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Misure cautelari: cosa sono?

15 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 aprile 2018



Quali sono le misure cautelari nel processo penale? A cosa servono? Qual è la differenza tra misure interdittive e misure coercitive?

Il procedimento penale è un lungo percorso che comincia nel momento in cui all’autorità competente (cioè, la procura della Repubblica) giunge la notizia di reato e termina con la sentenza (di assoluzione o di condanna) definitiva. In mezzo ci sono una serie molto lunga di vicende; elencarle tutte sarebbe impossibile, per questo possiamo riferirci, solo per esempio, all’informazione di garanzia, alla richiesta di archiviazione, all’udienza preliminare, al dibattimento, ecc.

Poiché il processo penale è molto lungo, la legge prevede alcune misure che l’autorità giudiziaria può utilizzare per evitare che l’imputato, nelle more del procedimento, possa sottrarsi alla giustizia oppure commettere altri fatti criminosi.

Si tratta delle misure cautelari, strumenti conosciuti anche nel processo civile e amministrativo (anche se in diverse forme, ovviamente). Le misure cautelari possono essere personali o reali (quando incidono sui beni dell’imputato) e servono a limitare la libertà dell’imputato (o dell’indagato, se si è ancora nella fase delle indagini preliminari). Approfondiamo questo tema e cerchiamo di capire, in modo semplice e pratico, cosa sono le misure cautelari e quali sono quelle previste dalla legge.

Misure cautelari: a che servono?

Le misure cautelari, come anticipato, servono ad impedire che le lungaggini processuali possano vanificare il processo. Facciamo un esempio. Un marito maltratta la moglie, giungendo perfino a picchiarla. La donna sporge denuncia ma, prima che la macchina giudiziaria si metta in moto, passerà del tempo. Per evitare che la vittima continui a subire i soprusi denunciati durante il tempo necessario affinché il procedimento si incardini, è possibile che il giudice decida di emettere un’ordinanza con la quale imponga al marito violento di allontanarsi dalla moglie: ecco allora che soccorre la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare [1].

Ancora: Tizio, mollato da Caia, la sua ragazza, non si arrende alla fine della relazione e comincia a pedinare Caia, a tempestarla di telefonate e a farsi trovare in ogni posto in cui ella decide di andare. Caia sporgerà denuncia per stalking ma, nel frattempo, occorre tutelarla. Lo si potrà fare con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa: trattasi di una misura cautelare che impedisce all’indagato di approssimarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima [2].

Ancora un altro esempio. Sempronia, maestra di scuola elementare, picchia sistematicamente gli alunni. Le autorità, grazie anche all’installazione delle telecamere, scoprono l’accaduto e si apre un procedimento a suo carico. Per impedire, però, che la condotta violenta si ripeta, il giudice può scegliere di infliggere all’insegnante una misura cautelare di tipo interdittivo (spiegheremo dopo cosa significa): la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio [3]. Con questo provvedimento, in pratica, il giudice impedisce all’insegnante di continuare ad esercitare la sua professione fino a che non venga fatta chiarezza sulla sua posizione.

Da questi esempi dovrebbe risultare chiara la funzione delle misure cautelari: prevenire che il reo possa ripetere la sua condotta, sottraendosi alla giustizia penale (si pensi, ad esempio, al caso in cui, durante le indagini, egli si dia alla fuga) oppure continuando a fare del male alla vittima.

Misure cautelari: quali sono?

Abbiamo spiegato cosa sono le misure cautelari e a cosa servono. Vediamo ora quali sono le misure cautelari previste dalla legge penale.

Il codice di procedura penale prevede una serie molto corposa di misure cautelari. La prima grande ripartizione che può essere fatta è quella tra misure cautelari personali e misure cautelari reali: le prime si applicano alle persone, mentre le seconde agli oggetti. Esempio: la misura cautelare (sopra vista) dell’allontanamento dalla casa familiare impedisce a una persona di far rientro a casa. Il sequestro di una cosa (ad esempio, una pistola), invece, riguarda un oggetto.

Tra le misure cautelari personali distinguiamo, ancora, tra:

  • Misure cautelari coercitive, che impongono una restrizione, più o meno ampia, alla libertà di movimento della persona (arresti domiciliari, carcere, divieto di espatrio, ecc.);
  • Misure cautelari interdittive, che limitano alcuni diritti o facoltà dei destinatari della misura stessa.

Misure cautelari personali coercitive

Ecco di seguito, accompagnate da una breve descrizione, le misure cautelari personali coercitive previste dalla legge:

  1. Divieto di espatrio: con questa misura cautelare, il giudice prescrive all’imputato di non uscire dal territorio nazionale senza l’autorizzazione del giudice che procede [4];
  2. Obbligo di presentazione alla polizia: il giudice obbliga l’imputato a presentarsi presso un determinato ufficio di polizia giudiziaria, nei giorni e nelle ore prestabilite, tenendo conto dell’attività lavorativa e del luogo di abitazione dell’imputato [5];
  3. Allontanamento dalla casa familiare (vista nell’esempio del maltrattamento ai danni del coniuge);
  4. Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (brevemente descritta nel caso dello stalking);
  5. Divieto di dimora: con questa misura cautelare il giudice ordina all’imputato di non vivere in un determinato luogo e di non accedervi senza autorizzazione;
  6. Obbligo di dimora: è l’esatto contrario della misura cautelare di sopra, in quanto all’imputato viene ordinato di non allontanarsi, senza l’autorizzazione del giudice, dal Comune ove dimora [6];
  7. Arresti domiciliari: all’indagato (o imputato) è fatto divieto di allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di dimora ovvero da un luogo pubblico di cura (ospedale, ad esempio) [7];
  8. Custodia cautelare in carcere: il giudice ordina che l’imputato sia condotto in carcere [8];
  9. Custodia in luogo di cura: misura cautelare analoga alla precedente, destinata alle persone affette da malattie mentali che non possono stare in prigione per evidenti motivi di salute [9].

Misure cautelari personali interdittive

Ecco di seguito, accompagnate da una breve descrizione, le misure cautelari personali interdittive previste dalla legge:

  1. Sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale: il giudice priva temporaneamente l’imputato/indagato della potestà genitoriale [10];
  2. Sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio: si rimanda all’esempio dell’insegnante violento sopra riportato [11];
  3. Divieto di esercitare determinate professioni, imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese: analoga alla misura di prima, solamente che questa si riferisce ad un impiego non pubblico [12].

Misure cautelari reali

Le misure cautelari reali sono: il sequestro conservativo e il sequestro preventivo. Entrambe hanno ad oggetto un bene e non una persona. Analizziamole brevemente.

Sequestro conservativo

Il sequestro conservativo ha una finalità prevalentemente economica: infatti, il suo scopo è quello di sottrarre all’imputato la disponibilità di beni mobili o immobili in vista del pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento oppure del risarcimento dovuto alla persona offesa [13].

Il sequestro conservativo può essere richiesto sia dal pubblico ministero che dalla parte civile interessata al risarcimento del danno; a disporlo è il giudice con ordinanza, avverso la quale è possibile ricorrere al tribunale in sede di riesame [14].

Sequestro preventivo

Per quanto riguarda il sequestro preventivo, invece, la legge dice che, quando c’è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze dello stesso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice ne dispone il sequestro con decreto. Il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.

Nel corso delle indagini preliminari, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice, il sequestro è disposto con decreto motivato direttamente dal pubblico ministero. Negli stessi casi, prima dell’intervento del pubblico ministero, al sequestro procedono ufficiali di polizia giudiziaria, i quali, nelle quarantotto ore successive, trasmettono il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito. Questi, se non dispone la restituzione delle cose sequestrate, richiede al giudice la convalida entro quarantotto ore dal sequestro, se disposto dallo stesso pubblico ministero, o dalla ricezione del verbale, se il sequestro è stato eseguito di iniziativa dalla polizia giudiziaria.

Il sequestro perde efficacia se non sono osservati i termini sopra indicati ovvero se il giudice non emette l’ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta [15].

Misure cautelari: chi le dispone?

Le misure cautelari sono disposte dal giudice che, nel momento in cui vengono richieste, è incaricato di occuparsi delle indagini o del processo. La richiesta proviene dal magistrato del pubblico ministero il quale, valutata la necessità o meno di una misura, ne chiede al giudice l’applicazione.

Quest’ultimo deve applicare o meno la misura cautelare domandata sulla base di alcuni criteri individuati dalla legge: sono le cosiddette esigenze cautelari [16]. Nello specifico, il giudice disporrà una misura cautelare se c’è pericolo che il reo:

  • inquini le prove;
  • si dia alla fuga;
  • commetta nuovamente il fatto criminoso.

In presenza di questi requisiti (e dei minimi di pena previsti di volta in volta dalla legge), il giudice potrà accogliere la misura cautelare ed emettere apposita ordinanza.

note

[1] Art. 282-bis cod. proc. pen.

[2] Art. 282-ter cod. proc. pen.

[3] Art. 289 cod. proc. pen.

[4] Art. 281 cod. proc. pen.

[5] Art. 282 cod. proc. pen.

[6] Art. 283 cod. proc. pen.

[7] Art. 284 cod. proc. pen.

[8] Art. 285 cod. proc. pen.

[9] Art. 286 cod. proc. pen.

[10] Art. 288 cod. proc. pen.

[11] Art. 289 cod. proc. pen.

[12] Art. 290 cod. proc. pen.

[13] Art. 316 cod. proc. pen.

[14] Art. 317 cod. proc. pen.

[15] Art. 321 cod. proc. pen.

[16] Art. 274 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com

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