Diritto e Fisco | Editoriale

Ci sono tasse sulla tredicesima?

27 Aprile 2018 | Autore:
Ci sono tasse sulla tredicesima?

Cos’è la tredicesima mensilità? Come si calcola? Quali tasse si applicano sulla tredicesima?

Il mese di dicembre è di gran lunga il più atteso dell’anno: non solo per via delle festività natalizie, ma anche (e soprattutto) per la tanto agognata tredicesima. Forse non tutti sanno, però, che anche sulla tredicesima ci sono le tasse! Ebbene sì: alle tasse non sfugge proprio niente. Vediamo allora cos’è la tredicesima e quali tasse ci sono su questa speciale mensilità.

Tredicesima: cos’è?

Prima di vedere se ci sono tasse sulla tredicesima, cerchiamo di capire cos’è la tredicesima.

La tredicesima è una speciale mensilità che il datore di lavoro è tenuto a pagare ai dipendenti. Essa viene retribuita a dicembre e ammonta all’incirca allo stipendio di una normale mensilità. La tredicesima spetta a tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, a tempo determinato e indeterminato. Normalmente viene erogata prima delle festività natalizie, anche per consentire al dipendente di poter spendere qualcosa in vista dell’imminente festività.

Tredicesima: come matura?

Abbiamo detto che la tredicesima mensilità ammonta, all’incirca, all’importo di uno stipendio normale. Questo significa che, nel mese di dicembre, il lavoratore dipendente riceve due stipendi. In realtà, la tredicesima non è pari ad una somma predeterminata, ma è frutto di un calcolo fatto sulla base del lavoro prestato durante l’anno solare.

La tredicesima è pari all’incirca a una mensilità se il lavoratore ha lavorato l’intero anno; in caso contrario, la tredicesima ammonterà a tanti dodicesimi quanti sono i mesi di lavoro. In poche parole, per ogni mese solare dell’anno con partenza da gennaio vi è la maturazione di un rateo della tredicesima che corrisponde ad un dodicesimo dello stipendio mensile fisso e continuativo.

Chi invece è stato assunto da meno di un anno, deve moltiplicare lo stipendio lordo per il numero di mesi in cui ha lavorato, e dividere il risultato per dodici. Il rateo maturato mensilmente non tiene in considerazione importi aggiuntivi derivanti da lavoro straordinario e bonus occasionali

Si prende in considerazione lo stipendio previsto per dicembre o nel caso in cui il contratto di lavoro fosse stato rescisso, viene considerato l’importo dello stipendio percepito nell’ultimo mese di lavoro, da considerare tutti i periodi di lavoro e non in cui essa matura.

La tredicesima, quindi, matura nel corso di tutto l’anno: non si tratta, quindi, di un regalo elargito dal datore al dipendente. Essa matura anche durante il periodo di prova e alcuni periodi in cui non viene svolta l’attività lavorativa, come:

  • congedo di maternità e paternità;
  • congedo matrimoniale;
  • infortuni sul lavoro/malattia professionale;
  • malattia nei limiti contrattuali;
  • donazione del sangue;
  • riposi giornalieri per allattamento;
  • cassa integrazione;
  • assenze per ferie, festività, ex festività, permessi retribuiti.

Tredicesima: come si calcola?

Prima di passare a vedere se ci sono tasse sulla tredicesima, facciamo un esempio di come si calcola la tredicesima sulla base di quanto detto nel paragrafo precedente.

Tizio ha lavorato dal primo marzo 2016 fino al 31 dicembre dello stesso anno, percependo mille euro lordi mensili. Il calcolo da effettuare sarà di questo tipo: retribuzione lorda mensile x numero di mesi lavorati/totale mensilità. Quindi:

  • € 1000 (retribuzione lorda mensile) x 10 (numero di mesi lavorati)/12 (totale mensilità) = 833,33 euro.

La tredicesima non matura, invece, nei periodi di congedi parentali e malattia del bambino, durante l’aspettativa per i lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o ricoprire cariche sindacali, provinciali e nazionali; non spetta neppure per i permessi non retribuiti, le assenze ingiustificate e le assenze per sciopero.

Tredicesima: quali sono le tasse?

Abbiamo spiegato cos’è la tredicesima mensilità e come si calcola. Vediamo ora se ci sono tasse sulla tredicesima.

In effetti, non deve stupire che la tredicesima mensilità sia normalmente di importo inferiore allo stipendio base: questo avviene perché, a differenza della retribuzione mensile, la tredicesima è tassata e non beneficia di alcuna detrazione né per il lavoratore dipendente né per i familiari a carico.

La tredicesima è soggetta alle ritenute fiscali in base alle aliquote previste nel mese di erogazione senza includere le deduzioni d’imposta che, con cadenza mensile, si applicano solo al salario standard.

L’importo previsto dalla tredicesima fa comunque parte dell’imponibile previdenziale, quindi è previsto il pagamento dei contributi, sia da parte del lavoratore che del datore di lavoro.

Per l’Irpef sulla tredicesima vengono applicate le aliquote già utilizzate per le retribuzioni passate, ma gli scaglioni mensili vengono calcolati senza aggiungere l’imponibile a quello relativo alla retribuzione del mese di dicembre.

È bene ricordare inoltre che dal calcolo della tredicesima sono detratti anche i contributi sociali e le anticipazioni di ratei versati per l’Inail.


note

Autore immagine: Pixabay.com


1 Commento

  1. Le delucidazioni non sono – a parere di un Ragioniere di 85 anni – molto ortodosse. Non è possibile equivalere lo stipendio mensile dedotto in tal modo con una somma riscossa in un mese per altro lavoratore o lavoro pagato con altra cadenza.
    Auguri “ad maiora ” !!!!!!!!! da Peppinodituri

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