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Che significa? Cos’è il body shaming?

Che significa? Pubblicato il 14 aprile 2018

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> Che significa? Pubblicato il 14 aprile 2018

Sui maggiori social network, in particolare su Facebook e Instagram, è molto diffusa questa forma di bullismo che prende di mira le forme femminili.

La condivisione delle immagini e di buona parte della propria vita sui social network è un’abitudine di molti come lo è anche quella di attaccare gratuitamente, con offese e battute, ciò che si vede. Questi ‘leoni da tastiera’, grazie alla possibilità di nascondersi dietro allo schermo o di sfruttare l’anonimato o uno pseudonimo, agiscono sul web sputando le loro sentenze. Gli attacchi sono molteplici e non riguardano solamente i comuni cittadini ma spesso sono proprio le persone famose che, vittime di queste forme di bullismo, decidono di ribellarsi a questo stato di cose. Ma cosa si intende per body shaming?

Le immagini sui social network

Coloro che amano la fotografia e caricano giornalmente le proprie immagini, generalmente su Facebook o su Instagram, devono essere perfettamente coscienti del fatto che le proprie foto, oltre ad essere oggetto di complimenti e di apprezzamento, possono anche essere strumentalizzate, da parte dei follower, ossia dei seguaci, per fare delle offese personali. Molti parlano di una sorta di prezzo da pagare per l’esposizione, nel senso che se si carica un contenuto qualsiasi, come ad esempio una foto o un video, lo stesso può essere apprezzato oppure criticato duramente. Può accadere che le critiche si trasformino in una forma di sfogo per gli haters, cioè di coloro che odiano tutto e tutti e non mancano occasione per riversare il loro risentimento commentando i profili altrui. Ma in cosa consiste esattamente il fenomeno del body shaming?

Il body shaming

Il body shaming, dall’inglese umiliare il corpo, consiste in comportamenti che si concretizzano in offese, mediante commenti sui social network, del corpo femminile che non corrisponde all’ideale di bellezza delle top model. La moda, la pubblicità, il cinema, hanno diffuso un’idea di donna che non corrisponde assolutamente alla realtà. Le bionde o more, alte 1,80 mt., magre, con labbra, seno e zigomi scolpiti, costituiscono un’esigua percentuale della popolazione mondiale, se non quasi una chimera. Mentre, al contrario, la bellezza e il fascino non hanno un peso o una taglia predeterminata e le donne vere hanno tutt’altro aspetto rispetto a quello indicato dagli stereotipi.

In sostanza, si parla di body shaming ogni qualvolta una ragazza o una donna vengono prese in giro e mortificate, con commenti online, perché hanno qualche kg in più o perché hanno dei difetti fisici.

Le adolescenti sono maggiormente colpite da questo fenomeno in quanto non solo vivono un momento della vita molto delicato ma, allo stesso tempo, devono combattere contro queste cattiverie e prese in giro che, se in passato si verificavano solo a scuola, oggi, con la diffusione capillare dei social network, hanno una risonanza enorme e possono sfociare in episodi spiacevoli, come il recente caso della 15enne suicidatasi sotto il treno perché presa in giro per la sua forma fisica.

Body shaming sulle vip

Il body shaming è una forma di bullismo che non colpisce solamente le donne e le ragazze comuni ma, al contrario, riguarda anche attrici e persone famose che, ingrassando o mostrandosi con i propri difetti senza filtri sui propri profili, sono diventate il bersaglio preferito di questi haters.

Rihanna, Gigi Hadid, Anne Hathaway sono solo alcune delle vip che sono state definite ‘brutte o ‘ciccione’ solo perché il loro corpo non corrisponde all’idea convenzionale di bellezza che vede una donna magrissima ma con forme esplosive date, nella maggioranza dei casi, da interventi di chirurgia plastica.

Cosa fare se si è vittime di body shaming sul web

Se si è vittima di body shaming sul web occorre innanzitutto bannare, ossia bloccare gli haters o le persone che offendono con commenti sui social network facendo anche la segnalazione di disturbo. Se le offese sono pesanti e continue nonostante i blocchi, magari attraverso l’utilizzo di profili falsi, è importante denunciare l’accaduto presso la Polizia Postale e i Carabinieri.

I genitori di adolescenti devono vigilare sui profili delle proprie figlie ed intervenire non appena si dovesse presentare il problema.


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