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Contratto di apprendistato: tipologie

14 Aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Aprile 2018



Entrare nel mondo del lavoro richiede una serie di competenze che possono impararsi sul campo, e si può farlo attraverso l’apprendistato, un contratto di lavoro che può essere di differenti tipologie.

Uno dei temi più discussi degli ultimi decenni, che ha interessato non soltanto i discorsi di tutti i giorni ma anche le riforme legislative del nostro paese e le politiche nazionali, è sicuramente quello delle difficoltà che il mondo del lavoro sta attraversando. Il fatto che la situazione sia, come evidente a chiunque, molto preoccupante, con tassi di disoccupazione altissimi, fra i giovani e giovanissimi ma anche fra le fasce più alte d’età; la diffusione del fenomeno dei neet (giovani non impegnati nello studio né nella ricerca di una occupazione); il divario fra le occasioni lavorative fra nord e sud, e l’entrata nel mondo del lavoro che ormai avviene sempre più tardi: tutti questi fattori hanno portato a cercare soluzioni alternative, sia nella scuola che nelle realtà imprenditoriali ed aziendali. I cambiamenti sono stati molti, dal ruolo di programmi quali l’alternanza scuola – lavoro, grazie ai quali fin dalla scuola superiore i ragazzi iniziano a confrontarsi con il mondo del lavoro, sia nelle università, con la possibilità di svolgere tirocini professionalizzanti già durante il percorso di studi e non soltanto a laurea ottenuta (si pensi allo svolgimento della pratica forense per poter accedere all’esame di avvocato, che si può anticipare durante l’università) che nel mondo del lavoro, attraverso l’apprendistato. Vediamo quindi cosa si intende per contratto di apprendistato, come funziona un apprendistato e, specialmente, le tipologie del contratto di apprendistato.

Contratto di apprendistato: cos’è

L’apprendistato è un contratto di lavoro, con una specifica regolamentazione che è stata modificata di recente: si tratta di un contratto di lavoro a tutti gli effetti, di tipo subordinato, che prevede un periodo di formazione iniziale con possibilità di trasformazione, al termine del periodo di formazione e in accordo fra le parti, in un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Risulta vantaggioso sia per i datori di lavoro, che possono beneficiare di alcune agevolazioni contributive, che per il lavoratore, che può essere assunto – fermo restando un vincolo d’età, come vedremo – anche se disoccupato percettore di naspi o in mobilità. La finalità del contratto di apprendistato infatti è sia quella di permettere un ingresso effettivo del mondo del lavoro per i più giovani che quella di garantire, allo stesso tempo, un reinserimento per i lavoratori che percepiscono un sussidio di disoccupazione. La durata dell’apprendistato è variabile a seconda della tipologia di contratto di apprendistato, e cambia anche in relazione ad eventuali qualifiche che l’apprendista abbia già, o ulteriori esperienze lavorative pregresse, delle quali l’azienda datrice di lavoro può tenere conto per decidere di ridurre la durata dell’apprendistato rispetto a quella che generalmente è prevista. Come funziona un contratto di apprendistato?

Contratto di apprendistato: come funziona

Il contratto di apprendistato prevede non soltanto lo svolgimento di un’attività lavorativa ma, allo stesso tempo, anche differenti attività finalizzate alla formazione del lavoratore.

Per poter stipulare un contratto di apprendistato, occorre – in linea generale, come approfondiremo meglio più avanti – che il lavoratore apprendista non abbia un’età superiore ai 29 anni, e la retribuzione così come la durata del contratto variano e si differenziano a seconda della tipologia contrattuale di volta in volta sottoscritta. Gli apprendisti sono seguiti da un tutor o referente aziendale durante la durata del loro percorso lavorativo, e i contratti di apprendistato prevedono un periodo di formazione, che ha luogo sia all’interno del contesto aziendale che al di fuori dell’impresa datrice di lavoro. La formazione interna è regolata sul piano formativo del singolo apprendista, che è allegato al contratto di assunzione e prevede nel dettaglio le modalità di formazione e gli obiettivi dell’apprendista. La formazione esterna, invece, è svolta al di fuori dell’azienda presso strutture formative specializzate, che approfondiscono specifici aspetti della professione in cui l’apprendista è stato inserito. Anche la durata della formazione è legata alla singola tipologia di contratto di apprendistato, come vedremo.

Contratto di apprendistato: tipologie

Esistono tre tipologie contrattuali di apprendistato, che si differenziano per le modalità del rapporto lavorativo che si instaura, della formazione che gli apprendisti devono seguire, per la durata e la retribuzione. Esaminiamo quindi separatamente quali sono le tipologie del contratto di apprendistato.

Contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale

Il contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale viene instaurato fra datori di lavoro e giovani di età compresa fra i 15 e i 25 anni, che ancora frequentano un corso di studi, per permettere ai ragazzi di iniziare a fare esperienza nel mondo del lavoro ed acquisire una qualifica professionale, che potrà essere triennale o concludersi con un diploma professionale. Il contratto ha una durata di tre anni (per la qualifica professionale) e quattro anni (per il diploma professionale), e prevede un periodo di formazione sia interna che esterna all’azienda, della durata di almeno 400 ore all’anno. La retribuzione prevista cambia a seconda dell’età dell’apprendista: 2000 euro l’anno per i minorenni e 3000 euro annuali per i maggiorenni.

Contratto di apprendistato professionalizzante

Il contratto di apprendistato professionalizzante è invece quella tipologia rivolta ai giovani fra i 18 e i 29 anni di età, salvi i casi in cui i ragazzi siano in possesso di una qualifica professionale (in queste ipotesi è possibile stipulare un contratto di apprendistato professionalizzante anche a partire dai 17 anni). Possono essere assunti come apprendisti anche i soggetti disoccupati che percepiscono la Naspi o altri ammortizzatori sociali. La qualifica che si può ottenere, così come la durata del contratto e la relativa retribuzione, variano a seconda dell’inquadramento dell’apprendista sulla base di quanto stabilito dai singoli contratti collettivi nazionali di categoria. Il contratto di apprendistato professionalizzante deve avere forma scritta, e prevedere una formazione tecnico-professionale regolata sempre sulla base del rispettivo CCNL.

Contratto di apprendistato per l’alta formazione e ricerca

Il contratto di apprendistato per l’alta formazione e ricerca si rivolge infine ai giovani fra i 18 e i 29 anni, e permette di conseguire un diploma istruzione secondaria (o una certificazione tecnica), una laurea, un master, il dottorato di ricerca, nonché di svolgere il periodo di praticantato per l’accesso agli ordini professionali. Per questa tipologia di contratto di apprendistato la durata e il periodo di formazione sono calibrati sul singolo percorso, in quanto dipendono dal titolo di studio che si sta conseguendo e dagli accordi che intercorrono con le istituzioni superiori e le università coinvolte. Tendenzialmente, il periodo di apprendistato non è inferiore alla durata del corso di studio o del periodo di praticantato previsto per quella categoria professionale.

note

Autore immagine: Pixabay.


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