Diritto e Fisco | Editoriale

Acquisto auto con richiesta esenzione IPT e bollo auto

13 aprile 2018


Acquisto auto con richiesta esenzione IPT e bollo auto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 aprile 2018



Alla fine del 2016 ho acquistato un’auto, con IVA al 4%, chiedendo di usufruire delle agevolazioni prevista per gli invalidi al 100% con indennità di accompagnamento per la legge 104. Ho consegnato ad una agenzia pratiche auto la documentazione necessaria sia per l’esenzione IPT che per l’esenzione bollo, ma l’agenzia mi ha poi informato che la mia richiesta per l’IPT non era stata accettata, ampiamente dopo la scadenza del permesso temporaneo di circolazione di 30 giorni e dietro mio sollecito, per cui ho dovuto integrare l’acquisto con il pagamento della stessa, mentre non mi ha dato alcun riscontro negativo sull’esenzione bollo, che a questo punto ritenevo accettata. Solo all’inizio del 2018 ho ricevuto dall’Infobollo della regione Veneto un avviso di scadenza del bollo, per cui ho scoperto che anche questa pratica non era andata a buon fine. Ho preso quindi in mano direttamente la pratica, ottenendo sia il rimborso dell’IPT non dovuta dall’ACI (Registro automobilistico), sia l’esenzione del bollo dall’Agenzia delle entrate, ma solo dal 2018, anno in cui è stata presentata la domanda. Secondo l’agenzia di pratiche ciò è dovuto al fatto che questa agevolazione è stata successiva e non dovuta alla loro negligenza. Questo ovviamente comporta comunque un maggior costo per il bollo 2017 non pagato, per more e maggiori costi, dovuto alla mancanza di informazione da parte loro. Se questa agevolazione non era precedentemente prevista, come mai esisteva della documentazione al riguardo e perché mi era stata fatta firmare dall’agenzia di pratiche stessa? Posso, tramite un giudice di pace, od altro ente preposto, chiedere il rimborso dei maggiori costi avuti, oltre al costo del tempo che ho dovuto dedicare per seguire successivamente la pratica che era a suo tempo stata commissionata e pagata a loro?

L’esenzione permanente dal pagamento della tassa automobilistica è prevista per i veicoli destinati alla mobilità dei soggetti portatori di handicap o invalidi. Essa riguarda le autovetture, gli autoveicoli per trasporto promiscuo, gli autoveicoli per trasporti specifici, le motocarrozzette, i motoveicoli per trasporti specifici, con limitazione di cilindrata fino a 2000 centimetri cubici, per vetture a benzina, e fino a 2800 centimetri cubici, se diesel. L’adattamento del veicolo non è sempre necessario.

Questa agevolazione è stata stabilita dalla Legge Finanziaria relativa agli anni 2000 e 2001 e, sicuramente dall’anno 2001 nella Regione Veneto, è vigente per tutte le categorie di disabili.

Riepilogo di seguito i tipi di invalidità ed i riferimenti normativi che sanciscono l’esenzione permanente dal pagamento del bollo auto:

TIPO DI INVALIDITA’ VEICOLO NORMATIVA
 

Soggetti con ridotte o impedite capacità motorie permanenti

 

Adattamento del veicolo

 

Art. 8 Legge 27 dicembre 1997, n. 449

 

Soggetti non vedenti o sordomuti

 

Non necessario adattamento del veicolo

 

Art. 50 Legge 21 novembre 2000, n. 342

 

Soggetti con handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento

Soggetti con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazione

 

Non necessario adattamento del veicolo

 

Art. 30, comma 7, Legge 23 dicembre 2000, n. 388

La categoria di veicoli più di recente resa esente dal pagamento del bollo è quella delle auto ibride, esente dal 2014 ed a prescindere dall’invalidità del conducente.

L’ente competente per la concessione dell’esenzione è generalmente l’ufficio tributi della Regione e, solo nelle Regioni in cui l’ufficio tributi non è stato istituito, è competente l’Agenzia delle Entrate.

Conseguentemente, non risponde al vero che l’esenzione dal pagamento del bollo auto in ragione di patologie invalidanti sia una novità normativa adottata dalla Regione Veneto successivamente al 31/12/2017.

Come correttamente osserva il lettore, se così fosse stato, l’agenzia pratiche auto non avrebbe avuto motivo di fargli firmare tutta la relativa documentazione e la necessaria modulistica nemmeno sarebbe stata disponibile.

