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Le Guide Quali spese scaricare nella dichiarazione dei redditi?

Le Guide Pubblicato il 11 aprile 2018

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Modello redditi e 730: quali sono i costi deducibili, detraibili o che danno luogo a crediti d’imposta.

Dalle spese sanitarie alle spese per l’istruzione dei figli, dai contributi pagati alla colf ai lavori di ristrutturazione: sono davvero numerose le spese che si possono scaricare nella dichiarazione dei redditi, cioè i costi che consentono di diminuire le tasse, anche per chi non ha la partita Iva aperta. In particolare, alcune spese sono deducibili, cioè diminuiscono il reddito da tassare, altre spese sono invece detraibili, cioè si sottraggono direttamente dalle imposte dovute, altre ancora possono dar luogo a un credito d’imposta, ed essere ugualmente sottratte dalle imposte dovute.

Ma quali sono, nel dettaglio, le spese che si possono scaricare nella dichiarazione dei redditi? In questa guida vedremo tutti i costi che possono abbassare le imposte dovute in sede di dichiarazione, sia nel modello Redditi (il modello di dichiarazione utilizzato da chi ha la partita Iva, che ha sostituito il modello Unico; può essere comunque utilizzato anche da chi non ha aperto una partita Iva) che nel modello 730, il modello di dichiarazione dei redditi utilizzato da chi non svolge attività d’impresa o una professione. Alcuni di questi costi, peraltro, sono già presenti in partenza nel 730 precompilato messo a disposizione dell’Agenzia delle entrate, mentre altri devono essere inseriti dall’interessato.

Spese sanitarie

Le spese sanitarie, proprie e dei familiari a carico, sono detraibili in misura pari al 19%, ma hanno una franchigia di 129,11 euro: vuol dire che, su 300 euro di costi, bisogna prima sottrarre 129,11 euro, poi si può sottrarre dall’imposta il 19% della differenza, cioè il 19% di 170,89 euro In buona sostanza, con 300 euro di spesa si tolgono 32,47 euro dalle tasse.

Le spese sanitarie detraibili, nello specifico, sono:

  • le spese per l’acquisto di farmaci (si deve possedere lo scontrino parlante, con la dicitura farmaco ed il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico);
  • le spese per le visite mediche generiche e specialistiche e per le terapie;
  • le spese per analisi ed esami di laboratorio;
  • i ticket sanitari;
  • le spese per cure dentistiche o odontoiatriche;
  • le spese per l’acquisto di dispositivi medici (come protesi, occhiali, lenti a contatto…);
  • le spese per l’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • le spese per interventi chirurgici.

È possibile detrarre anche le spese sostenute per un proprio familiare fiscalmente a carico. Ricordiamo che un familiare è considerato fiscalmente a carico quando il suo reddito annuo non supera i 2840,41 euro; per quanto riguarda i figli under 24 anni, il suddetto limite è alzato a 4mila euro a partire dall’anno d’imposta 2019.

Se per queste spese il contribuente ha beneficiato di rimborsi da parte di enti o casse con finalità assistenziali, gli importi rimborsati, essendo oggetto di apposita comunicazione da parte degli enti competenti, si trovano già nella dichiarazione 730 precompilata. Questi importi diminuiscono le spese sanitarie detraibili.

Per chi non utilizza la dichiarazione precompilata, gli importi sono comunque indicati nella certificazione unica Cu.

Spese mediche e di assistenza specifica dei disabili

Abbassano le tasse anche le spese sanitarie, mediche e di assistenza specifica a favore dei disabili: le spese sanitarie per i disabili (visite mediche specialistiche, acquisto di mezzi di ausilio) sono detraibili dall’imposta al 19%, mentre le spese mediche e di assistenza specifica (assistenza di infermieri, Oss, educatori, riabilitazione) sono interamente deducibili dal reddito (cioè non si sottrae il 19% di queste spese dall’imposta, ma si sottrae l’intero costo dal reddito imponibile).

I disabili che possono fruire della deduzione per le spese mediche generiche e di assistenza specifica sono:

  • le persone che hanno ottenuto il riconoscimento dell’handicap (anche non grave) dalla Commissione medica Legge 104 (gli invalidi di guerra ed equiparati si considerano portatori di handicap grave);
  • le persone che sono state ritenute invalide da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra; per gli invalidi civili, occorre accertare la grave e permanente invalidità o menomazione; tale tipologia di invalidità si considera comunque accertata se la riduzione della capacità lavorativa è pari al 100% o se è stata attribuita l’indennità di accompagnamento.

Detrazione delle spese di assistenza per i non autosufficienti

La detrazione delle spese di assistenza per i non autosufficienti consiste nella possibilità di detrarre dalle imposte i costi sostenuti per l’assistenza  (sia da parte dell’interessato, che dei familiari che lo hanno a carico), sino a 2.100 euro l’anno, se il reddito non supera 40mila euro. La detrazione è pari al 19% dei costi e deve essere indicata nel modello 730 o Redditi.

La non autosufficienza non va confusa con l’handicap o con l’invalidità: è considerata non autosufficiente, infatti, una persona non in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita o non in grado di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

Inoltre, ai fini dell’agevolazione fiscale può essere considerata non autosufficiente anche una persona che necessita di sorveglianza continuativa; lo stato di non autosufficienza, per ottenere il beneficio fiscale, deve risultare da un’apposita certificazione medica.

L’agevolazione non compete per le spese di assistenza sostenute a beneficio di soggetti come, ad esempio, i bambini quando la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.

L’agevolazione spetta anche se le prestazioni di assistenza sono rese da:

  • una casa di cura o di riposo;
  • una cooperativa di servizi;
  • un’agenzia interinale.

La detrazione non spetta, invece, relativamente ai costi sostenuti per retribuire i lavoratori domestici (colf) che hanno un inquadramento contrattuale diverso dagli addetti all’assistenza personale (badanti).

Spese scolastiche

Per quanto riguarda le spese scolastiche, sono detraibili al 19% i seguenti costi, sostenuti per sé o per i propri figli:

  • iscrizione e frequenza dell’asilo nido, sino a un massimo di 632 euro annui;
  • iscrizione e frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, sino a un massimo di 717 euro annui per il 2017, da dichiarare nel 2018 (per il 2018 il valore aumenta a 786 euro, dal 2019 800 euro);
  • iscrizione e frequenza di master, università, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, senza alcun limite massimo; se la scuola è privata, però, il massimo detraibile è pari alle tasse pagate per la corrispondente università pubblica.

Nei costi di iscrizione e frequenza sono compresi:

  • la mensa;
  • i servizi di dopo-scuola e gli altri servizi scolastici integrativi;
  • l’assicurazione della scuola;
  • le spese per le gite scolastiche;
  • il contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza).

La detrazione non spetta per le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici e per il servizio di trasporto scolastico.

Per quanto riguarda le spese universitarie, che possono riferirsi anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso, esiste una particolarità per le università non statali italiane e straniere. Queste spese, difatti, non devono essere superiori a quelle stabilite annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali. Riguardo alle spese sostenute nel 2017, non si devono superare i seguenti limiti annuali:

Area disciplinare corsi istruzione Nord Centro Sud e isole
Medica euro 3.700 euro 2.900 euro 1.800
Sanitaria euro 2.600 euro 2.200 euro 1.600
Scientifico-Tecnologica euro 3.500 euro 2.400 euro 1.600
Umanistico-sociale euro 2.800 euro 2.300 euro 1.500

Per quanto riguarda i corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello, il limite è pari a 3.700 euro per il Nord, 2.900 euro per il Centro e 1.800 euro per il Sud.

School bonus

Per le donazioni in denaro effettuate a favore delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private paritarie è poi possibile fruire di un credito d’imposta, lo school bonus.

La donazione deve essere finalizzata alle seguenti attività:

  • realizzare nuove strutture scolastiche;
  • ristrutturare, migliorare ed effettuare manutenzioni delle strutture scolastiche già esistenti;
  • sostenere interventi di potenziamento dell’offerta formativa e di miglioramento della collocabilità degli studenti.

Il credito d’imposta deve essere calcolato su un tetto massimo di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta ed è pari al:

  • 65% della donazione, se effettuata negli anni 2016 o 2017;
  • 50% della donazione, se effettuata nel 2018.

Lo school bonus può essere fruito in alternativa alla detrazione del 19% prevista per le donazioni a favore degli istituti scolastici e delle università.

Donazioni a favore di scuole ed università

Per le liberalità a favore di scuole di ogni ordine e grado ed università, effettuate sotto forma di erogazioni in denaro, è anche possibile fruire di una detrazione pari al 19% della spesa.

La donazione deve essere però finalizzata alle seguenti attività:

  • innovazione tecnologica;
  • edilizia scolastica e universitaria;
  • ampliamento dell’offerta formativa.

