Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa tassa l’Imu

8 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2018



Cos’è l’imu 2018? Quando si paga? Quali immobili tassa? Si paga sulla prima casa?

Nella vita due cose sono certe: la morte e le tasse. Ebbene sì: alle tasse nessuno sfugge. O meglio, nessuno sfugge a meno che non decida di commettere reato e di evaderle. Imu, tasi, tari, irap: c’è da perdersi nei meandri del fisco italiano, tra tasse e imposte monosillabiche.

Con questo articolo, però, non parleremo della situazione tributaria italiana in generale, bensì di una sola tassa: l’imu. Che cos’è? Cosa tassa l’imu? Quando si paga? Scopriamolo insieme.

Imu: cos’è?

Imu sta per Imposta municipale unica e, oramai da qualche anno, ha preso il posto dell’Ici, cioè della vecchia imposta comunale sugli immobili. In buona sostanza, l’imu tassa i beni immobili.

Nel dettaglio, l’imu tassa non solo gli immobili destinati ad uso domestico (le case, cioè) ma anche quelli destinati ad uso commerciale (capannoni, negozi ed altre strutture), i terreni, gli edifici religiosi non utilizzati principalmente per il culto e gli immobili intestati ad associazioni ed enti no-profit.

Imu: chi la paga?

Abbiamo visto cosa tassa l’imu; vediamo ora chi tassa. L’imu deve essere pagata non soltanto, com’è ovvio, dal proprietario di uno degli immobili elencati nel paragrafo precedente, ma anche dai seguenti soggetti:

  • dall’usufruttuario (cioè da colui che utilizza il bene come se ne fosse il proprietario);
  • dall’usuario (cioè da colui che si serve dell’immobile per i bisogni della propria famiglia);
  • dal titolare del diritto di abitazione (consistente nel diritto di abitare l’immobile solo per i suoi bisogni e per quelli della sua famiglia);
  • dal superficiario (che è colui che può edificare e mantenere una costruzione sul fondo altrui);
  • dall’enfiteuta (cioè da chi gode del fondo non proprio con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico al proprietario);
  • dall’ex coniuge (separato o divorziato) assegnatario dell’immobile;
  • dal locatario, ma soltanto nel caso di immobili concessi in leasing;
  • dal concessionario di aree demaniali.

Imu: si paga per la prima casa?

A partire dal 2014, l’imu sulla prima casa non si paga più, a meno che l’abitazione non sia classificata come immobile di lusso (quindi rientrante nelle categorie catastali A/1, A/9 e A/8). È un immobile di lusso, ad esempio, una villa o un castello. L’imu si paga, invece, sulle seconde case.

Prima casa: cos’è?

L’imu non si paga sulla prima casa. Ma cos’è la prima casa? Per essa deve intendersi l’abitazione principale, iscritta o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare con categoria catastale diversa da quella degli immobili di lusso, in cui il proprietario e la sua famiglia dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

L’esenzione imu sulla prima casa si estende anche alle relative pertinenze, cioè quelle unità classificate nelle categorie catastali C/2, C/6, C/7. Si tratta essenzialmente di magazzini, locali di deposito, soffitte, cantine, box auto e garage, tettoie.

L’imu sulle pertinenze non va pagata se queste superano il numero di tre, una ciascuna per le categorie catastali sopra indicate. Ad esempio, se l’abitazione principale gode anche di una cantina e di un garage, l’esenzione si estenderà ad entrambe le pertinenze (oltre che all’abitazione). Se, al contrario, la casa è fornita di due cantine oppure di due box auto, solo uno di essi andrà esente, mentre sull’altro si pagherà normalmente l’imu.

Imu: quando si paga?

L’imu si paga in due rate: la prima va versata entro il 18 giugno 2018, mentre la seconda entro il 17 dicembre dello stesso anno. Entra la prima scadenza va pagato il cinquanta per cento del dovuto, mentre con la seconda si completa il saldo.

Imu: quanto si paga?

Abbiamo visto cosa tassa l’imu, chi tassa e quando va pagata. Vediamo, infine, quanto si deve pagare a titolo di imposta municipale unica. In realtà, si tratta di un calcolo complesso e variabile a seconda dell’immobile e del comune di appartenenza.

Le aliquote utili a calcolare l’imu sono due:

  • l’aliquota variabile: si tratta dell’imposta per la seconda casa e per altri tipi di proprietà. È fissata allo 0,76% ma i Comuni, con apposita delibera del Consiglio, possono modificarla al rialzo o al ribasso;
  • l’aliquota ordinaria: è l’imposta per l’abitazione principale di lusso e per le relative pertinenze. In generale è dello 0,4% ma, anche in questo caso, i Comuni possono decidere di alzarla o di abbassarla.

L’aliquota si applica sulla base imponibile, calcolata in base al valore dell’immobile. Per fare ciò, occorre moltiplicare la rendita in vigore all’inizio dell’anno, rivalutata del cinque per cento, per un coefficiente che varia a seconda del tipo di immobile:

  • 160 per fabbricati del gruppo A (ad eccezione dell’A/10) e delle categorie C/2, C/6 e C/7;
  • 140 per fabbricati del gruppo B e delle categorie C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per fabbricati delle categorie A/10 e D/5;
  • 60 per fabbricati del gruppo D (ad eccezione dell’appena citato D/5, per cui il moltiplicatore è elevato a 65);
  • 55 per fabbricati della categoria C/1.

note

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI