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Lo sai che? Acquisto auto all’estero: obbligatorio comunicare i dati alla Motorizzazione

Lo sai che? Pubblicato il 15 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 aprile 2018

Non solo imprese e professionisti: anche i privati consumatori devono rispettare questo vincolo se comprano nell’Ue un veicolo usato o nuovo.

Basta fare i furbi quando si acquista una macchina oltreconfine e si vuole eludere l’Iva. Adesso non solo per chi è tenuto a pagare l’Iva (imprese o professionisti) ma anche per il singolo cittadino, in caso di acquisto di auto all’estero è obbligatorio comunicare i dati alla Motorizzazione civile per poter portare il veicolo in Italia ed immatricolarlo. Il vincolo è scattato il 5 aprile e l’obiettivo del decreto emanato dal Ministero dei Trasporti [1] appare fin troppo evidente: evitare che chi ha una partita Iva acquisti un’auto in un altro Paese Ue a nome di un privato per scavalcare questo dovere.

Come funziona l’obbligo di comunicare i dati alla Motorizzazione quando un privato cittadino decide per l’acquisto di auto all’estero? E che cosa comporta non rispettare questo vincolo?

Acquisto di auto all’estero: i dati da comunicare

In pratica, in caso di acquisto di auto all’estero, cioè in un Paese dell’Ue o dello spazio economico europeo, e ai fini dell’immatricolazione o della successiva cessione del veicolo, sarà necessario allegare alla richiesta di immatricolazione la copia del modello F24 – Elementi identificativi il numero di telaio e l’importo dell’Iva pagata. Tale comunicazione va fatta anche in caso di vendita del veicolo ad un cittadino estero.

Tutto qui? Non proprio, anzi: l’elenco dei dati da comunicare alla Motorizzazione civile è piuttosto lungo. Vediamo.

I dati per imprese e professionisti in caso di acquisto

Chi opera nell’esercizio di imprese, arti e professioni deve comunicare alla Motorizzazione civile per ogni auto, moto o rimorchio acquistato all’estero i seguenti dati:

  • codice fiscale e denominazione del cessionario residente in Italia tenuto alla comunicazione;
  • numero di identificazione individuale e denominazione del fornitore oppure dati anagrafici del fornitore se non è soggetto passivi di Iva;
  • numero di telaio del veicolo, specificando se è nuovo o usato;
  • eventuale data di prima immatricolazione all’estero;
  • data e prezzo dell’acquisto.

I dati per i privati consumatori in caso di acquisto

Chi, invece, non opera nell’esercizio di impresa, arti e professioni ma un privato cittadino che ha effettuato l’acquisto di auto all’estero, ha l’obbligo di comunicare questi dati alla Motorizzazione:

  • codice fiscale, nome e cognome dell’intestatario del documento di acquisto a nome del quale sarà immatricolato il veicolo;
  • numero di identificazione individuale e denominazione del soggetto passivo Iva oppure dati anagrafici del fornitore se questi non è passivo di Iva;
  • numero di telaio del veicolo, specificando se è nuovo o vecchio;
  • eventuale data di prima immatricolazione all’estero;
  • data e prezzo dell’acquisto;
  • codice fiscale dell’intermediario che effettua la comunicazione a titolo gratuito e occasionalmente, nel caso in cui la comunicazione non venga effettuata dal privato cittadino.

I dati in caso di cessione

Sia imprese e professionisti sia il privato cittadino, in caso di cessione dell’auto all’estero, hanno l’obbligo di comunicare alla Motorizzazione civile questi dati:

  • codice fiscale e denominazione del soggetto residente tenuto alla comunicazione;
  • numero di telaio e codice di immatricolazione o numero di omologazione, specificando se si tratta di un veicolo nuovo o usato;
  • data e prezzo dell’acquisto;
  • eventuale data di prima immatricolazione all’estero;
  • data della cessione;
  • numero di fattura (per imprese e professionisti);
  • dati identificativi dell’acquirente straniero.

Acquisto di auto all’estero: come comunicare i dati

Il Ministero dei Trasporti, dunque, impone a chi decide per l’acquisto di un’auto all’estero, cioè in un Paese Ue o facente parte dello spazio economico europeo, l’obbligo di comunicare i dati relativi all’acquisto alla Motorizzazione civile. Un vincolo, come dicevamo, che ora non coinvolge più soltanto le imprese o i professionisti titolari di partita Iva (sono tenuti a farlo dal 2007) ma anche i privati consumatori. L’obbligo interessa chi compra una macchina ma anche una moto o un rimorchio ed è valido sia sui veicoli nuovi sia su quelli usati.

Il cittadino che acquista un’auto all’estero deve comunicare i dati alla Motorizzazione entro 15 giorni dall’acquisto e, comunque, prima di chiedere l’immatricolazione del veicolo. Il cittadino non assoggettato all’Iva può farlo attraverso uno sportello della Motorizzazione o di un’agenzia di pratiche automobilistiche. Imprese e professionisti, invece, possono continuare a farlo anche telematicamente, collegandosi al centro elaborazione dati della Motorizzazione.

Le case costruttrici, a loro volta, devono rispettare questo vincolo di comunicazione anche se hanno sede all’estero, attraverso i canali telematici del Dipartimento dei trasporti. Dovranno riportare, oltre al numero di telaio, anche i rispettivi codici di antifalsificazione abbinati.

