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Telone: è necessario il permesso di costruire?

12 aprile 2018


Telone: è necessario il permesso di costruire?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 aprile 2018



La licenza edilizia è necessaria solo quando viene alterato lo stato dei luoghi in modo stabile: il caso del telone interrato e di quello invece sopra una struttura metallica.

Se è vero che per tettoie e pergolati è necessaria l’autorizzazione del Comune (a meno che non siano di ridotte dimensioni), ci si può porre il dubbio se la stessa regola valga anche per l’installazione di un telone. Si tratta infatti di una struttura facilmente rimovibile e non pesante. In verità sul punto si formano spesso false convinzioni: non è tanto la qualità dei materiali usati per la realizzazione dell’opera a dettare l’esigenza della licenza edilizia, quanto piuttosto il carattere permanente della stessa, tale cioè da modificare lo stato dei luoghi. Ecco perché, del resto, con riferimento al gazebo, la giurisprudenza ritiene che quello installato per una fiera o un altro evento momentaneo non richiede autorizzazioni mentre quello “in pianta stabile” sì. E ciò a prescindere dal fatto che si tratti di una struttura leggera e smontabile in pochi minuti. Tornando al telone, il criterio da seguire deve essere lo stesso. E sul punto sono interessanti due sentenze che affrontano il problema in modo differente, a seconda che il telone sia posto in una conca del terreno colma d’acqua (un invaso o un bacino) oppure a copertura di una struttura metallica. Le soluzioni cui giungono i giudici sono opposte per cui è bene capire bene se per il telone è necessario il permesso di costruire. 

Telone in un bacino d’acqua con piscina artificiale

La più recente sentenza è stata emessa dal Consiglio di Stato qualche giorno fa [1] e si riferisce al caso di un uomo che aveva scavato un invaso (ossia una conca) in un terreno, rivestendolo con un telone impermeabile e poi ricolmandolo l’acqua. Il risultato era una piscina artificiale con annesso tanto di sistema di sollevamento idraulico dell’acqua piovana. Evidentemente lo scopo era non tanto quello di farsi i bagni ma di innaffiare i terreni circostanti. Ebbene, secondo i giudici, il telone in questo caso necessita della segnalazione certificata di inizio attività (Scia): era quindi necessario informare il Comune dell’opera realizzata. In questi casi, il posizionare un telone impermeabile in uno scavo al fine di raccogliere l’acqua senza alcun titolo edilizio equivale a realizzare abusivamente una piscina naturale. Significa cioè commettere un abuso edilizio che, come è noto, costituisce un reato. A parere dei giudici non è tanto la terminologia piscina naturale o invaso a qualificare l’abuso; quello che rileva è il fatto che in ogni caso è stata realizzata una trasformazione dello stato dei luoghi senza alcuna segnalazione all’amminsitrazione.

Telone a copertura di una struttura metallica

Il secondo caso, oggetto invece di una sentenza di merito più risalente nel tempo [2], riguarda l’edificazione (in zona tutelata) di un capannone costituito da una semplice struttura tubolare metallica da ricoprirsi con un telone di plastica ed avvitata ad una base di cemento preesistente. Ci si è chiesto se, per questa costruzione sia necessario il permesso di costruire. La risposta è stata negativa in quanto trattasi di struttura assolutamente precaria e rimuovibile in qualsiasi momento, non costituente trasformazione urbanistica del territorio e quindi non classificabile come costruzione edilizia. In verità, sul punto, la giurisprudenza più recente fa una distinzione sulla base delle dimensioni della struttura. A parere del Consiglio di Stato [3], in caso di pergolato con teli pastificati (fissati alla struttura con il sistema degli occhielli e chiavetta, con un riquadro di materiale plastico come finestra nella parte centrale) non bisogna guardare tanto l’amovibilità della struttura quanto le finalità che la stessa è destinata a soddisfare. Pertanto è possibile ordinare la demolizione dell’opera ricoperta da un telone, sebbene con materiale plastico agevolmente amovibile, se questo riflette esigenze di carattere non meramente temporaneo ossia durature, con la conseguente trasformazione urbanistico-edilizia del territorio. Resta comunque che la pergotenda di modeste dimensioni, che non modifica la destinazione d’uso degli spazi esterni ed è facilmente ed immediatamente rimovibile, non necessita di alcun permesso di costruire, ma rientra tra le attività di edilizia libera.

note

[1] Cons. Stato sent. n. 2064 del 3.04.2018.

[2] Pretura Spoleto sent. del 31.05.1989.

[3] Cons. Stato sent. n. 306/2017.

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