Diritto e Fisco | Editoriale

Bloccati per un controllo dalle forze dell’ordine: si può essere risarciti?

11 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 aprile 2018



Come comportarsi se la polizia ci ferma per un controllo: diritti e doveri del cittadino

Sei in ritardo, il tuo treno sta per partire e ancora non sei arrivato in stazione. Ecco che una pattuglia della polizia ti ferma per un controllo e, benché tu dica ai poliziotti che hai il treno in partenza, loro insistono per controllarti i documenti facendoti perdere il treno. È evidente che non sei riuscito a raggiungere la stazione in orario a causa della polizia in quanto, se non ti avesse fermato, ce l’avresti fatta: in questi casi si può essere risarciti? Oppure, immaginiamo che ti blocchino per un controllo e ti facciano arrivare in ritardo ad un concorso: i poliziotti sono del tutto esenti da responsabilità? Vediamo insieme se si può essere risarciti, se bloccati per un controllo delle forze dell’ordine.

Posto di blocco e posto di controllo: differenze

Iniziamo con il sottolineare che vi è una netta differenza tra il posto di blocco ed il posto di controllo, anche se in gergo vengono utilizzati indifferentemente. Il posto di blocco è realizzato da più pattuglie delle forze dell’ordine ed è mirato a rallentare il traffico veicolare ed assicurarsi che le auto rispettino l’alt imposto; il posto di blocco, infatti, è preceduto da un segnale di alt della polizia finalizzato a canalizzare il traffico in un’unica corsia e garantire il graduale arresto dei veicoli. Il mancato stop a un posto di blocco ha conseguenze molto serie sia dal punto di vista amministrativo che penale.

Chi non si ferma al posto di blocco (se ricorrono determinate condizioni) o usa violenza o minaccia per opporsi al blocco, commette il reato di resistenza a pubblico ufficiale [1] e rischia la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni, oltre alla decurtazione dei punti dalla patente e ad una multa compresa tra 1.256 e 5.030 euro [2].

A differenza del posto di blocco, il posto di controllo è effettuato da una singola pattuglia (di forze dell’ordine) costituita da due o tre agenti, in genere facilmente riconoscibili a distanza in quanto segnalano l’obbligo di fermarsi con la paletta. L’automobilista che viene fermato (a campione) dagli agenti preposti al controllo, è tenuto ad accostare e restare in auto.

Ho obblighi se la polizia intima lo stop?

Quando circoli sulle strade, se funzionari, ufficiali o agenti di polizia stradale (in uniforme o muniti dell’apposito segnale distintivo) ti intimano l’alt, sei tenuto a fermarti. Se te lo chiedono, hai anche il dovere di esibire la carta di circolazione, la patente di guida ed ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, devi avere con te.

I funzionari, gli ufficiali e gli agenti, possono:

  • procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l’osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all’equipaggiamento del veicolo medesimo;
  • ordinare di non proseguire la marcia al conducente di un veicolo, qualora i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o i pneumatici presentino difetti o irregolarità tali da determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada;
  • ordinare ai conducenti dei veicoli sprovvisti di mezzi antisdrucciolevoli, quando questi siano prescritti, di fermarsi o di proseguire la marcia con l’osservanza di specifiche cautele.  Chiunque viola questi obblighi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 84 a 335 euro [3].

Ma chi sono i funzionari, gli ufficiali e gli agenti che possono essere presenti ai posti di blocco o di controllo? Sicuramente gli agenti di polizia (di qualunque tipo, stradale, municipale, statale), i carabinieri, la guardia di finanza, i militari dell’esercito che spesso ci capita di vedere  per le strade della nostra città. Vediamo bene chi sono i pubblici ufficiali e chi gli incaricati di pubblico servizio.

Pubblici ufficiali ed incaricati di pubblico servizio

Secondo quanto disposto dalla legge penale, sono pubblici ufficiali, coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa [4]. La qualifica di pubblico ufficiale va attribuita a tutti quei soggetti che concorrono a formare la volontà di una pubblica amministrazione e a coloro che hanno poteri decisionali o di certificazione. Qui di seguito riportiamo un elenco di soggetti ( a titolo esemplificativo) pacificamente considerati pubblici ufficiali:

  • consulenti tecnici;
  • periti d’ufficio;
  • ufficiali giudiziari;
  • curatori fallimentari;
  • portalettere e fattorini postali;
  • ispettori e ufficiali sanitari;
  • sindaco;
  • consiglieri comunali;
  • gli appartenenti alle forze di polizia e armate;
  • vigili del fuoco e urbani;
  • magistrati;
  • capotreni delle Ferrovie dello Stato;
  • impiegati e tecnici comunali che rilasciano certificati.

Bloccati per un controllo dalle forze dell’ordine: si può essere risarciti?

Tornando all’esempio iniziale, cosa succede se a causa del controllo dei documenti da parte delle forze dell’ordine perdi il treno ed arrivi in ritardo ad un concorso o ad un appuntamento improrogabile? Di chi è la colpa? Qualcuno è tenuto a risarcire i danni? Gli agenti della polizia svolgono il loro dovere e, quando eseguono un posto di blocco o di controllo, eseguono un ordine ricevuto da un superiore e svolgono le funzioni a cui sono preposti.

Il poliziotto che ti ferma ad un posto di controllo, ti risulterà antipatico, ti farà perdere il treno, l’aereo, ti farà fare tardi alle nozze, ma sta svolgendo il suo lavoro. Se non abusa dei mezzi a sua disposizione e svolge correttamente la sua funzione, non avrà colpa per il danno che ti ha provocato con il suo controllo.

Se siete in ritardo e siete bloccati dalla polizia, sappiate che si tratta di un’attività legittima e mantenete la calma perché la polizia non sarà tenuta a risarcirvi nulla, mentre se voi esagerate con i toni potreste trovarvi nei guai!

note

[1] Art. 337 cod. pen.

[2] Art. 192 co. 4 C.d.S.

[3] Art. 192 C.d.S.

[4] Art. 357 cod. pen.

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1 Commento

  1. Credo che il titolo dell’articolo sia volutamente fuorviante, lasci immaginare la possibilità di essere risarciti. Sarebbe stato più elegante dichiarare subito che tale possibilità non sussiste, così da non costringere il lettore a leggere fino alla fine per vedere la possibilità paventata svanita.

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