Diritto e Fisco | Articoli

Caparra: cos’è e come funziona

11 aprile 2018


Caparra: cos’è e come funziona

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 aprile 2018



Caparra confirmatoria e caparra penitenziaria: che differenza c’è, come funzionano e perché si distinguono dall’anticipo o dalla cauzione. 

Se ti è capitato, in passato, di firmare un contratto in cui era previsto l’obbligo per il contraente di versare una caparra ti sarai chiesto probabilmente come funziona questo particolare meccanismo, quali sono i tuoi diritti, se e quando ottenere la restituzione della somma. In verità, quando si parla di caparra si fa spesso confusione con l’anticipo. La caparra, seppur collegata a un contratto, non è un’anticipazione della prestazione ma una prestazione autonoma e indipendente caratterizzata da una propria funzione che a breve vedremo. La caparra viene poi distinta in due figure differenti: la caparra confirmatoria e la caparra penitenziale. La prima ha lo scopo di garantire l’adempimento esatto del contratto, mentre la seconda è solo il corrispettivo per l’eventuale recesso unilaterale. In questo articolo cercheremo innanzitutto di comprendere come funziona la caparra e quali sono le differenze tra tali due figure. 

Caparra confirmatoria: come funziona?

La caparra confirmatoria può essere considerata una sorta di garanzia che viene prestata al momento della conclusione del contratto da una parte all’altra. Serve cioè a rassicurare l’altro contraente sull’esatto adempimento dell’obbligazione ancora da eseguirsi. Questo sulla base della considerazione che chi inizia a pagare ha di certo tutta l’intenzione di portare a termine l’affare. 

La caparra consiste quasi sempre in una somma di denaro [1]. Se il contratto non dice espressamente se la caparra è confirmatoria o penitenziale essa si considera confirmatoria.   

La caparra viene versata alla conclusione del contratto o anche in un momento successivo purché prima della scadenza delle obbligazioni. 

Adempimento della prestazione 

Se la parte che ha versato la caparra esegue regolarmente la propria prestazione, l’altra parte di norma imputa la somma versata a titolo di caparra come anticipo della prestazione dovuta.

Inadempimento della parte che ha ricevuto la caparra

Se la parte che ha ricevuto la caparra confirmatoria è inadempiente, l’altra parte può (a propria insindacabile scelta):

  • recedere dal contratto ed esigere il doppio della somma versata;
  • chiedere l’esecuzione del contratto e il risarcimento del danno, con restituzione della caparra versata;
  • chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento e il risarcimento del danno, con restituzione della caparra versata.

Inadempimento della parte che ha versato la caparra 

Se la parte che ha versato la caparra è inadempiente, l’altra parte può (a propria insindacabile scelta):

  • recedere dal contratto trattenendo la caparra;
  • chiedere l’esecuzione del contratto e il risarcimento del danno, restituendo la caparra;
  • chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento e il risarcimento del danno, restituendo la caparra.

Dunque, se la parte adempiente sceglie l’esecuzione o la risoluzione deve restituire la caparra ricevuta, poiché in tale ipotesi il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali e la caparra perde la funzione di risarcimento del danno derivante dall’inadempimento. Il versamento della caparra, come visto, non esclude il diritto del contraente – quello rimasto danneggiato dall’altrui inadempimento – a chiedere il risarcimento del danno (cosa che, come vedremo a breve, non succede con la caparra penitenziaria che si considera essa stessa una forfettizzazione del risarcimento per l’inadempimento).

Se la parte sceglie di recedere dal contratto, tale scelta è irrevocabile. Tuttavia, il recesso è possibile solo se l’inadempimento della controparte è colpevole e di non scarsa importanza in relazione all’interesse dell’altro contraente. Ad esempio, se una persona acquista un’auto e poi si accorge che una ruota è bucata non può chiedere la risoluzione del contratto, ma tutt’al più una riduzione del prezzo per il costo sopportato per la sostituzione.

Che fare se la parte che ha ricevuto la caparra non vuole restituirla?

Chi ha versato la caparra ha diritto, così come l’altro contraente, all’esecuzione della prestazione a lui dovuta. Come abbiamo visto, in caso di inadempimento della controparte, egli può scegliere una di queste tre vie: o chiedere il doppio della caparra; o chiedere la restituzione della caparra versata con il risarcimento del danno; o chiedere la restituzione della caparra versata, l’adempimento coattivo del contratto e il risarcimento. Se non viene restituita la caparra non resta che intraprendere una causa. Sarà il giudice a ordinare il versamento del doppio della caparra, o il risarcimento del danno e la restituzione della caparra già versata.

Caparra confirmatoria e acconto: che differenza c’è

La caparra confirmatoria si distingue dall’acconto, che non ha funzione di garanzia ma costituisce un anticipo sul prezzo finale (si tratta cioè di un adempimento parziale e preventivo).

La caparra invece viene versata indipendentemente dal prezzo e in aggiunta a questo, salva la possibilità della parte che l’ha incamerata, non appena viene eseguita la prestazione, di imputare la somma ricevuta a titolo di caparra come parte del pagamento. Si pensi a una persona che firma un contratto per l’acquisto di un oggetto per un corrispettivo di 2mila euro, versando una caparra di 300 euro. Al momento della consegna del bene, questa dovrebbe versare la differenza di 1.700 euro e ottenere indietro la caparra; per evitare questo doppio trasferimento di denaro, il venditore potrebbe trattenere la caparra e accettare la minor somma di 1.200 euro (1.700 detratta la caparra già incassata).

Caparra confirmatoria e cauzione: che differenza c’è

La consegna anticipata di una somma di denaro effettuata dall’uno all’altro dei contraenti, al momento della conclusione di un negozio, integra un deposito cauzionale (e non una caparra confirmatoria) se essa è stata conferita a garanzia di un eventuale obbligo di risarcimento del danno del cauzionante. La cauzione è tipica nel caso di contratto di affitto: viene versata una somma a titolo di risarcimento per eventuali danni procurati all’immobile o mensilità arretrate.

Caparra penitenziaria: come funziona

A differenza della caparra confirmatoria, quella penitenziaria è una somma di denaro che una parte versa all’altra parte già a titolo di risarcimento qualora decida, durante l’esecuzione del contratto, di recedere unilateralmente. Chiaramente se il recesso non avverrà, la caparra andrà restituita o imputata a parte del pagamento del prezzo.

Se le parti non hanno esplicitato in contratto chi sia il titolare della facoltà di recesso, questo diritto si presume attribuito solo a chi ha versato la caparra.

Il recesso può essere esercitato fino a quando il contratto non ha avuto un inizio di esecuzione. Nei contratti ad esecuzione continuata o periodica può essere esercitato anche successivamente, ma non ha effetto per le prestazioni già eseguite o in corso di esecuzione.

Recesso della parte che ha versato la caparra

Se la parte che ha versato la caparra recede dal contratto essa perde il suo intero ammontare, che viene così incamerato definitivamente dall’altra. Quest’ultima però non può richiedere alcun risarcimento del danno visto che è già la caparra stessa una forfettizzazione del danno.

Recesso della parte che ha ricevuto la caparra

Se, invece, recede la parte che l’aveva ricevuta, essa deve restituire il doppio del valore alla parte che l’aveva versata.

note

[1] Potrebbe anche essere costituita da oggetti generici, ossia cose fungibili.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI