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Quali tasse si pagano a giugno?

8 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2018



Imu, tasi, irap, irpef, ires, iva: tutte le tasse e le imposte che si devono pagare a giugno.

Il calendario non serve solo ad indicare i giorni festivi e quelli feriali, il giorno del compleanno dei propri cari e le ricorrenze religiose, ma anche le scadenze dei pagamenti. In particolare, il calendario ci ricorda quando dobbiamo pagare le tasse. Le tasse, purtroppo, vanno pagate regolarmente alle scadenze fissate dalla legge. Con questo articolo ci occuperemo solamente delle tasse che si pagano a giugno. Vediamo quali sono.

Tasse che si pagano a giugno: imu

Tra le tasse che si pagano a giugno rientra la più nota di tutte: l’imu. Imu sta per imposta municipale unica e ha sostituito la vecchia Ici. In buona sostanza, l’imu tassa i beni immobili. L’imu si paga in due rate: la prima va versata entro il 18 giugno 2018, mentre la seconda entro il 17 dicembre dello stesso anno. Entra la prima scadenza va pagato il cinquanta per cento del dovuto, mentre con la seconda si completa il saldo.

Nel dettaglio, l’imu tassa non solo gli immobili destinati ad uso domestico (le case, cioè) ma anche quelli destinati ad uso commerciale (capannoni, negozi ed altre strutture), i terreni, gli edifici religiosi non utilizzati principalmente per il culto e gli immobili intestati ad associazioni ed enti no-profit.

L’imu deve essere pagata non soltanto, com’è ovvio, dal proprietario di uno degli immobili elencati nel paragrafo precedente, ma anche dai seguenti soggetti:

  • dall’usufruttuario (cioè da colui che utilizza il bene come se ne fosse il proprietario);
  • dall’usuario (cioè da colui che si serve dell’immobile per i bisogni della propria famiglia);
  • dal titolare del diritto di abitazione (consistente nel diritto di abitare l’immobile solo per i suoi bisogni e per quelli della sua famiglia);
  • dal superficiario (che è colui che può edificare e mantenere una costruzione sul fondo altrui);
  • dall’enfiteuta (cioè da chi gode del fondo non proprio con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico al proprietario);
  • dall’ex coniuge (separato o divorziato) assegnatario dell’immobile;
  • dal locatario, ma soltanto nel caso di immobili concessi in leasing;
  • dal concessionario di aree demaniali.

Com’è noto, l’imu non si paga sulla prima casa e sulle relative pertinenze (nel numero massimo di tre). Ma cos’è la prima casa? Per essa deve intendersi l’abitazione principale, iscritta o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare con categoria catastale diversa da quella degli immobili di lusso, in cui il proprietario e la sua famiglia dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Tasse che si pagano a giugno: tasi

La tasi è la tassa comunale sui servizi indivisibili. Come l’imu, essa va versata al Comune di residenza, a copertura di tutti quei costi (manutenzione strade, illuminazione pubblica, ecc.) che l’ente pubblico deve sostenere per i servizi offerti alla comunità. Anche la tasi si può pagare in due rate: la prima va versata sempre entro il 18 giugno 2018, mentre la seconda entro il 17 dicembre dello stesso anno. Entra la prima scadenza va pagato il cinquanta per cento del dovuto, mentre con la seconda si completa il saldo.

La tasi va pagata dagli stessi soggetti obbligati a pagare l’imu.

Tasse che si pagano a giugno: irap

Tra le tasse che si pagano a giugno rientra anche l’irap. L’irap è l’imposta regionale sulle attività produttive. Come suggerisce lo stesso nome, è un’imposta proporzionale che deve essere pagata alla Regione di appartenenza da quanti esercitano un’attività produttiva. La maggior parte delle somme derivanti dal pagamento di questa tassa vengono destinate dall’ente pubblico al finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

L’irap non deve essere pagata solamente dalle imprese ma anche dai professionisti organizzati (vedi paragrafo successivo) e da quanti esercitano un’attività, commerciale e non. In particolare, l’irap deve essere pagata da:

  • società per azioni, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti in Italia;
  • società di persone ed enti equiparati;
  • imprenditori commerciali individuali;
  • esercenti arti e professioni, purché in forma associata;
  • amministrazioni pubbliche.

Il pagamento dell’Irap è diviso in due rate: la prima il 30 giugno, la seconda il 30 novembre. Alla prima scadenza (cioè quella del 30 giugno), si versa il saldo relativo all’anno precedente e il primo acconto relativo all’anno in corso; alla seconda scadenza (30 novembre), invece, si versa il secondo acconto dell’anno.

Tasse che si pagano a giugno: irpef e ires

Il 30 giugno scade anche il termine per il pagamento dell’irpef, dell’ires e dell’iva.

La ben nota irpef è un’imposta personale e progressiva sui redditi, calcolata in base al reddito percepito sia dal lavoratore (dipendente o autonomo) che dal pensionato. L’irpef rispetta il criterio di progressività sancito direttamente dalla Costituzione [1]: più alto è il reddito, maggiore sarà la percentuale dovuta a titolo di imposta.

L’ires è l’imposta sul reddito delle società e va anch’essa pagata entro il 30 giugno, almeno con riferimento alla prima rata. La seconda, invece, va pagata entro il 30 novembre.

Tasse che si pagano a giugno: iva

L’iva, come tutti sanno, è l’imposta sul valore aggiunto. Secondo la legge [2], l’iva si applica a tutte le cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate.

Tutti i titolari di partita iva sono tenuti a versare l’iva trimestralmente oppure mensilmente. Nel primo caso, l’iva riferita al trimestre gennaio-marzo va versato entro il 16 maggio; le successive scadenze sono il 16 agosto (trimestre aprile-giugno) il 16 novembre (trimestre luglio-settembre) e il 16 marzo dell’anno successivo (trimestre ottobre-dicembre).

In particolare, quest’ultima scadenza (quella del 16 marzo) può essere rinviata al 30 giugno: si tratta del differimento dell’iva, che consente di versare l’imposta entro il 30 giugno con la maggiorazione del 0,40% per mese o frazione di mese successivo al 16 marzo [3].

note

[1] Art. 53 Cost.

[2] D.p.r. n. 633/1972.

[3] Art. 6, comma 1, del D.P.R. n. 542/1999, così come modificato dal d.l. n. 193/2016.

Autore immagine: Pixabay.com

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