Diritto e Fisco | Editoriale

Tasse: cosa scaricare?

11 aprile 2018


Tasse: cosa scaricare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 aprile 2018



Detrazioni fiscali sulle imposte: dalla casa alle spese mediche, dalle spese per animali a quelle per funerali e assistenza agli anziani; dalle spese per la casa al risparmio energetico. Ecco tutto ciò che si può scaricare dalle tasse.

Quando si parla di tasse ci si imbatte sempre in un ginepraio di norme, leggi speciali,  circolari ministeriali e note interpretative dell’Agenzia delle Entrate dalle quali è  difficile uscire. Ecco perché, di solito, si ricorre all’aiuto di un commercialista o di un consulente. Ricordare, ad esempio, tutto ciò che si può scaricare dalle tasse è difficile per chi non è del mestiere, non esistendo un elenco o un testo unico. Bisogna andare a recuperare le singole disposizioni normative, spesso sparpagliate in manovre finanziarie (la cosiddetta «legge di bilancio») e leggi che a volte hanno efficacia per un solo anno, salvo proroghe. Ecco perché, se ti stai chiedendo cosa scaricare dalle tasse è bene che tu sappia che difficilmente troverai un indice completo. Noi abbiamo provato, in questo articolo, ad elencare le principali spese per le quali – secondo la disciplina attualmente vigente – sono previsti sconti fiscali. Gli sconti consistono quasi sempre in detrazioni e deduzioni. Le prime (le detrazioni) consistono in somme spese dal contribuente che si sottraggono alle tasse da versare a fine anno (quindi, ad esempio, se una persona deve pagare mille euro di tasse, dovrà sottrarre da tale importo le spese sostenute nell’anno per le quali sono consentite le detrazioni). Le seconde (le deduzioni) si sottraggono al reddito imponibile prima di applicare l’aliquota e, quindi, prima ottenere il calcolo delle imposte dovute (ad esempio, se una persona ha percepito un reddito di 30mila euro in un anno, prima di calcolare le imposte dovute, applicando l’aliquota Irpef prevista per il suo scaglione, deve sottrarre dall’imponibile le deduzioni a cui ha diritto).

Ma procediamo con ordine e vediamo, più nel dettaglio, cosa scaricare dalle tasse.

Spese mediche da scaricare dalla tasse

Sicuramente un ruolo primario nelle detrazioni fiscali lo hanno le spese mediche e sanitarie, come quelle per farmaci o analisi cliniche. La legge consente una detrazione dall’Irpef pari al 19% per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro (cosiddetta franchigia). In sostanza, la detrazione spettante è pari al 19% della differenza tra il totale della somma spesa e la franchigia di 129,11 euro.

Alcune spese sostenute per le persone con disabilità sono invece ammesse integralmente alla detrazione del 19%, senza applicare la franchigia di 129,11 euro (per esempio, le somme pagate per il trasporto in ambulanza del disabile, per l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione, eccetera).

Le spese mediche e sanitarie detraibili sono le seguenti:

  • prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle di medicina omeopatica); vi rientra anche il rilascio di certificati medici per usi sportivi, per la patente, ecc.;
  • acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco o con ricetta medica;
  • prestazioni specialistiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;
  • prestazioni chirurgiche;
  • ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici;
  • trapianto di organi;
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno);
  • acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese le protesi sanitarie).

Inoltre, sono detraibili, nella stessa misura del 19%, le seguenti spese di assistenza specifica:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, ecc.);
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;
  • prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Documentazione da conservare

Per le spese indicate nei righi E1, E2, E3, ed E25 del modello 730/2017, occorre conservare la seguente documentazione fiscale rilasciata dai percettori delle somme:

  • per le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali gli scontrini fiscali contenenti la natura e quantità dei medicinali acquistati, il codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale e il codice fiscale del destinatario dei medicinali;
  • per le protesi che non rientrano tra i dispositivi medici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, anche la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte, in base alla specifica disciplina, da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente. In tale ipotesi se la fattura, ricevuta o quietanza non è rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, il medesimo attesterà sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione. Anche in questa ipotesi, in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere, a richiesta degli uffici, un’autocertificazione, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore (da conservare unitamente alle predette fatture, ricevute e quietanze e da esibire o trasmettere a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle Entrate), per attestare la necessità per il contribuente o per i familiari a carico, e la causa per la quale è stata acquistata la protesi;
  • per i sussidi tecnici e informatici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, anche una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico e informatico è volto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione del soggetto riconosciuto portatore di handicap.

Detrazioni per disabili e portatori di handicap da scaricare dalla tasse

Per i disabili e portatori di handicap ci sono una serie di benefici fiscali:

  • spese per badante: detrazione fiscale del 19% fino a una spesa annuale massima di 2.100 euro;
  • cane guida per non vedenti: detrazione del 19% con un forfait annuo di 516,46 euro per il suo mantenimento;
  • detrazioni per figli disabili a carico (che non hanno un reddito superiore a 2.840,51 euro; 4000 euro a partire dal 2019 a condizione che il figlio non abbia più di 24 anni): a) 1.350 euro per ciascun figlio; b) 1.620 euro per ciascun figlio con meno di 3 anni;
  • acquisto apparecchi per sordi: detrazione del 19% con Iva al 4%;
  • eliminazione barriere architettoniche: detrazione del 36% con massimo di spesa fino a 48mila euro a immobile;
  • acquisto auto disabili: detrazione sul prezzo di acquisto pari al 19% con tetto massimo di 18.075,99 euro, ed Iva agevolata del 4%.

Leggi anche Handicap: quali benefici per i disabili?

Detrazioni per figli a carico da scaricare dalla tasse

Ogni figlio si scarica dalle tasse. Può sembrare una frase strana, ma è questa la sostanza delle cosiddette detrazione per figli a carico (ossia con reddito non superiore a 2.840,51 anche se non conviventi; 4000 euro a partire dal 2019 a condizione che il figlio non abbia più di 24 anni).

L’importo che spetta a chi beneficia della detrazione figli a carico è il seguente:

  • da 800 a 950 euro, per ogni figlio dai tre anni in su;
  • da 900 a 1.220 euro, per ogni figlio sotto i tre anni.

Vediamo meglio di cosa si tratta. Alcuni oneri e spese (ad esempio le spese sanitarie, i premi di assicurazione, le spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, i contributi previdenziali e assistenziali) danno diritto alla detrazione o alla deduzione anche se sono stati sostenuti nell’interesse delle persone fiscalmente a carico.

In questo caso, la detrazione o deduzione spetta anche se non si fruisce delle detrazioni per carichi di famiglia, che invece sono attribuite interamente ad un altro soggetto (nel prospetto «Familiari a carico» sono indicati il codice fiscale del familiare e il numero dei mesi a carico, ma la percentuale di detrazione è pari a zero).

Il documento che certifica la spesa deve essere intestato al contribuente o al figlio fiscalmente a carico. In quest’ultima ipotesi le spese devono essere suddivise tra i due genitori nella misura in cui sono state effettivamente sostenute. Se i genitori intendono ripartire le spese in misura diversa dal 50 % devono annotare la percentuale di ripartizione nel documento che comprova la spesa.

Se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, l’intera spesa sostenuta può essere attribuita al coniuge non a carico.

Spese per il risparmio energetico da scaricare dalla tasse

Si possono scaricare dalle tasse le spese per il risparmio energetico, il cosiddetto ecobonus. L’agevolazione è rivolta ai lavori edilizi per ridurre il consumo di calore negli edifici già esistenti.

Attualmente la detrazione è confermata al 50%.

Spese per mezzi pubblici da scaricare dalla tasse

Dal 2018 si scaricano dalle tasse le spese per gli abbonamenti a mezzi pubblici. La detrazione è del 19% per una spesa massima di 250 euro (per uno sconto totale di 47,50 euro).

Spese per asili, scuola e università per i figli da scaricare dalla tasse

Le spese per asili nido usufruiscono di una detrazione del 19% fino a 632 euro.

Per le iscrizioni a scuola dalle elementari alle superiori è prevista una detrazione del 19% per una spesa massima fino a 786 euro all’anno. Si può detrarre anche l’iscrizione a corsi universitari, scuole di specializzazione erogati sia da enti pubblici che privati e per i master.

