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Lo sai che? Sono casalinga: mi spetta la maternità?

Lo sai che? Pubblicato il 1 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 maggio 2018

L’assegno di maternità aiuta le famiglie a coprire le spese per i nuovi nati, anche se la neomamma non lavora o è casalinga.

La maternità è sicuramente un momento importante nella vita di una donna, sia che la futura mamma sia una lavoratrice che nelle ipotesi in cui abbia scelto di restare a casa a dedicarsi alla cura della famiglia e della casa stessa. Il nostro ordinamento, nel tutelare la maternità e la famiglia, prevede anche delle tutele di tipo economico sotto forma di agevolazioni per le future mamme, incentivando in questo modo la maternità stessa. Numerose peraltro sono state le discussioni in relazione al calo delle nascite nel nostro paese e alle difficoltà oggettive, per le famiglie e per i genitori single (così come per i vedovi, separati e divorziati), di scegliere di creare – o allargare – una famiglia mettendo al mondo un figlio. In una situazione socio-economica come quella attuale, infatti, crescere e allevare un bambino è un costo notevole, che molte persone non sono in grado di sostenere dal punto di vista economico, data la crisi del mondo del lavoro e le difficoltà finanziarie che ne derivano. Ecco perchè è importante sapere quanti e quali sostegni vengono forniti dal nostro sistema per contribuire, almeno parzialmente e per un certo periodo di tempo, al sostenimento delle spese necessarie per il mantenimento di un nuovo nato. Tra queste misure economiche rientra di sicuro anche l’assegno di maternità, che viene riconosciuto in presenza di determinati requisiti. Tra le domande più frequenti che riguardano questo argomento, tuttavia, una è sicuramente ricorrente, e riguarda le donne che – per scelta personale, professionale, perchè obbligate dal mercato del lavoro o perchè in quel momento in cerca di occupazione – rimangono a casa durante la maternità: se sono casalinga, mi spetta la maternità?

Assegno di maternità: cos’è

L’assegno di maternità, inteso in senso generale, è un sussidio economico che viene corrisposto alle neo mamme, con la funzione di agevolare dal punto di vista finanziario le spese necessarie per il mantenimento di un bimbo o di una bimba, contribuendo un po’ a coprire i costi che ogni bimbo porta con sé. Bisogna però tenere presente che esistono più tipi di assegni di maternità, dato che può esser corrisposto dal comune o dall’Inps (istituto nazionale per la previdenza sociale). L’ente erogatore dell’assegno non è irrilevante nel capire se l’assegno di maternità spetta anche alle casalinghe, in quanto soltanto una delle due tipologie viene riconosciuta anche a loro. Ad ogni modo, dal punto di vista del risultato, possiamo già confermare che anche alle mamme casalinghe – così come alle neomamme disoccupate – spetta l’assegno di maternità. Vediamo però anzitutto quali sono i tipi di assegno di maternità 2018 e a chi spettano.

Assegno di maternità: a chi spetta

L’assegno di maternità 2018 spetta a tutte le donne che siano divenute mamme, anche adottive. Esistono però due tipi di assegni di maternità: l’assegno di maternità erogato dall’Inps e l’assegno di maternità erogato dal comune di residenza della neomamma. L’assegno di maternità erogato dall’Inps riguarda le mamme lavoratrici (in possesso di determinati requisiti), e quindi non può essere richiesto dalle mamme casalinghe. Questo però, come abbiamo anticipato, non significa che queste ultime non abbiano diritto all’ assegno di maternità. Per le mamme casalinghe, infatti, è possibile fare richiesta dell’assegno di maternità nel proprio comune di residenza. Come funziona quindi in concreto l’assegno di maternità per le mamme casalinghe?

Assegno di maternità per le mamme casalinghe

L’assegno di maternità per le mamme casalinghe è una prestazione economica che viene erogata dal comune di residenza alle neomamme casalinghe o disoccupate, o che non possano far valere almeno tre mesi di contributi negli ultimi diciotto mesi. Col il termine mamme e neomamme si intendendono non soltanto le donne che hanno partorito, ma anche quelle che hanno adottato o anche ricevuto in affidamento preadottivo un bimbo o una bimba. Per poter presentare la domanda, occorre però essere in possesso di determinati requisiti:

  • residenza nel comune presso il quale si effettua la domanda di assegno maternità 2018;
  • reddito isee complessivo che non superi le soglie fissate annualmente dallo stato in relazione alle variazioni Istat (per l’anno 2018, il limite è di 17.141,45 euro);
  • non avere copertura previdenziale, o in caso contrario che non superi comunque determinati importi, anch’essi fissati annualmente;
  • non essere beneficiarie di altro assegno di maternità Inps.

Assegno di maternità per le mamme casalinghe: domanda e importo

La richiesta per l’assegno di maternità può essere presentata, oltre che dalle cittadine italiane, anche dalle mamme straniere extracomunitarie, che abbiano la carta di soggiorno o godano dello status di rifugiato politico, e che siano in regola al momento della presentazione della richiesta dell’assegno o comunque entro sei mesi dalla data del parto. La domanda per poter accedere all’assegno di maternità va presentata al proprio comune di residenza.

L’importo dell’assegno di maternità casalighe e disoccupate per l’anno 2018 è di euro 342,62 per massimo cinque mensilità, per un ammontare totale di euro 1.713,10.

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Autore immagine: Pixabay.


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