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Contratto online: il rinnovo automatico è valido?

9 aprile 2018


Contratto online: il rinnovo automatico è valido?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 aprile 2018



Clausole vessatorie su internet: sono efficaci se al posto della firma c’è solo il click online fatto col mouse?

Su un sito internet hai compilato un modulo con cui hai dichiarato di voler concludere un abbonamento. Tra le varie condizioni riportate tra le clausole ve n’è una che prevede l’automatico rinnovo del contratto in assenza di espressa disdetta, disdetta che avresti dovuto inviare qualche mese prima della scadenza e che invece non hai fatto per distrazione. Così il contratto si è rinnovato tacitamente e ora la società fornitrice vuole che tu paghi la fattura. Ma non hai alcuna intenzione di farlo. Come puoi difenderti? In caso di contratto online, il rinnovo automatico è valido? È valida su internet una clausola di questo tipo anche se non è stata firmata a penna ma con la spunta su una casella accanto al bottone «accetta le condizioni»?

Da un punto di vista legale il tuo problema è inquadrabile nell’ambito della problematica delle cosiddette clausole vessatorie su internet, ossia quelle condizioni particolarmente svantaggiose per il consumatore che, se predisposte su moduli di carta, non sono valide se non ricevono una seconda ed apposita firma. Ebbene, in tali casi, il click online vale e può ritenersi sufficiente? Vediamo cosa prevede la legge.

Cosa sono le clausole vessatorie?

Capita spesso che, specie nei rapporti con le aziende, i contratti siano predisposti solo da una delle due parti, senza possibilità per l’altra (di solito il consumatore) di intervenire sul contenuto. Si pensi, ad esempio, ai moduli prestampati con le compagnie telefoniche o con le banche. Per cui l’unica scelta riservata al cliente è quella tra l’accettare o meno un contratto già predeterminato. Il consumatore, in questi casi, si trova in una posizione di svantaggio perché, non potendo trattare le singole clausole, non può neanche evitare che vengano predisposti condizioni a lui particolarmente svantaggiose. Queste condizioni più gravose vengono dette clausole vessatorie. Ebbene il codice civile [1], proprio con l’intento di tutelare la parte più debole del contratto (quella cioè che non interviene sul suo contenuto) stabilisce che le clausole vessatorie debbano ricevere una apposita firma, ulteriore rispetto a quella del contratto. Viene così richiesto alla parte di apporre due sottoscrizioni: una alla fine della scrittura privata, l’altra a margine di una clausola che elenca le singole clausole vessatorie (anche solo i relativi numeri degli articoli del contratto). Se non c’è questa seconda firma, le clausole vessatorie sono inefficaci nei confronti del consumatore.

Quali sono le clausole vessatorie?

Il codice civile fa un elenco di quelle che possono essere le clausole vessatorie. Come vedrai, si tratta di descrizioni molto generali per cui si tratta di un elenco “aperto”. In particolare si considerano vessatorie:

  • a) le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte:
  • limitazioni di responsabilità (ad esempio: «il venditore non è responsabile per ogni difetto riscontrato sul prodotto nel caso in cui venga forzata l’apertura dello stesso»);
  • facoltà di recedere dal contratto (ad esempio: «il venditore si riserva la facoltà di recedere in qualsiasi momento dal contratto senza preavviso»);
  • facoltà di sospenderne l’esecuzione (ad esempio: «la banca si riserva la facoltà di interrompere il credito in qualsiasi momento se ritiene insolvente il cliente»);

b) le condizioni che sanciscono a carico del consumatore:

  • decadenze (ad esempio: «il cliente, per ottenere assistenza, deve inviare una segnalazione entro e non oltre cinque giorni»);
  • limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni;
  • restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi (ad esempio l’esclusiva);
  • la tacita proroga o rinnovazione del contratto (ad esempio: «il contratto si considera automaticamente rinnovato se una delle parti non darà disdetta almeno 3 mesi prima»);
  • le clausole compromissorie ossia quelle in base alle quali eventuali controversie verranno decise dagli arbitri e non dai giudici;
  • le deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria (ad esempio: «Per ogni controversia nascente dall’interpretazione del presente contratto si ritiene competente il tribunale di Milano»).

Clausole vessatorie online

Il sistema di conclusione dei contratti su internet si vale di un meccanismo semplice che sostituisce la carta. In pratica, l’utente compila un modulo elettronico (form) e accetta le condizioni contenute nel form, mediante il meccanismo del cosiddetto «point and click»: dopo la compilazione del modulo deve fare un click su un tasto “accettazione” o “accetto” o equivalente.

Il problema che si è posto sin da quando i contratti online sono stati stipulati tramite click del mouse è se, in tali ipotesi, le clausole vessatorie siano efficaci o meno. Difatti, una interpretazione rigorosa della norma del codice civile ha sempre voluto che la cosiddetta «doppia sottoscrizione» delle clausole dovesse avvenire su carta, e quindi con la penna. Chiaramente, nel caso del mouse e della spunta della casella con su scritto «Accetto il contratto» non garantisce la firma del consumatore. Ebbene, che succede in questi casi? Si pensi proprio all’ipotesi della clausola di rinnovo automatico del contratto: il venditore può esigere ugualmente il pagamento della fattura per la successiva annualità facendo valere la clausola vessatoria anche se c’è stato un semplice click online?

C’è innanzitutto da dire che le condizioni generali di contratto online, predisposte dal gestore del sito, venditore on-line sono efficaci nei confronti del cliente solo se questi le abbia potuto leggere. Quindi è necessario anche un link a una pagina con il contenuto delle suddette condizioni (a tal fine è necessario che siano ben visibili sul sito) e, preferibilmente, l’invio delle stesse all’indirizzo email del cliente.

Nel caso in cui le condizioni generali di contratto contengano clausole vessatorie (che, come abbiamo appena detto, non hanno effetto se non sono specificamente approvate per iscritto), la validità di tali clausole nei contratti online, è attualmente riconosciuta dalla prassi purché la sottoscrizione del contratto avvenga con il sistema del point and click.

La validità della tecnica del «point and click» per accettare le clausole vessatorie è riconosciuta sia dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea [2] che da alcuni tribunali nazionali [3], anche se non mancano precedenti contrari [4].

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