Una volta assolto l’obbligo di comunicare i dati alla Motorizzazione, chi ha deciso di acquistare un’auto all’estero riceverà il codice di immatricolazione o il numero di omologazione.

I documenti relativi all’acquisto vanno conservati fino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui è stata effettuata l’operazione.

Acquisto di auto all’estero: quando avviene l’immatricolazione

Solo quando verrà rispettato l’obbligo di comunicare i dati alla Motorizzazione dell’acquisto di auto all’estero e questi dati saranno stati verificati, avverrà l’immatricolazione del veicolo in Italia. In particolare, viene controllato:

  • che risultino presso l’archivio informatico del Dipartimento dei trasporti tutti i dati richiesti (e sopra elencati);
  • che sia avvenuta la trasmissione telematica da parte dell’Agenzia delle Entrate di tutte le informazioni disponibili che riguardano il pagamento dell’Iva dei soggetti tenuti a farlo;
  • che non ci siano degli ostacoli all’immatricolazione derivanti da istruttoria su episodi di frode Iva legati all’introduzione in Italia dell’auto acquistata all’estero.

Acquisto di auto all’estero: come versare l’Iva

Chi fa attività di impresa o è professionista avrà, sicuramente, più dimestichezza con le pratiche per il pagamento dell’Iva. Chi, invece, è un privato consumatore e queste cose non le ha mai fatte potrebbe trovarsi in difficoltà. Come assolvere quest’obbligo in caso di acquisto di auto all’estero?

Come abbiamo detto, il versamento deve essere fatto tramite modello F24 – Elementi identificativi. Ora:

  • sul campo «tipo» occorre segnare, appunto, il tipo di veicolo acquistato (auto, moto o rimorchio);
  • sul campo «elementi identificativi» bisogna riportare il numero di telaio.

Infine, c’è da segnalare l’Iva versata entro il nono giorno lavorativo che precede la richiesta di immatricolazione. In questo modo, si crea un rapporto univoco ed esclusivo tra l’Iva pagata e l’operazione di acquisto dell’auto.

L’Iva deve corrispondere a quella riportata sulla fattura di vendita in Italia e non a quella esposta sulla fattura di acquisto Ue.

note

[1] Decreto Min. Trasporti del 26.03.2018 che abroga il DM del 30.10.2007.


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8 Commenti

  1. Nel mio caso ho presentato la richiesta di immatricolazione il 25/03/18 di autovettura usata importata dalla Germania. Devo lo stesso comunicare quanto sopra?

    1. Ottimo articolo, peccato che hanno bloccato tutto 🙂

      Dovreste scrivere anche che a causa di questa nuova procedura non immatricolano piu auto estere in quanto i sistemi non sono aggiornati e non si possono inviare i dati richiesti fino a “data da definirsi”. Io per esempio ho versato l’iva, ho pagato l’immatricolazione e ho l’auto in garage a tempo indeterminato.

      Siamo proiettati verso il terzo mondo…

  2. Ma in caso di acquisto di autovettura usata importata dalla Germania per la quale non serve versare l’IVA tramite modello F24, che comunicazione bisogna presentare?
    In motorizzazione è tutto fermo

    1. salve,io ancora non ho capito.la mia auto è stata comprata il 28 febbaio,golf usata,fatto tutto per l’immatricolazione il 10 marzo, ma mi hanno bloccato lo stesso.vorrei capire se un’auto è stata comprata prima della legge in vigore ora che cosa devo fare?povera Italia e poveri noi,spero che qualcuno mi rispondi.

  3. Anche da mé … Avevo la “Zollkennzeichen” Targa tedesca che scade. Assicurato fino al 20 aprile(in Germania) pagato 180€ per andare in giro in Italia , pensavo già che da noi dura di più.Adesso scaduta e la macchina è in garage e aspetto.La moglie mi deve portare al lavoro! 2 volte 20km al giorno senza possibilità di prendere un bus. Mi sembra di vivere in Africa! Grazie Italia!

  4. salve,anche io nella stessa condizione.auto presa il 28 febbraio dalla germania usata,tutte le carte inviate il 10 marzo per l’immatricolazione,ma mi hanno bloccato tutto lo stesso,la cosa che adesso non capisco,io l’auto l’ho comprata prima di questa legge,ora cosa devo fare non ci capisco più niente.sarei molto felice se qualcuno come me che si trova in questa situazione mi potrebbe fornire qualche indicazione in piu.povera Italia e poveri noi,che schifo.

  5. C’è molta confusione da settimane.
    A quanto pare se sei privato o commerciante abituale devi attendere che aggiornano i sistemi di interscambio dati da Agenzia delle entrate e motorizzazione. Stanno rimandando di settimana in settimana e nessuno dice nulla.

    Se la vettura è intestata ad una azienda che non fa commercio abituale si utilizza la vecchia procedura versando l’IVA con F24 elide e facendo richiesta alla agenzia delle entrate di annotare il telaio come bene strumentale (purtroppo lo hanno scoperto dopo 1 mese).

    Anche se hai comprato prima della legge oramai non c’è nulla da fare.

    Situazione vergognosa perchè hanno fatto una legge senza poi essere in grado di applicarla lasciando tutti a piedi.

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