Diritto e Fisco | Editoriale

Ferie per matrimonio

2 Maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Maggio 2018



Ai novelli sposi è riconosciuto per legge un periodo di tempo da dedicare al loro giorno più bello.

Organizzare un matrimonio non è semplice, richiedendo tempo, energie, denaro e una elevata pianificazione. È naturalmeente un momento di gioia nella vita degli sposi e delle loro famiglie, e in quanto tale è necessario avere a disposizione del tempo per poter decidere al meglio come gestire tutti gli aspetti della cerimonia e del viaggio di nozze. In soccorso degli sposi interviene anche la disciplina in materia di diritto del lavoro, che garantisce a tutti i lavoratori la possibilità di fruire di un periodo di tempo da dedicare appositamente a questo momento. Inizialmente previsto unicamente solo per la categoria degli impiegati, quello che si chiama congedo matrimoniale è attualmente garantito a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato, fermo restando il rispetto delle modalità per fare la richiesta e le tempistiche temporali. Vediamo quindi come è disciplinato nel nostro sistema legale il tempo per le ferie in relazione al matrimonio, e chiariamo cosa si intende per congedo matrimoniale.

Ferie per matrimonio: cosa sono

Prima di entrare nel merito della regolamentazione di legge in materia, va chiarito un dubbio terminologico. Quando si parla di ferie per matrimonio bisogna comprendere che l’utilizzo è un po’ improprio. Le ferie, infatti, sono quel periodo di tempo libero che il lavoratore, previa richiesta al datore di lavoro e organizzazione coi colleghi per i turni del caso, può richiedere durante il corso dell’anno lavorativo. Le ferie lavorative, in sè e per sè considerate, non hanno una finalità, né necessitano di una motivazione per essere richieste, in quanto basta che il lavorateore non superi i giorni che gli sono ricososciuti per legge per le ferie e non ci sono problemi di sorta. Di conseguenza, se un lavoratore decide che vuole prendersi dieci giorni di ferie per organizzare il proprio matrimonio, può farlo senza alcun problema. Lo stesso discorso vale per il viaggio di nozze, o per organizzare la cerimonia: insomma, non c’è alcuna correlazione fra l’evento matrimonio e la richiesta delle ferie. Diverso è invece il discorso che riguarda il congedo matrimoniale, in quanto molti tendono a pensare che il congedo matrimoniale sia una tipologia di ferie. Insomma, può crearsi confusione. Ecco perchè è bene specificare che, pur essendo possibile parlare di ferie per matrimonio (se il lavoratore vuole prendersele), è allo stesso tempo importante distinguerle dal congedo matrimoniale, che è invece una situazione una tantum connessa al matrimonio. Vediamo quindi di chiarire con precisione cosa si intende per congedo matrimoniale.

Congedo matrimoniale: cosa significa

Il congedo matrimoniale è un periodo di astensione dalle proprie attività lavorative consuete, retribuito, che viene riconosciuto al lavoratore – e alla lavoratrice – per un periodo di tempo di quindici giorni in occasione della celebrazione del matrimonio.

Per quanto riguarda il tempo a disposizione per godere del congedo matrimoniale, il lavoratore può usufruire dei quindici giorni di congedo matrimoniale, che devono essere consecutivi, e comprendono nel conteggio anche i weekend ed eventuali altri giorni non lavorativi.

Congedo matrimoniale: cosa si intende per matrimonio

Il congedo matrimoniale spetta alle coppie che decidono di contrarre matrimonio, per cui va chiarito cosa si intende per matrimonio ai fini della fruizione del congedo matrimoniale. Per poter usufruire del congedo matrimoniale occorre che si sia scelto di unirsi in matrimonio, a prescindere dal rito con il quale il matrimonio viene celebrato. Pertanto è possibile fruirne sia per i matrimoni celebrati in chiesa che per i riti civili in comune. Allo stesso modo, data l’equiparazione legale esistente fra il matrimonio civile e le unioni civili fra persone dello stesso sesso, anche coloro che hanno celebrato un’unione civile hanno di conseguenza diritto al periodo di congedo matrimoniale.

Congedo matrimoniale: richiesta e fruizione

La domanda di congedo matrimoniale deve essere presentata al datore di lavoro – o all’ufficio delle risorse umane, a seconda dell’azienda in cui si è inseriti e della sua organizzazione interna – almeno sei giorni prima rispetto alla data prevista per il matrimonio. Per quanto riguarda il momento dal quale può iniziare il periodo di congedo matrimoniale, la giurisprudenza della cassazione [1] ha chiarito un aspetto importante, spiegando come dal punto di vista normativo non sia specificato alcun termine per la decorrenza, in quanto la legge si limita a garantire un congedo straordinario per contrarre matrimonio che non deve superare i quindici giorni. Il matrimonio costituisce pertanto la causa alla base del congedo matrimoniale, ma non la data effettiva dalla quale il congedo deve necessariamente iniziare. Di conseguenza, non solo la data del matrimonio può non essere compresa nei quindici giorni che spettano al lavoratore, ma è possibile che il congedo matrimoniale inizi non per forza il giorno dopo il matrimonio stesso. Questo non significa però che il congedo possa esssere richiesto in un qualsiasi momento successivo al matrimonio, in quanto comunque secondo la giurisprudenza deve in ogni caso essere collegato e quindi connesso, in tempi ragionevoli, alla celebrazione del matrimonio.

note

[1] Sent. Cass. Civ., sez. lavoro, n. 9150 del 6 giugno 2012.

Autore immagine: Pixabay.


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