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Copyleft: cos’è e come funziona

27 Aprile 2018 | Autore:
Copyleft: cos’è e come funziona

Cos’è il software libero? Qual è la differenza tra copyright e copyleft? Quali sono le condizioni del copyleft?

Tutti sanno, più o meno, cos’è il copyright; non si può dire lo stesso, però, della sua nemesi: il copyleft. Il copyright è l’equivalente del diritto d’autore che, come vedremo, protegge e tutela le opere di carattere creativo. Cos’è il copyleft? Come funziona? Cerchiamo di scoprirlo con questo articolo.

Opere dell’ingegno: cosa sono?

Prima di vedere cos’è il copyleft e come funziona, approfondiamo prima l’argomento del diritto d’autore.

Il diritto d’autore, come anticipato, tutela le opere dell’ingegno. Nell’elencare le opere dell’ingegno meritevoli di tutela, la legge [1] indica quelle che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

La stessa legge aggiunge che sono comprese nella protezione: le opere della pittura, dell’arte del disegno e delle arti figurative similari, nonché le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia.

Copyright: cos’è?

Il diritto d’autore altro non è che il copyright, cioè la protezione garantita alle opere dell’ingegno. Chi può essere definito autore di un’opera? Per la legge italiana, acquisisce lo status di autore il creatore dell’opera, essendo questa una particolare espressione del lavoro intellettuale. Pertanto, titolare del diritto d’autore (che, come vedremo, ha una doppia natura, morale ed economica) è sempre il creatore dell’opera, sin dal momento del suo concepimento.

Secondo la legge, all’autore di un’opera è garantito il diritto esclusivo di pubblicare la stessa, di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo, di riprodurla, di diffonderla, di distribuirla e porla in circolazione, di pubblicarla in raccolte e di modificarla, di noleggiarla e di concederla in prestito.

Il diritto di utilizzazione economica dell’opera dura per tutta la vita dell’autore, sino al settantesimo anno dopo la sua morte.

Le forme di tutela garantite dalla legge sul diritto d’autore sorgono per il semplice fatto della creazione dell’opera, a prescindere da qualsiasi forma di registrazione, documentazione o deposito, comunque utili a costituire una prova più forte in ordine alla titolarità dell’opera e alla data della sua creazione.

In estrema sintesi, quindi, l’autore di un’opera vanta su di essa:

  1. un diritto morale, cioè quello di essere riconosciuto quale autore dell’opera (cosiddetto diritto di paternità);
  2. un diritto materiale, connesso allo sfruttamento economico dell’opera stessa, sfruttamento che può avvenire mediante vendita, distribuzione, cessione, ecc.

I due diritti possono convivere in capo alla stessa persona, oppure essere scissi, nel senso che l’autore ne mantiene il diritto alla paternità ma ha venduto il suo diritto economico d un terzo, il quale è quindi l’unico legittimato a guadagnare dallo sfruttamento dell’opera.

Copyleft: cos’è?

Il copyleft è una sottocategoria del copyright: se il copyright, infatti, tutela le opere dell’ingegno come abbiamo visto sopra, il copyleft lascia liberi gli altri (cioè, tutti coloro che non sono autori dell’opera) di poter usufruire del bene. Ad alcune condizioni, però.

Dal punto di vista semantico, copyleft è il contrario di copyright: right, in inglese, significa diritto, ma anche “destra” (lato destro, braccio destro, ecc.); left, al contrario, significa sinistra. Pertanto, copyleft è proprio l’opposto di copyright.

Dal punto di vista giuridico, il copyleft consente agli utenti di fruire del programma (o, comunque, dell’opera dell’ingegno), di modificarlo e di diffonderlo in maniera meno vincolata. Sebbene il copyleft possa riguardare qualsiasi opera dell’ingegno (proprio come il copyright), in genere esso è riferito generalmente ai software, cioè ai programmi per computer.

Il copyleft identifica una particolare forma di diritto d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore (detentore originario dei diritti sull’opera) indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, nel rispetto di alcune condizioni essenziali.