Altre spese che si possono includere riguardano la mensa, il dopo scuola, le gite e tutte le spese che comportano la pratica di uno sport. I ragazzi devono avere un’età compresa tra 5 e 18 anni e la detrazione fiscale del 19% si applica agli abbonamenti per palestra, piscina e club sportivi, per un importo massimo di 210 euro all’anno.

Si scaricano dalle tasse anche i costi delle università pubbliche e private. La detrazione è sempre del 19% sull’intera spesa sostenuta. Leggi a riguardo Tasse universitarie: detrazione.

Si specifica che, per quanto riguarda le spese scolastiche delle università, sono detraibili:

  • le spese di immatricolazione e iscrizione, anche se riferibili a più anni (e quindi, anche di iscrizione ad anni fuori corso);
  • le spese per la partecipazione alle prove di accesso ai corsi universitari a numero chiuso, con test di verifica della preparazione. Tali prove sono, infatti, indispensabili per accedere allo specifico corso universitario;
  • le soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • le spese di frequenza;
  • le spese relative a corsi di specializzazione.

Non sono detraibili le spese sostenute:

  • per l’acquisto di testi scolastici, di strumenti musicali, di materiale di cancelleria ecc.;
  • per i viaggi ferroviari, vitto e alloggio necessari per consentire la frequenza alle scuole.

Casi particolari

a) le università private: i corsi presso istituti o università private o straniere sono detraibili, facendo riferimento alla spesa per la frequenza di corsi analoghi tenuti presso l’università statale italiana più vicina al domicilio fiscale del contribuente e considerando come importo massimo detraibile quello del corso analogo nell’istituto statale italiano;

b) i master universitari: i costi sostenuti per la frequentazione di master universitari sono oneri detraibili solo nel caso in cui siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione sempre che siano gestiti da istituti universitari pubblici o privati. Se i master sono gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani;

c) i corsi di specializzazione per laureati sono detraibili a condizione che essi siano riconosciuti dall’ordinamento universitario; non sono pertanto detraibili, per esempio, le spese sostenute per la frequenza ai corsi istituiti dagli ordini professionali per accedere agli esami di abilitazione;

d) i corsi SSIS per l’abilitazione ad insegnare nelle scuole medie inferiori e superiori, sono detraibili, in quanto assimilabili ai «corsi d’istruzione universitaria»;

e) le scuole di grado inferiore: con riferimento alle scuole materne elementari e secondarie di primo grado, essendo previsto l’obbligo scolastico non vi sono importi da pagare. Eventuali versamenti devono essere qualificati come contributi volontari e non sono, pertanto, detraibili come spese di istruzione (ma rientrano le erogazioni liberali detraibili).

Spese per canoni di affitto studenti fuori sede da scaricare dalle tasse

Il genitore che sostiene le spese del canone di locazione degli studenti universitari fuori sede può detrarre il 19% delle stesse fino a massimo 2.633 euro.

Le spese per animali da scaricare dalla tasse

Si possono scaricare dalle tasse anche le spese per animali domestici.

Anche qui la detrazione è del 19% su:

  • spese legate alla prestazione professionale del veterinario;
  • acquisto dei medicinali prescritti dal veterinario (quindi non quelli scelti liberamente dal proprietario dell’animale);
  • analisi di laboratorio o gli interventi realizzati presso una clinica veterinaria.

Interessi sul mutuo prima casa da scaricare dalla tasse

Si possono scaricare dalle tasse gli interessi pagati alla banca sul mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione principale (si tratta della cosiddetta «prima casa»). La detrazione è del 19% con un tetto massimo di 4mila euro all’anno per un totale di non oltre 760 euro.

Leggi Mutuo: detrazioni fiscali

Spese funerarie da scaricare dalla tasse

Tutti coloro che sostengono spese per funerali, a prescindere dal grado di parentela con il defunto, possono scaricare dalle tasse tali costi. La detrazione è del 19% per un importo massimo di 1.550 euro per ciascun funerale (con un risparmio quindi di massimo 294,50 euro a funerale). Leggi Funerale: come scaricare le spese dalle tasse.

