Diritto e Fisco | Editoriale

Google e YouTube alla conquista del mondo

10 Novembre 2011 | Autore:
Google e YouTube alla conquista del mondo

Cento nuovi canali su YouTube dedicati a musica, spettacolo, news, moda, sport, cinema e tanto altro ancora.

Nel 2012, Google lancerà su YouTube cento canali tematici e professionali. Si occuperanno di musica (sembra che sia stata arruolata la stessa Madonna), news (canale gestito dal Wall Street Journal), moda (con la partecipazione di Cosmopolitan e Marie Claire), film, talk show, commedie, sport e altro ancora.

Il modello di fruizione sarà sempre lo stesso: gratuità dei contenuti e remunerazione del portale attraverso la pubblicità.

YouTube era stata acquistato da Google nel 2005 al prezzo di 1,65 miliardi di dollari e ha rappresentato, in tutti questi anni, la sentenza di morte della tv tradizionale.

Il tubo catodico da un lato e quello dei bit dall’altro si sono promessi sin dall’inizio guerra. Il primo con il suo palinsesto limitato, predeterminato, temporalmente prefissato e non interattivo.

YouTube, invece, con la sua illimitatezza di contenuti, la libertà di condivisione e di creazione per gli utenti, la compatibilità con l’agenda giornaliera degli utenti, l’interattività.

Era naturale che, con tale disparità di strumenti, il portale web prendesse poco alla volta il sopravvento. La tv riesce ancora a reggere, grazie al suo ancoraggio alle abitudini dei meno giovani, al suo essere “compagnia rumorosa”, disponibile anche alle fasce meno abbienti che non dispongono di computer e di connessioni a banda larga. Essa fa soprattutto leva sull’atteggiamento passivo e pigro dello spettatore.

Dall’altro lato, Google ha attaccato lo schermo classico valendosi delle sue stesse armi. Non poche sono le tv che oggi dispongono di una connessione a Internet che consente di vedere i contenuti di YouTube. La stessa Apple ha previsto, con la sua neonata AppleTv, la possibilità di affacciarsi al portale di Mountain View con una presa HDMI e una connessione Wi-Fi.

Il Sole 24 Ore di domenica 6 novembre 2011 [1] ha elencato dati impressionanti. Solo per vedere i video che ogni giorno gli utenti di YouTube caricano sul portale ci vorrebbero otto anni! In ventiquattrore, i netizen guardano tre miliardi di corto e lungometraggi.

Dati che mostrano quanto impossibile sia, nello stesso tempo, controllare l’attività svolta dagli utenti in sede di caricamento dei video.

Ne sanno qualcosa i tre ex dirigenti di Big G., colpevoli, secondo il Tribunale di Milano, di aver lasciato che dei ragazzini mettessero online un video che li riprendeva mentre maltrattavano un coetaneo down. È il famoso caso “Vividown” di cui abbiamo parlato qui e anche qui.

Nonostante la reiterata violazione, da parte dei nostri giudici, del principio di neutralità dell’intermediario, sancito dal pacchetto Telecom, e le cause intentate, e sempre vinte, dal gruppo Mediaset  (di cui abbiamo parlato qui e anche qui), nonostante finanche la sanzione di una Corte Federale Americana (ne abbiamo parlato qui), Google è andata avanti!

Così, consapevoli che il futuro sarebbe stato nelle web tv, le major della musica e del cinema stanno stringendo accordi commerciali con Google per la concessione dei diritti di riproduzione delle loro opere su YouTube. Accordi che, invertendo la strategia dell’industria dei contenuti (sin’ora tenutasi su logiche restrittive e conflittuali) consentiranno la libera navigazione, senza il timore di incadere nelle censure. Uno di questi è l’intesa raggiunta con la MGM, che ha visto il lancio di un autonomo canale (che dovrebbe ospitare sino a 4000 titoli), la Sony, la Warner Bros e Lions Gate.

L’ultima evoluzione proviene ancora una volta dal nostro Paese. Sarà interessante verificare come si atteggerà il rapporto tra Google e la S.I.A.E. che ha recentemente manifestato l’intenzione di chiedere il pagamento dei diritti d’autore per la diffusione online dei trailer di film (come abbiamo detto qua e anche qua).

Il futuro è ancora tutto da scrivere.


note

[1] In un ottimo editoriale di Luca De Blase nell’inserto “nòva”.


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