Diritto e Fisco | Editoriale

Oss: cosa fa in ospedale?

10 Aprile 2018 | Autore:
Oss: cosa fa in ospedale?

Operatore socio sanitario: chi è? Qual è il suo lavoro? Come si diventa operatore socio sanitario? Qual è la differenza tra oss e infermiere?

Nelle strutture ospedaliere prestano servizio non soltanto i medici e gli infermieri, ma anche altre persone addette a ruoli non poco importanti. Tra queste ci sono senza alcun dubbio anche coloro che vengono individuate con un acronimo che è tutto un programma: oss.

Cosa sono gli oss? Cosa fanno in ospedale? Qual è il loro compito? Rispondiamo a queste domande.

Oss: chi sono?

Gli oss sono gli operatori socio sanitari che si occupano di assistere anziani e ammalati: la legge italiana [1] definisce l’oss una figura di supporto all’assistenza.

Gli operatori socio sanitari lavorano non soltanto nelle strutture ospedaliere, ma anche a domicilio e in tutti i luoghi (pubblici e privati) ove occorre la presenza di uno specialista nel settore dell’assistenza.

L’operatore socio sanitario non è un medico, sebbene abbia conseguito un apposito titolo a seguito di regolare percorso di formazione.

Oss: cosa fa?

L’operatore socio sanitario svolge mansioni molto importanti, soprattutto se si pensa che la sanità italiana è pericolosamente a corto di personale medico. Ecco i principali compiti di un oss:

  • rilevazione delle condizioni dell’assistito;
  • supporto all’assistito nelle attività quotidiane (igiene personale, pulizie, preparazione pasti, etc.);
  • assistenza infermieristica di base;
  • organizzazione e gestione di attività ricreative e relazionali;

In pratica, l’operatore socio sanitario svolge un’attività volta a soddisfare i bisogni primari della persona, favorendo, per quanto possibile, il benessere e l’autonomia della persona.

Come si diventa oss?

Come anticipato nel primo paragrafo, per diventare operatore socio sanitario è necessario compiere un percorso specifico. La formazione degli oss è affidata principalmente alle Regioni; queste, però, possono delegare la formazione degli operatori a istituti pubblici o ad aziende private che operano nel settore sanitario.

Secondo l’attuale normativa, per diventare operatore socio sanitario occorre superare con successo un percorso di formazione complementare di assistenza sanitaria di trecento ore, di cui centocinquanta di tirocinio. Poiché la formazione è locale, il monte ore può differire a seconda della Regione di appartenenza.

Le materie di insegnamento riguardano principalmente: l’area socio culturale, istituzionale e legislativa; l’area psicologica; l’area igienico sanitaria e quella tecnico operativa.

Oss e infermieri: qual è la differenza?

Questo è un punto delicato: qual è la differenza tra oss e infermieri? Agli occhi dei non addetti ai lavori, le due figure potrebbero assimilarsi fino ad equipararsi del tutto. In realtà, c’è una bella differenza.

All’interno degli ospedali, agli oss è consentito collaborare con l’infermiere o con l’ostetrica, nonché di svolgere alcune attività assistenziali, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza, e conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica.

L’infermiere è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, è responsabile dell’assistenza infermieristica. Ed infatti, il percorso formativo dell’infermiere è nettamente diverso da quello degli operatori socio sanitari: l’infermiere è laureato, mentre l’oss, come ricordato, consegue un attestato di qualifica dopo un corso Regionale.

L’oss è un ausiliario; l’infermiere, invece, è un professionista intellettuale, proprio come un medico. Anche la Corte di Cassazione [2] ha stabilito che l’infermiere è un professionista sanitario, con conseguente maggiore responsabilità in capo a quest’ultimo, il quale può rispondere degli stessi reati (in ambito sanitario, si intende) in cui può incorrere un dottore.

note

[1] Legge n. 1/2002.

[2] Cass., sent. n. 2541/2016.

Autore immagine: Pixabay.com


2 Commenti

  1. L’oss è un lavoro letteralmente di CACCA : pagato malissimo e spesso precario, sempre a contatto con cacca, vomito, catarro e pipì. Se poi si è dipendenti di una maledetta coop. cattolica e si ha a che fare con handicappati e/o psycho conviene cambiare lavoro. 8-950 euro a tempo pieno o quasi e fottersi autostima e equilibrio mentale non è obbligatorio. Come disse un oss quando la psicologa gli chiese (al colloquio di selezione) perché avesse scelto questo lavoro : Perché ?? Ma perché sono un masochista !

  2. L’iscrizione all’albo professionale in materia di professioni sanitarie infemieristiche è una ‘condizione necessaria’ per l’esercizio della professione di infermiere che preesiste o può preesistere all’instaurazione del rapporto di lavoro, ponendosi quale presupposto necessario per chi voglia proporsi in tale ruolo, non potendo esercitare tale mestiere chi non sia iscritto al relativo albo

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