Di norma, la condizione principale del copyleft obbliga i fruitori dell’opera, nel caso vogliano distribuire l’opera modificata, a farlo sotto lo stesso regime giuridico (e, generalmente, sotto la stessa licenza).

Il copyleft è una sorta di sospensione del diritto d’autore, una deroga che consente a terzi di utilizzare l’opera liberamente, o comunque alle condizioni dell’autore.

Ad esempio, l’autore di un testo può decidere di consentire che lo stesso possa essere copiato per fini scientifici o di ricerca; l’autore di una foto può decidere di lasciare libero l’utilizzo dell’immagine. In entrambi i casi, i titolari del diritto esclusivo (cioè, gli autori) non perdono la paternità dell’opera, ma semplicemente consentono che la loro opera possa circolare, più o meno liberamente.

Il copyleft, come anticipato, ha avuto grande fortuna nel settore informatico e, oggi, è proprio dei software liberi. Per capire cosa sono parliamo prima del cosiddetto software proprietario.

Software: cos’è?

Abbiamo detto che il copyright tutela le opere creative, cioè tutte quelle frutto dell’ingegno di una persona, e che il copyleft offre, al contrario, una maggiore libertà agli utenti. Tra le opere dell’ingegno rientra anche il software. Il software è un programma informatico che serve a far funzionare un computer. Più precisamente, un software è un insieme di comandi che, se utilizzati, consentono all’elaboratore di svolgere determinate funzioni. Esistono tanti tipi di software: ad esempio, il software che ci consente di navigare sul web (tecnicamente chiamato browser) è quell’applicazione che, se utilizzata, invia al computer il comando di accedere ad internet; il software di base (Windows, ad esempio), invece, è il sistema operativo e l’insieme dei programmi che permettono al computer lo svolgimento delle sue funzioni di base.

Software proprietario: cos’è?

Vediamo ora cos’è un software proprietario. Il software proprietario non è altro che un software protetto da licenza, cioè non liberamente utilizzabile. Il software proprietario, quindi, è un programma tutelato a beneficio del suo ideatore o del cessionario del diritto di sfruttamento economico (cioè, di colui che ha acquistato direttamente dall’autore il diritto di ricavare danaro dallo sfruttamento del software).

Un po’ come per il brevetto, la licenza consente al titolare del software un utilizzo esclusivo dello stesso. Per poter guadagnare sul programma, però, l’autore o il cessionario del diritto di sfruttamento economico può cedere a terzi il suo utilizzo sotto particolari condizioni, ad esempio proibendo la modifica, la condivisione o la ridistribuzione del software stesso.

In altre parole, chi volesse utilizzare un software proprietario dovrebbe avere la licenza d’uso direttamente dal titolare. Anche in questo caso, però, non potrebbe farne l’utilizzo che vuole, potendosi (di norma) limitare il suo diritto solamente allo sfruttamento personale del programma.

Software libero: cos’è?

Passiamo ora a capire cos’è un software libero, cioè il software protetto da copyleft. Un software libero è un programma informatico non sottoposto a tutti i vincoli tipici del software proprietario. In buona sostanza, si può parlare di software libero se gli utenti del programma godono delle seguenti quattro libertà fondamentali (numerate, nell’ordine, da zero a tre):

  • libertà di eseguire il programma come si desidera, per qualsiasi scopo;
  • libertà di studiare come funziona il programma e di modificarlo in modo da adattarlo alle proprie necessità;
  • libertà di ridistribuire copie;
  • libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti apportati.

In breve, significa che gli utenti hanno la libertà di eseguire, copiare, distribuire, studiare, modificare e migliorare il software.

La differenza tra software proprietario e software libero equivale alla differenza tra copyright e copyleft. Copyleft, quindi, non significa che il programma è di dominio pubblico, ma solamente che è fruibile in maniera più libera del software tutelato dalle strette maglie del copyright.

Con il copyleft, infatti, si fissano le condizioni di distribuzione, di modifica e ridistribuzione del codice del programma ed ogni programma da esso derivato, ma solo se si lasciano invariati i termini di distribuzione.

note

[1] Legge n. 633/1941.

Autore immagine: Pixabay.com


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