Diritto e Fisco | Editoriale

Biotestamento: si possono decidere trattamenti ed esami?

10 Aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Aprile 2018



Il Ministero della Salute chiarisce la normativa sulle Dat, le disposizioni anticipate sulle cure a cui essere sottoposto se si perde la coscienza.

Ogni cittadino è libero di esprimere la propria volontà per quanto riguarda i trattamenti sanitari e le cure a cui vuole essere sottoposto nel momento in cui si dovesse trovare in uno stato di incoscienza. Lo ha chiarito il Ministero della Salute, che ha pubblicato le indicazioni operative in materia di Dat, cioè di disposizioni anticipate di trattamento [1] la cui normativa di riferimento è in vigore dal 31 gennaio 2018 [2]. In pratica, la circolare ministeriale risponde a chi si chiede se, in materia di biotestamento, si possono decidere trattamenti ed esami. Questa eventualità esiste: è l’utente a poter scegliere se sottoporti ad una particolare cura, ad un esame diagnostico, ad una terapia, purché abbia certi requisiti ed esprima anticipatamente il consenso o il rifiuto ai trattamenti seguendo una certa prassi. Che sottoscriva, insomma, un biotestamento.

Vediamo, allora, come si possono decidere trattamenti ed esami e chi lo può fare.

Biotestamento: chi può decidere cosa

Come anticipato, la legge consente di poter esprimere in un biotestamento la propria volontà in materia di trattamenti ed esami sanitari. In particolare, si possono accettare o rifiutare:

  • accertamenti diagnostici;
  • scelte terapeutiche;
  • singoli trattamenti sanitari.

Le disposizioni anticipate di trattamento (Dat) possono essere espresse dai cittadini maggiorenni e capaci di intendere e di volere. Evidentemente, non è possibile chiedere dei trattamenti contrari alla legge.

Il paziente può decidere anche se essere informato o meno sulle proprie condizioni di salute. Nello specifico, sottoscrive questa formula: «Nell’ipotesi di trovarmi nelle condizioni di non poter decidere riguardo le mie cure sanitarie, a causa del mio deterioramento fisico e/o mentale, e/o di essere in uno stato clinico tra quelli elencati nel presente documento, e in riferimento alla Costituzione, alla Convenzione dei diritti dell’uomo, al codice di deontologia medica e al giuramento professionale dei medici, voglio (o non voglio) essere informato sulle mie condizioni, anche in caso di malattia grave o inguaribile, e sulle terapie da adottare o non adottare». Il paziente, infine, può indicare il nominativo della persona o delle persone a cui tenere al corrente del suo stato e delle terapie necessarie.

Biotestamento: cosa possono decidere i malati terminali

I malati terminali che sottoscrivono il biotestamento e che, quindi, vogliono decidere trattamenti ed esami, devono sottoscrivere nelle disposizioni anticipate quest’altra formula: «Accertato da almeno due medici indipendenti che le mie condizioni fisiche siano giunte ad una fase definita terminale, chiedo…». A questa premessa, segue la soluzione che il paziente desidera per l’ultimo periodo della sua vita, ad esempio:

  • il rifiuto dell’accanimento terapeutico;
  • non ricevere alcun farmaco o trattamento destinato a porre fine alla sua vita;
  • essere o non essere sottoposto ad alcun tipo di sperimentazione (in altre parole, di accettare o non accettare di diventare la cavia di qualcuno a qualsiasi scopo);
  • la somministrazione di qualsiasi tipo di farmaco per evitare il dolore fisico o psichico.

Biotestamento: come decidere i trattamenti

Ovviamente, il consenso o il rifiuto di un trattamento sanitario va fatto per iscritto, ed in particolare in uno di questi modi:

  • con un atto pubblico;
  • con una scrittura privata autenticata;
  • con una scrittura privata consegnata personalmente dal cittadino presso l’ufficio di stato civile del proprio Comune di residenza;
  • attraverso una videoregistrazione o un dispositivo che consenta la comunicazione del paziente, nel caso questi non avesse la possibilità di farlo diversamente a causa delle sue condizioni fisiche.

Le Dat, cioè le disposizioni anticipate di trattamento possono essere consegnate personalmente nelle strutture sanitarie abilitate dalle Regioni che, nonostante la gestione telematica ed informatica della documentazione sanitaria, abbiano regolamentato la raccolta di queste disposizioni.

Biotestamento: posso revocare le Dat?

Le disposizioni anticipate di trattamento per il biotestamento possono essere modificate, rinnovate oppure revocate in qualsiasi momento.

In quest’ultimo caso, cioè quando il paziente vuole annullare le disposizioni date su trattamenti ed esami, occorre comunicarlo con le forme già citate (atto pubblico, scrittura privata, ecc.).

Se, per motivi di urgenza o di emergenza, non fosse possibile revocare le Dat con queste modalità, le disposizioni vengono accettate anche tramite una videoregistrazione effettuata dal medico alla presenza di due testimoni.

Biotestamento e Dat: il ruolo del fiduciario

Il paziente che vuole sottoscrivere un biotestamento e che, quindi, firma le Dat per decidere su trattamenti ed esami, può indicare in queste disposizioni un fiduciario secondo la sua volontà, purché questa figura sia ricoperta da una persona maggiorenne e con capacità di intendere e di volere.

A che cosa serve il fiduciario? Il suo compito è quello di rappresentare il paziente nei rapporti con il medico e con le strutture sanitarie in caso di necessità.

Se nelle disposizioni non viene indicato un fiduciario o quest’ultimo rinuncia al suo ruolo oppure è diventato incapace o muore, le Dat restano comunque efficaci in quanto fanno capo alla volontà del paziente. In caso di necessità, il giudice tutelare nomina un amministratore di sostegno.

Biotestamento: il medico può rifiutare le Dat?

Le indicazioni del Ministero della Salute a proposito del biotestamento dicono chiaramente che il medico è tenuto a rispettare le disposizioni anticipate di trattamento. Tuttavia, le Dat possono essere disattese, previo accordo con il fiduciario, in questi due casi:

  • quando le Dat sono palesemente incongrue o non corrispondono alla condizione clinica attuale del paziente
  • quando si rendono necessarie delle terapie non prevedibili all’atto della sottoscrizione ma in grado di migliorare concretamente lo stato di salute del paziente.

Se dovessero sorgere dei conflitti tra medico e fiduciario, ogni decisione in merito verrà presa dal giudice tutelare.

note

[1] Circ. Min. Salute del 30.03.2018.

[2] Art. 4 legge 219/2017 del 22.12.2017.


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