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Aumento pensione 2018, come calcolare quanto spetta

10 aprile 2018 | Autore:


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Come calcolare gli aumenti delle pensioni 2018: dal trattamento minimo all’assegno sociale, dalla pensione d’invalidità alle prestazioni dirette.

Tornano ad aumentare le pensioni, dopo un lungo periodo in cui i trattamenti sono rimasti fermi: grazie al ripristino delle perequazioni delle pensioni, difatti, tutte le prestazioni riconosciute dall’Inps sono state incrementate, le più basse sino all’1,1%, le più alte in misura pari allo 0,495%.

A crescere non sono soltanto le pensioni dirette (di vecchiaia, di anzianità e anticipata), ma anche l’assegno e la pensione d’invalidità, l’assegno sociale e la pensione ai superstiti, di reversibilità e indiretta. Tra l’altro, le prestazioni che sono soggette a limiti di cumulo con gli altri redditi, come la reversibilità e la pensione d’invalidità, dal 2018 subiscono delle riduzioni più basse, a causa dell’aumento del trattamento minimo, che rappresenta il parametro su cui l’Inps si basa per ridurre le prestazioni.

L’effetto dell’aumento delle pensioni, all’inizio dell’anno, non si è potuto apprezzare appieno a causa delle trattenute operate dall’Inps sugli assegni di gennaio e febbraio: se da un lato, difatti, i trattamenti sono aumentati a causa delle rivalutazioni, dall’altro lato i pensionati hanno dovuto restituire la perequazione negativa dello 0,1% relativa all’anno 2015.

Ma procediamo per ordine, e vediamo, in merito all’aumento pensione 2018, come calcolare quanto spetta.

Come aumenta la pensione nel 2018

Le pensioni riconosciute dall’Inps, nel 2018, aumentano in questo modo:

  • pensioni fino a 3 volte il minimo (con riferimento al trattamento minimo 2017), cioè fino a 1.505,67 euro mensili: si applica un tasso di rivalutazione pari all’1,1%;
  • pensioni di importo da 3 a 4 volte il minimo, cioè da 1.505,68 a fino a 2.007,56 euro mensili: si applica un tasso di rivalutazione pari all’1,045%;
  • pensioni di importo da 4 a 5 volte il minimo, cioè da 2.007,57 fino a 2.509,45 euro mensili: si applica un tasso di rivalutazione pari all’0,825%;
  • pensioni di importo da 5 a 6 volte il minimo, cioè da 2.509,46 fino a 3.011,34 euro mensili: si applica un tasso di rivalutazione pari all’0,55%;
  • pensioni di importo oltre 6 volte il minimo, cioè oltre 3.011,35 euro mensili: si applica un tasso di rivalutazione pari all0 0,495%.

Sono previste delle fasce di garanzia, quando il calcolo della perequazione risulta inferiore al limite della fascia precedente rivalutato, secondo la seguente tabella [1]:

Dal Fasce trattamenti complessivi % indice perequazione da attribuire Aumento del Importo trattamenti complessivi
da a Importo garanzia
1° gennaio 2018: Fino a 3 volte il trattamento minimo 100 1,100 % 1.505,67
Fascia di Garanzia Importo garantito 1.505,68 1.506,49 1.522,23
Oltre 3 e fino a 4 volte il trattamento minimo 95 1,045 % 1.505,68 2.007,56
Fascia di Garanzia Importo garantito 2.007,57 2.011,94 2.028,54
Oltre 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo 75 0,825 % 2.007,57 2.509,45
Fascia di Garanzia Importo garantito 2.509,46 2.516,31 2.530,15
Oltre 5 e fino a 6 volte il trattamento minimo 50 0,550 % 2.509,46 3.011,34
Fascia di Garanzia Importo garantito 3.011,35 3.012,99 3.027,90
Oltre 6 volte il trattamento minimo 45 0,495% 3.011,35

Come calcolare l’aumento pensione 2018

Per calcolare l’aumento della pensione 2018 per la perequazione automatica, bisogna moltiplicare la pensione lorda di novembre 2017 per la percentuale di perequazione.

Ad esempio, se la tua pensione è pari a:

  • 800 euro lordi mensili, diventa pari a 808,80 euro mensili: l’aumento è difatti dell’1,1%;
  • 1000 euro lordi mensili, diventa pari a 1011 euro mensili: l’aumento è difatti dell’1,1%;
  • 1200 euro lordi mensili, diventa pari a 1013,20 euro mensili: l’aumento è difatti dell’1,1%;
  • 1500 euro lordi mensili, diventa pari a 1016,50 euro mensili: l’aumento è difatti dell’1,1%;
  • 1800 euro lordi mensili, diventa pari a 1818,81 euro mensili: l’aumento è dell’1,045%;
  • 2000 euro lordi mensili, diventa pari a 1020,90 euro mensili: l’aumento è difatti dell’1,045%;
  • 2500 euro lordi mensili, diventa pari a 2520,625 euro mensili: l’aumento è dello 0,825%.

Come aumenta il trattamento minimo nel 2018

Anche il trattamento minimo è aumentato nel 2018: ricordiamo che si tratta della retribuzione minima alla quale deve essere adeguata la pensione, se non si superano determinate soglie di reddito: questo, in particolare, passa, nel 2018, da 501,89 euro mensili a 507,42 euro, determinando non solo l’incremento delle pensioni adeguate al minimo, ma anche minori riduzioni per chi percepisce pensioni parzialmente cumulabili con gli altri redditi.

Aumento pensione d’invalidità 2018

La pensione d’invalidità, o assegno di assistenza, nel 2018 è aumentato da 279,47 euro mensili a 282,55 euro.

Il limite di reddito personale annuo che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.853,29 euro.

Aumento dell’assegno sociale 2018

L’assegno sociale, nel 2018, è salito da 448,07 euro mensili a 453 euro mensili, per i casi in cui si ha diritto alla sua liquidazione in misura piena.

Aumento assegno d’invalidità e riduzioni per cumulo col reddito 2018

L’assegno d’invalidità, nel 2018, aumenta in misura pari alle altre pensioni. Le riduzioni  per cumulo con altri redditi sono applicate in misura minore. In particolare, l’assegno è ridotto:

  • del 25% se il reddito prodotto dall’avente diritto supera 4 volte il minimo, cioè supera 2.029,68 euro mensili, 26.385,84 euro annui;
  • del 50% se il reddito supera 5 volte il trattamento minimo, cioè 2.537,10 euro mensili, 32.982,30 euro annui.

Se l’assegno già ridotto resta lo stesso superiore al trattamento minimo, cioè supera 507,42 euro mensili, può subire un secondo taglio.

Aumento pensione di reversibilità e riduzioni per cumulo col reddito 2018

La pensione di reversibilità (o indiretta), nel 2018 aumenta in misura pari alle altre pensioni. Le riduzioni per cumulo con altri redditi, anche in questo caso, sono applicate in misura minore. In particolare, la prestazione viene ridotta:

  • del 25% se il reddito prodotto dall’avente diritto supera 3 volte il minimo, cioè supera 1.522,26 euro mensili, 19.789,38 euro annui;
  • del 40% se il reddito prodotto dall’avente diritto supera 4 volte il minimo, cioè supera 2.029,68 euro mensili, 26.385,84 euro annui;
  • del 50% se il reddito supera 5 volte il trattamento minimo, cioè 2.537,10 euro mensili, 32.982,30euro annui.

note

[1] Inps Circ. n.186/2017.

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