evitarlo con una manovra brusca. Quindi, per ipotesi, se un uomo mentre fa footing attraversa la strada velocemente e fa sbandare un’auto deve risarcirle i danni. Chi paga in questi casi? Il pedone non è – né deve essere – assicurato; il che significa che a dover risarcire l’infortunato sarà il pedone, anche se si tratta (e spesso succede) di importi particolarmente elevati.

E se il responsabile dell’incidente è un minorenne, come nell’esempio dal quale siamo partiti? Possiamo finalmente dare una risposta al lettore: dall’esclusiva responsabilità del minore nel causare l’incidente stradale deriva il dovere per i suoi genitori a risarcire tutti i danni causati agli infortunati. Non importa che madre e padre fossero lì vicino o che fossero altrove, non importa che il bambino sia sfuggito loro di mano o che sia sempre stato rispettoso delle regole. La responsabilità dei genitori si evita solo dimostrando di non aver potuto impedire il fatto, cosa tutt’altro che agevole (anzi, assai rara). Ovviamente, neanche in questo caso i genitori potranno invocare una copertura assicurativa, quella cioè per la circolazione stradale. L’unica salvezza potrebbe essere una polizza famiglia o un’altra forma di assicurazione per i danni a terzi causati dal bambino o da qualsiasi altro familiare.

note

[1] Trib. Milano, sent. n. 1131/18.

[2] Art. 190 cod. str.

[3] Cass. sent. n. 15101/2016.

Art. 190. Comportamento dei pedoni.

“Nuovo codice della strada”, decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO

Art. 190. Comportamento dei pedoni.

1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila.

2. I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

3. È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, qualora esistano, anche se sono a distanza superiore a quella indicata nel comma 2.

4. È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità; è, altresì, vietato, sostando in gruppo sui marciapiedi, sulle banchine o presso gli attraversamenti pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni.

5. I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

6. È vietato ai pedoni effettuare l’attraversamento stradale passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

7. Le macchine per uso di bambini o di persone invalide, anche se asservite da motore, con le limitazioni di cui all’articolo 46, possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni, secondo le modalità stabilite dagli enti proprietari delle strade ai sensi degli articoli 6 e 7. (1)

8. La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade.

9. È vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti.

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99.

(1) Comma modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).

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