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Ci sono tasse sui libretti postali?

25 Aprile 2018 | Autore:
Ci sono tasse sui libretti postali?

Cosa sono i libretti di risparmio postale? Quanto costa? Quali sono gli interessi? Cos’è l’imposta di bollo?

Tantissimi italiani affidano i loro risparmi agli istituti di credito: banche e poste. Questo consente ai lavoratori di mettere al sicuro il frutto di anni di duro lavoro: conservare i soldi in casa è pericoloso e non fa dormire sonni tranquilli. Uno degli strumenti preferiti dagli italiani è il libretto postale: su di esso è possibile depositare la somma che si desidera, con la possibilità di effettuare prelievi a proprio piacimento. Molti però si chiedono: ci sono tasse sui libretti postali? Vediamo allora cosa sono i libretti postali, se fruttano interessi e se sono tassati.

Libretti postali: cosa sono?

Prima di vedere se ci sono tasse sui libretti postali, cerchiamo di capire cosa sono i libretti postali. I libretti postali sono strumenti rilasciati dalle Poste italiane finalizzati a raccogliere i risparmi degli utenti che se ne avvalgono. Con i libretti postali, in poche parole, le Poste italiane garantiscono ai risparmiatori la custodia dei loro soldi, oltre ad un rendimento (minimo) sulle somme.

Si tratta di un prodotto molto simile al conto corrente bancario, ideale per il deposito di risparmi e per l’accredito di pensioni e stipendi.

I libretti di risparmio postale sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e garantiti dallo Stato italiano, esattamente come i buoni postali (per un approfondimento si legga l’articolo Quali sono i buoni postali più convenienti). Pertanto, il rischio di perdere quanto depositato è pressoché nullo.

I libretti di risparmio postale possono essere intestati a più persone: in particolare, è consentito fino a un massimo di quattro intestatari. In questo modo, inserendo la clausola di pari facoltà di disposizione, ogni intestatario può agire liberamente, disponendo delle somme presenti sul libretto postale. Così come per i prelievi, è ovviamente possibile anche depositare autonomamente.

I libretti di risparmio postale sono, di norma, cartacei. Come per i buoni, però, sono disponibili anche in forma dematerializzata, conservando intatte le stesse caratteristiche. In tal senso, emblematica è la Carta libretto, che consente il prelievo gratuito presso tutti gli sportelli Postamat.

Libretti postali: ci sono interessi?

Come anticipato, i libretti di risparmio postale garantiscono un rendimento, cioè degli interessi. Si tratta, tuttavia, di una percentuale davvero minima (circa 0,01 % lordo), che si è ridotta negli ultimi anni. Di conseguenza, i libretti di risparmio postale non sono strumenti finanziari destinati agli investitori, ma ai risparmiatori e a quanti vogliono semplicemente mettere al sicuro il proprio danaro.

Libretti postali: ci sono costi?

I libretti postali non hanno costi e commissioni di apertura, gestione ed estinzione, ad eccezione degli oneri di natura fiscale. È possibile versare e prelevare gratuitamente in tutti gli uffici postali, non solo in quello di sottoscrizione del libretto.

Libretti postali: ci sono tasse?

Nella vita a due cose non si sfugge mai: alla morte e alle tasse. Ebbene sì: anche i libretti di risparmio postale sono soggetti alle tasse. Innanzitutto, il risparmiatore deve fare i conti con l’imposta di bollo. Tutti i libretti postali sui quali sono depositati più di cinquemila euro sono soggetti a un’imposta di bollo pari a 34,20 euro; se l’intestatario del libretto è una persona giuridica, l’imposta è di cento euro [1].

Il limite della giacenza media dei cinquemila euro riguarda tutti i rapporti in essere con le Poste italiane. Questo significa che, se la stessa persona è titolare di un libretto di risparmio postale su cui sono depositati tremila euro e di un altro su cui c’è la stessa somma, l’imposta andrà comunque pagata, poiché l’importo complessivo delle somme depositate sui due libretti è superiore a cinquemila euro.

La seconda tassa sui libretti di risparmio postale è quella sugli interessi. Lo Stato italiano, infatti, tassa il rendimento del libretto postale del 26%; per questo, quando si parla di interessi dei libretti postali, si fa riferimento al rendimento lordo, in quanto bisogna sottrarre il 26% per giungere a quello netto.

La tassazione sugli interessi rende praticamente nullo il rendimento dei libretti postali. Per questo motivo, il libretto di risparmio postale non è un prodotto adatto agli investitori, in quanto non è possibile effettuare manovre speculative su questo tipo di strumento.


note

[1] Art. 19, D.L 201/2011 convertito in Legge n. 214/2011.

Autore immagine: Pixabay.com


2 Commenti

  1. Buongiorno, anni fa ho sottoscritto un libretto smart, rispettando tutti i requisiti richiesti, ma non mi hanno applicato il tasso promesso adducendo una serie di scuse e alla fine mi hanno detto di sporgere reclamo.
    Offrite un servizio di consulenza al fine di veder riconosciuto quanto di mia spettanza ?
    Buongiorno e grazie

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