Nel dettaglio, possono essere beneficiari delle erogazioni in denaro:

  • gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro;
  • le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università.

Il beneficio della detrazione non è cumulabile con lo school bonus, né con la detrazione del 19% prevista per le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie (cioè materne, elementari, medie e superiori).

Contributi di colf e badanti

Nella dichiarazione dei redditi è possibile scaricare anche i contributi della colf o della badante: in particolare i contributi sono deducibili, anche se pagati con i voucher o col libretto famiglia, sino al limite di 1.549,37 euro annui.

Contributi alla previdenza complementare

I contributi versati alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito sino a un massimo di 5.164,57 euro all’anno.

Contributi da riscatto e ricongiunzione

Possono essere poi interamente dedotti dal reddito i contributi versati per il riscatto del corso di studi o di un altro periodo riscattabile non coperto da contribuzione, oltre ai contributi versati come oneri di ricongiunzione presso la propria gestione di previdenza obbligatoria. È possibile dedurre anche i contributi da riscatto versati per un proprio familiare fiscalmente a carico. Quando il riscatto degli anni laurea è a favore di familiari che non hanno mai lavorato e non sono iscritti né all’Inps né ad altre forme obbligatorie di previdenza, questi familiari laureati non possono usufruire della deduzione fiscale. I contributi versati possono comunque essere detratti dall’Irpef nella misura del 19%.

Altri contributi previdenziali

La deduzione integrale dal reddito è comunque prevista, in generale, per tutti i contributi versati nell’anno (conta il criterio di cassa, cioè l’anno d’imposta in cui è versata la contribuzione, non il criterio di competenza) alla propria gestione di previdenza obbligatoria.

Assicurazione sulla vita

Le polizze sulla vita sono detraibili al 19%:

  • entro 530 euro annui, se l’assicurazione copre il rischio morte o invalidità permanente non inferiore al 5%, oppure il rischio infortuni (per le sole polizze stipulate entro il 31 dicembre 2000);
  • entro 1.291,14 euro annui, se l’assicurazione copre il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Bonus mobili, ristrutturazione e risparmio energetico

Gli interventi sulla casa godono, per l’anno d’imposta 2017, quindi nel modello 730 o Redditi 2018, di una detrazione pari al:

  • 50%, per le ristrutturazioni e gli interventi assimilati sino a un tetto massimo di 96mila euro;
  • 50%, sino a un tetto massimo di 10mila euro, per gli arredi ed i grandi elettrodomestici acquistati in occasione di una ristrutturazione o di un intervento assimilato;
  • 65%, per interventi di miglioramento energetico degli edifici.

Per un approfondimento su tutti bonus casa, comprese le novità 2018 (dal 2018 è previsto anche un bonus per il rifacimento degli spazi verdi), si veda: Bonus casa 2018.

Interessi del mutuo

Gli interessi del mutuo per l’acquisto della prima casa e delle pertinenze (cantina, garage) godono di una detrazione pari al 19%, sino a un limite di 4mila euro annui.

Spese per lo sport dei figli

Per l’iscrizione dei figli dai 5 ai 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti, la detrazione è pari al 19% su un limite massimo di 210 euro annui.

Altre spese detraibili o deducibili nella dichiarazione dei redditi

Tra gli altri costi che si possono scaricare dalla dichiarazione dei redditi ci sono:

  • le spese veterinarie
  • i canoni di affitto dell’abitazione (propri o per i figli studenti fuori sede);
  • le spese sostenute per i disabili (non solo spese mediche e sanitarie, ma anche per l’acquisto di veicoli ed ausili, per l’adattamento dell’abitazione…);
  • le donazioni a favore delle istituzioni religiose;
  • il credito d’imposta per negoziazione assistita e mediazione;
  • le liberalità a favore di università ed enti di ricerca;
  • le donazioni a favore di Onlus, associazioni di promozione sociale, associazioni di mutuo soccorso ed ex Ong;
  • le donazioni di immobili vincolati;
  • le liberalità a favore delle associazioni sportive;
  • le erogazioni a favore di attività culturali, artistiche e di spettacolo.

Per chi possiede una partita Iva aperta, le spese che si possono scaricare sono molto più numerose: per imprese e professionisti, difatti, vale il principio per cui possono essere dedotti tutti i costi sostenuti nell’esercizio dell’attività.

Per approfondire: Quali spese scaricare con partita Iva


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