Diritto e Fisco | Editoriale

Tasse: quando si pagano?

28 Giugno 2019 | Autore:
Tasse: quando si pagano?

Iva, Irpef, Ires, Irap, Imu, Tasi e Tari: quando pagare i tributi, come evitare le sanzioni col ravvedimento operoso.

Un momento non troppo allegro nella vita di ogni contribuente è certamente quello del versamento delle tasse. In realtà, visto il grande numero di tributi presenti in Italia, più che di singolo momento si deve parlare di varie scadenze che cadono periodicamente durante l’arco di tutto l’anno.

Acconti Irpef, saldo Irpef, Iva mensile o trimestrale, Imu, Tasi, Tari, Irap… Le imposte sembrano non finire mai, ogni mese c’è qualcosa da versare.

Dunque le tasse quando si pagano? Esiste un calendario fiscale fisso, o varia di anno in anno?

Capire quali sono le scadenze delle imposte, quindi quando pagare le tasse, non è un’operazione semplice, anche perché tra saldi e acconti le operazioni di versamento si complicano ancora di più.

Peraltro, la maggior parte delle imposte deve essere autoliquidata, quindi calcolata e versata dal contribuente, non è lo Stato (o il diverso ente pubblico impositore) a calcolare il dovuto ed a rendere disponibile il bollettino di pagamento.

Cerchiamo allora di dare un quadro il più possibile chiaro su quando si pagano le tasse.

Tasse: quando si paga l’Iva?

Iniziamo dalle scadenze per versare l’Iva, l’imposta sul valore aggiunto, che deve essere pagata da chi produce o scambia beni e servizi sulla base della fatturazione emessa e degli acquisti (salvo alcune eccezioni, come i contribuenti aderenti al regime forfettario). Per sapere quando pagare l’Iva bisogna innanzitutto distinguere tra i contribuenti mensili e trimestrali.

Nel primo caso, quando l’Iva si paga mensilmente, il versamento dell’imposta va fatto entro il 16 del mese successivo a quello della liquidazione.

Se invece l’Iva deve essere pagata trimestralmente  il versamento dell’imposta va fatto entro il 16 del secondo mese successivo a ciascuno dei primi tre trimestri solari ( quindi entro il 16 maggio, il 20 agosto e il 16 novembre).

Per quanto riguarda, invece, l’ultimo versamento, quello relativo all’ultimo trimestre, va effettuato con il conguaglio annuale entro il 16 marzo dell’anno successivo. Per quanto riguarda l’Iva annuale, quella cioè dichiarata ogni anno, deve essere versata entro il 16 marzo, ma è comunque rateizzabile in rate di importo uguale.

In caso di rateizzazione dell’imposta, la prima rata deve essere versata entro il 16 marzo, mentre quelle successive devono essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza (16 aprile, 16 maggio, e così via) e, in ogni caso, l’ultima rata non può essere versata oltre il 16 novembre.

Può essere inoltre dovuto l’acconto Iva, entro il 27 dicembre dell’anno.

I pagamenti vanno effettuati con modello F24 per via telematica: ci si può avvalere dell’aiuto del commercialista o del consulente che ha la tenuta della contabilità.

Va da sé che l’Iva deve essere versata soltanto se sono presenti somme a debito. Può accadere, infatti, che a seguito di acquisti ingenti, ad esempio di materiale o macchinari, per uno o più periodi di imposta l’Iva risulti a credito. In questo caso, quindi, fermo restando l’obbligo della dichiarazione, nessun versamento deve essere effettuato.

Tasse: quando si pagano Irpef, Ires, Irap?

Fino al 2016, la scadenza per il pagamento delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi era fissata al 16 giugno di ciascun anno.

Dal 2017, invece, la Legge di Bilancio [1] ha cambiato il quadro delle scadenze, per cui la data di scadenza del pagamento di Irpef, Ires e Irap (che devono essere dichiarate attraverso il modello Unico, che ha cambiato nome in modello Redditi), almeno per quanto riguarda la prima rata, è diventata il 30 giugno.

Ricordiamo che con la prima rata si versa il saldo dell’anno precedente e il primo acconto sull’imposta dei redditi dell’anno corrente. Per il 2018, dato che il 30 giugno 2018 cadeva di sabato, la scadenza del pagamento è slittata al 2 luglio 2018.

La prima rata può essere posticipata di 30 giorni con la maggiorazione dello 0,4%.

Il primo acconto Irpef può essere ulteriormente suddiviso, mentre il secondo o unico acconto deve essere pagato entro il 30 novembre.