Spese per lavori in casa e acquisto mobili da scaricare dalle tasse

È estremamente ampio e variegato il tema delle detrazioni fiscali per i lavori in casa e acquisto mobili da scaricare dalle tasse. Si aggiungono anche i bonus per i condizionatori, l’acquisto delle stufe ed oggi anche quelli per il verde di giardini, terrazzi e balconi (36% per l’anno 2018 con un importo massimo detraibile di 5mila euro). Le detrazioni vanno valutate di anno in anno perché possono cambiare con la legge di bilancio.

Ad oggi le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati dall’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione (cosiddetto «bonus mobili») è del 50% per un importo massimo di 10mila euro.

Possono essere oggetto della detrazione al 50% da ripartire in 10 anni le spese per l’acquisto di:

  • mobili nuovi (tra questi, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché materassi e apparecchi di illuminazione). È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo;
  • grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.

Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).

Il contribuente, per avvalersi del beneficio fiscale, deve eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, indicando:

  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Mediatori immobiliari: cosa scaricare dalle tasse

I compensi corrisposti a mediatori immobiliari in relazione all’acquisto della casa principale possono essere scaricati dalle tasse nella misura del 19% e fino a un importo massimo di mille euro.

Assicurazioni: cosa scaricare dalle tasse

I primi per assicurazioni sulla vita, contro gli infortuni, sul rischio morte e invalidità perenne possono essere scaricati dalle tasse. Anche qui la detrazione è del 19% per un importo massimo detraibile di 750 euro dal 2016 (in precedenza era di 530 euro).

Invece per i premi assicurativi aventi come oggetto il rischio di eventi calamitosi relativamente alla casa a uso abitativo la detrazione è del 19% senza limiti di spesa.

La detrazione riguarda:

  • per i contratti stipulati o rinnovati fino al 31 dicembre 2000, i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, anche se versati all’estero o a compagnie estere. La detrazione è ammessa a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a 5 anni e non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima;
  • per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente superiore al 5% (da qualunque causa derivante), di non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani. Solo in quest’ultimo caso la detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non possa recedere dal contratto.

Donazioni e beneficienza si scaricano dalle tasse

Le erogazioni liberali in favore di società e associazioni sportive possono essere detratte fino al 19% per massimo 1.500 euro. Quelle a favore di associazioni di promozione sociale possono essere detratte fino al 19% per massimo 2.065,83 euro.

Spese per riscatto di laurea da scaricare dalle tasse

Le spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico che non hanno iniziato a lavorare si possono scaricare grazie alla detrazione fiscale del 19%.

Spese per interventi antisismici

Si possono scaricare dalle tasse le spese per gli interventi antisismici combinati con quelli di riqualificazione energetica sulle parti comuni degli edifici. Dal 1 gennaio 2018 è prevista una detrazione:

  • dell’80% se gli interventi determinano il passaggio ad altra classe di rischio inferiore;
  • dell’85% se gli interventi determinato il passaggio a due classi di rischio inferiori.

L’importo massimo detraibile è di 136mila euro.

Composizione del quadro E

Il quadro E è suddiviso nelle seguenti Sezioni:

Sezione I: spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del:

  • 19 %, tra le quali rientrano quelle maggiormente utilizzate e cioè le spese sanitarie;
  • del 26 % (erogazioni liberali a favore delle ONLUS ed erogazioni liberali a favore dei partiti politici);

Sezione II: spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo tra i quali rientrano i contributi previdenziali;

Sezione III A: spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 36%, 50% o 65% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;

Sezione III B: dati catastali identificativi degli immobili e altri dati per fruire della detrazione;

Sezione III C: detrazione d’imposta del 50% per l’acquisto di mobili per l’arredo di immobili e Iva per l’acquisto di un’abitazione classe A o B;

Sezione IV: spese per le quali spetta la detrazione d’imposta per gli interventi di risparmio energetico;

Sezione V: dati per fruire delle detrazioni d’imposta per canoni di locazione;

Sezione VI: dati per fruire di altre detrazioni d’imposta come per esempio le spese di mantenimento dei cani guida.

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