Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa tassa la tasi?

8 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2018



Cos’è la tasi 2018? Quando si paga? Quali immobili tassa? Si paga sulla prima casa? Come si calcola il valore catastale?

Le tasse si devono pagare. Sono tante, troppe, ma indispensabili affinché uno Stato sociale, cioè uno Stato che voglia garantire i servizi essenziali ai cittadini, possa funzionare. Con questo articolo cercheremo di fare chiarezza su una tassa in particolare: la tasi. Vediamo cos’è e cosa tassa la tasi.

Tasi: cos’è?

La tasi è la tassa comunale sui servizi indivisibili. Come l’imu e la tari, essa va versata al Comune di residenza, a copertura di tutti quei costi (manutenzione strade, illuminazione pubblica, ecc.) che l’ente pubblico deve sostenere per i servizi offerti alla comunità.

Iuc: cos’è?

Nel 2013 la legge italiana [1] ha introdotto la iuc, cioè l’imposta comunale unica. La iuc racchiude tutte le imposte comunali sulla casa, e cioè l’imu, la tasi e la tari. Pertanto, chiunque possiede un immobile e gode dell’erogazione dei servizi comunali è tenuto a pagare la iuc, cioè l’imposta comunale unica.

Tasi: chi la paga?

Poiché, come anticipato, la tasi è un tributo comunale, al pari dell’imu e della tari, essa tassa chi possiede un’immobile. La tasi, quindi, deve essere pagata non soltanto dal proprietario di un immobile (non adibito a prima casa, come vedremo), ma anche dai seguenti soggetti:

  • dall’usufruttuario (cioè da colui che utilizza il bene come se ne fosse il proprietario);
  • dall’usuario (cioè da colui che si serve dell’immobile per i bisogni della propria famiglia);
  • dal titolare del diritto di abitazione (consistente nel diritto di abitare l’immobile solo per i suoi bisogni e per quelli della sua famiglia);
  • dal superficiario (che è colui che può edificare e mantenere una costruzione sul fondo altrui);
  • dall’enfiteuta (cioè da chi gode del fondo non proprio con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico al proprietario);
  • dall’ex coniuge (separato o divorziato) assegnatario dell’immobile;
  • dal locatario, ma soltanto nel caso di immobili concessi in leasing;
  • dal concessionario di aree demaniali.

Tasi: si paga per la prima casa?

A partire dal 2014, la tasi sulla prima casa, così come l’imu, non si paga più, a meno che l’abitazione non sia classificata come immobile di lusso (quindi rientrante nelle categorie catastali A/1, A/9 e A/8). È un immobile di lusso, ad esempio, una villa o un castello. La tasi si paga, invece, sulle seconde case.

Prima casa: cos’è?

La tasi non si paga sulla prima casa. Ma cos’è la prima casa? Per essa deve intendersi l’abitazione principale, iscritta o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare con categoria catastale diversa da quella degli immobili di lusso, in cui il proprietario e la sua famiglia dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

L’esenzione tasi sulla prima casa si estende anche alle relative pertinenze, cioè quelle unità classificate nelle categorie catastali C/2, C/6, C/7. Si tratta essenzialmente di magazzini, locali di deposito, soffitte, cantine, box auto e garage, tettoie.

La tasi sulle pertinenze non va pagata se queste superano il numero di tre, una ciascuna per le categorie catastali sopra indicate. Ad esempio, se l’abitazione principale gode anche di una cantina e di un garage, l’esenzione si estenderà ad entrambe le pertinenze (oltre che all’abitazione). Se, al contrario, la casa è fornita di due cantine oppure di due box auto, solo uno di essi andrà esente, mentre sull’altro si pagherà normalmente l’imposta.

Tasi: quando si paga?

La tasi (così come l’imu e la tari, ricomprese tutte nella iuc, cioè nell’imposta comunale unica) si paga in due rate: la prima va versata entro il 18 giugno 2018, mentre la seconda entro il 17 dicembre dello stesso anno. Entra la prima scadenza va pagato il cinquanta per cento del dovuto, mentre con la seconda si completa il saldo.

Tasi: quanto si paga?

Abbiamo visto cosa tassa la tasi, chi tassa e quando va pagata. Vediamo, infine, quanto si deve pagare a titolo di tassa comunale sui servizi indivisibili. In realtà, si tratta di un calcolo non facile, che verte essenzialmente sulla base imponibile e sull’aliquota da applicare su quest’ultima.

L’aliquota base prevista per la tari è pari allo 0,1% ma ogni Comune può decidere liberamente se aumentarla o azzerarla. In ogni caso, l’aliquota prevista per la tasi non può superare il 2,5 per mille, mentre l’aliquota complessiva di tasi e imu non può superare il 10,6%.

L’aliquota si applica sulla base imponibile, calcolata in base al valore catastale dell’immobile. Per fare ciò, occorre moltiplicare la rendita in vigore all’inizio dell’anno, aumentata del cinque per cento, per un coefficiente che varia a seconda del tipo di immobile:

  • 160 per fabbricati del gruppo A (ad eccezione dell’A/10) e delle categorie C/2, C/6 e C/7;
  • 140 per fabbricati del gruppo B e delle categorie C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per fabbricati delle categorie A/10 e D/5;
  • 60 per fabbricati del gruppo D (ad eccezione dell’appena citato D/5, per cui il moltiplicatore è elevato a 65);
  • 55 per fabbricati della categoria C/1.

Tasi: come si calcola?

Facile? Per niente. Facciamo un esempio. Ipotizziamo un immobile che abbia una rendita catastale pari a 300,00 euro. Su questo importo va operata una rivalutazione (in pratica, un aumento) del cinque per cento. Si avrà, quindi: 300,00 + 5% = 315,00 euro. Questo è il valore catastale dell’immobile.

Ora si deve calcolare la base imponibile, moltiplicando il valore catastale per uno dei coefficienti indicati nel paragrafo precedente, variabile a seconda della tipologia di immobile. Ipotizziamo si tratti di uno studio o di un ufficio, rientrante nella categoria A/10. Di conseguenza, si avrà 315,00 euro (che è la risultante della rivalutazione operata sulla rendita catastale) moltiplicato per 80, e dunque: 315 x 80 = 25.200,00.

Questo risultato va moltiplicato, infine, per l’aliquota tasi fissata dal Comune.

note

[1] Legge n. 147/2013.

Autore immagine: Pixabay.com

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