A parere dello scrivente, dunque, sussiste nel caso di specie una responsabilità dell’agenzia pratiche auto per inadempimento agli incarichi conferiti ed il diritto in capo a chi ha conferito l’incarico all’agenzia medesima (il lettore) ad ottenere il risarcimento del danno conseguentemente patito, ossia il costo del bollo auto per l’anno 2017 con le relative maggiorazioni, le eventuali spese vive sostenute per presentare autonomamente le domande di esenzione da pagamento dell’IPT e del bollo (marche da bollo, spese postali, spese per rilascio certificazioni, ecc…), nonché infine l’importo delle commissioni e/o del compenso richiesti dall’agenzia per l’esecuzione dell’incarico affidatole.

Il rapporto tra agenzia e cliente è qualificabile come contratto di mandato.

Ai sensi dell’art. 1710 c.c., “il mandatario è tenuto a eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia”, ossia con la diligenza che si richiede “all’uomo di media esperienza”, richiamando la norma la generale previsione contenuta nell’art. 1176 c.c., che disciplina la diligenza del debitore nell’adempimento delle obbligazioni.

Il citato art. 1176 c.c., al comma 2, precisa però che nel caso in cui chi deve eseguire la prestazione sia un professionista, la diligenza deve essere valutata con maggior rigore; in particolare, nel caso di specie, l’agenzia pratiche auto è tenuta a operare con diligenza “professionale”: ciò significa che nello svolgimento degli incarichi conferiti dal cliente, l’agenzia deve operare con particolare scrupolosità, in quanto “professionista” nel settore.

Il comma 2 predetto recita infatti: “Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività”.

La “diligenza” ha una duplice valenza: oltre ad individuare le modalità dell’esecuzione della prestazione, rileva anche (e soprattutto) quale criterio di valutazione di responsabilità del debitore, in relazione all’art. 1218 c.c., ai sensi del quale “il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”: uno standard elevato di diligenza comporta che il debitore sia in colpa già quando viola in misura minima il dovere di diligenza (colpa lieve).

Quando l’agenzia non opera con diligenza professionale nell’esecuzione dell’incarico, dunque, il cliente può chiedere il risarcimento dell’eventuale danno arrecatogli.

La responsabilità dell’agenzia pratiche auto è infatti una responsabilità di tipo contrattuale, derivante appunto dal mandato conferito: il cliente conferisce un incarico all’agenzia, che lo svolge in cambio di un compenso in denaro.

L’agenzia, per evitare il risarcimento, deve provare che la causa dell’errore/negligenza è esterna alla sua sfera di controllo e di non aver potuto far niente per evitarlo, nonostante l’applicazione della diligenza professionale.

Il cliente, dal canto suo, deve solo provare, in giudizio, la fonte del diritto al risarcimento del danno e allegare la circostanza dell’inadempimento o del non esatto adempimento; l’agenzia, come anticipato, deve invece provare l’insussistenza dell’errore ascrittole, in quanto:

– ha svolto correttamente quanto previsto dall’incarico conferito;

–  non ha potuto adempiere per cause a sé non imputabili.

Nel caso di specie, dunque, l’agenzia pratiche auto, ben dovendo conoscere le norme e le procedure per richiedere l’esenzione da ITP e bollo, avrebbe dovuto presentare la domanda all’ente competente, corredata dalla necessaria documentazione, previo studio della normativa regionale di settore.

Inoltre, l’agenzia pratiche auto ha omesso di informare il lettore circa l’esito negativo delle domande di esenzione presentate, esponendo così il proprio cliente ai rischi connessi alla circolazione con permesso temporaneo scaduto.

Ciò posto, ad avviso dello scrivente il lettore ha diritto di agire giudizialmente nei confronti dell’agenzia per ottenere l’accertamento dell’inadempimento da parte di questa all’incarico conferito ed il risarcimento del danno conseguentemente patito.

Se il valore economico del danno richiesto è inferiore a 5.000 euro, sarà competente il giudice di pace del luogo in cui ha sede l’agenzia, diversamente il tribunale sito nel medesimo luogo.

Si tenga presente, però, che i costi ed i rischi possono talvolta essere maggiori del danno subito e sarà necessario dimostrare che sono stati forniti all’agenzia i dati e/o gli elementi corretti per adempiere in modo completo all’incarico ricevuto.

Purtroppo, non esiste giurisprudenza su casi simili a quello di specie, pertanto al momento i riferimenti normativi specifici sono l’unica base giuridica di riferimento.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Valentina Azzini

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