Scadenze 2019

Per il 2019, le scadenze Irpef, Ires e Irap sono state modificate, e sono state introdotte delle proroghe per i contribuenti tenuti a presentare gli Isa, le cosiddette pagelle fiscali che sostituiscono gli studi di settore. Proviamo a fare il punto della situazione, considerando che il quadro non è, al momento, ancora definitivo:

  • il 30 giugno 2019, cadendo di domenica, è automaticamente slittato al 1° luglio;
  • è stata poi annunciata dal Mef una proroga (ad oggi non ancora ufficializzata: si attende l’apposito Dpcm) al 22 luglio 2019;
  • in seguito, è intervenuto un emendamento al decreto Crescita, appena convertito in legge, che prevede una proroga al 30 settembre 2019: questa proroga riguarda le imprese e i professionisti, compresi i contribuenti forfettari e minimi, nonostante non applichino gli Isa, le nuove pagelle del Fisco.

Quando si paga, invece, il secondo o unico acconto? La scadenza in questo caso non cambia, per cui resta fissa la data del 30 novembre.

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi?

La scadenza per la presentazione del modello Redditi, nel 2019, è il 2 dicembre; l’ultimo giorno utile per la presentazione del 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate, direttamente tramite l’applicazione web, è invece il 23 luglio. Per il modello 770, la dichiarazione dei sostituti d’imposta, c’è tempo sino al 31 ottobre 2019.

Tasse: quando si pagano Imu, Tasi e Tari?

Passiamo ora ad analizzare le scadenze dei versamenti dei tributi locali, in particolare di Imu, Tasi e Tari. Questi tre tributi compongono la Iuc [2], l’imposta unica comunale, ma devono essere versati singolarmente.

L’Imu, in particolare, è l’imposta municipale unica, dovuta sulla generalità degli immobili, ad esclusione delle prime case non di lusso. è calcolata sulla base della rendita catastale, moltiplicata per appositi coefficienti (per saperne di più: Calcolo Imu e Tasi).

Il versamento dell’Imu può essere effettuato in una unica soluzione, dal 1° maggio ed entro il 16 giugno, oppure in due rate, la prima in acconto fra il 1° maggio e il 16 giugno, la seconda a saldo, fra il 1° e il 16 dicembre. Per il 2019 la scadenza dell’acconto è slittata il 17 giugno.

I Comuni non inviano bollettini o modelli precompilati, per cui tocca al contribuente (o al professionista incaricato) compilare l’apposito modello F24.
Passiamo quindi alla Tasi, che è la cosiddetta tassa sui servizi indivisibili, vale a dire tutti quei servizi che il Comune offre alla comunità (strade e viabilità, illuminazione pubblica, ecc.).

La Tasi è dovuta da chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, un fabbricato o un’area edificabile, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli e dell’abitazione principale. Si calcola applicando l’aliquota stabilita dal comune in cui è ubicato l’immobile (differente a seconda della tipologia d’immobile) sulla base imponibile Tasi, che è la stessa base imponibile Imu.

Ma quando si paga la Tasi? Le scadenze del versamento della Tasi variano a seconda che si decida di pagare la tassa in una rata o in due rate.

Per chi paga la Tasi in un’unica soluzione la scadenza per il pagamento è fissata al 16 giugno, e con tale versamento si salda la somma totale a debito. Invece, per chi paga la Tasi in due rate, le scadenze previste sono quelle per l’acconto, da versare entro il 16 giugno e quella per il saldo, fissata al 16 dicembre.

Resta infine la Tari, la tassa sui rifiuti. Questo tributo è dovuto anche (e soprattutto) sull’abitazione principale, e può essere ridotto in alcuni casi (ad esempio per le case non abitate), sulla base delle previsioni della legge e del regolamento comunale.

Vuoi sapere quando si paga la Tari? Purtroppo, per quanto riguarda le tempistiche di pagamento, non ci sono indicazioni univoche a livello nazionale.

La scadenza della Tari, infatti, varia da Comune a Comune, secondo le delibere adottate.

In molti casi, il versamento della Tari è ripartito in tre rate, con un primo acconto da pagare entro di solito la fine di aprile, il secondo acconto entro la fine di luglio e infine il saldo entro la fine dell’anno. Per non incorrere in sanzioni per ritardi nei pagamenti, se non si è ricevuta un’apposita comunicazione con le date di scadenza, è bene verificare presso il proprio Comune per sapere con esattezza quando si paga la Tari.

Tasse pagate in ritardo: ravvedimento operoso

Se alcune imposte, come ad esempio l’Imu e la Tasi, sono pagate dopo il termine di versamento previsto dalla legge, il contribuente deve calcolare le sanzioni sull’imposta dovuta, ed applicare gli interessi legali. Le sanzioni non sono previste in misura fissa, ma in misura percentuale, che aumenta assieme ai giorni di ritardo.

Le sanzioni sono però ridotte, grazie allo strumento del ravvedimento operoso. Per approfondire: Come funziona il ravvedimento operoso per il pagamento delle tasse in ritardo?

Le imposte e le tasse a carico dei contribuenti vanno pagate entro termini ben precisi, stabiliti dallo Stato e in alcuni casi anche dai Comuni. Occorre però fare attenzione, perché ogni tributo ha scadenze diverse per il versamento.

note

[1] Legge n. 205 del 27.12.2017.
[2] Legge n. 147 del 27.12.2013.


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