Diritto e Fisco | Editoriale

Chi controlla il fisco?

15 Aprile 2018


Chi controlla il fisco?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Aprile 2018



L’Agenzia delle Entrate, del Demanio e delle Dogane e dei Monopoli sono controllate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). La magistratura esercita solo un controllo degli atti e dei comportamenti del fisco e non dei soggetti.

Quando si parla di fisco – inutile dirlo – si pensa quasi sempre all’Agenzia delle Entrate. Eppure il concetto di fisco è molto più ampio e si estende anche all’Agenzia delle dogane e dei monopoli e all’Agenzia del demanio. Non ci sono poi soltanto le imposte centrali (o erariali), ma anche a quelle locali che sono gestite da Regioni (ad esempio il bollo auto) e Comuni (ad esempio l’Imu, la Tasi, la Tari). Tutti questi soggetti concorrono a controllare l’accertamento delle imposte; invece la riscossione delle imposte viene affidata, a livello centrale, all’Agenzia Entrate Riscossione e, a livello locale, ai singoli Agenti della Riscossione che possono essere anche società private. Ma, come diceva Giovenale, «Chi controlla i controllori» ossia chi controlla il fisco? Qual è l’autorità che presiede su tutto questo enorme apparato e accerta che non vengano commessi illeciti o irregolarità?

Il fisco è una delle tante amministrazioni dello Stato. Si può quindi dire che, al contrario della magistratura, non è un organo imparziale ma persegue un interesse ben preciso (per quanto coincidente con quello collettivo): il pagamento delle imposte da parte di tutti i contribuenti secondo le rispettive capacità contributive.

Il fisco è quindi una diramazione della pubblica amministrazione che fa capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze così come la scuola pubblica fa capo al Ministero dell’Istruzione, l’esercito risponde al ministero della difesa, l’organizzazione dei tribunali rientra nelle competenze del ministero della giustizia, ecc.

Anche l’Agenzia delle Entrate, quindi, risponde al Ministero dell’Economia e delle Finanze. In verità il direttore dell’Agenzia delle Entrate viene nominato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Economia. Egli dirige l’Agenzia, ne è responsabile e svolge tutti i compiti non espressamente assegnati ad altri organi.

Le tre amministrazioni finanziarie

Quando si parla di fisco si sente spesso la parola Amministrazione finanziaria. È questo un termine onnicomprensivo per includere:

  • l’Agenzia delle Entrate
  • l’Agenzia del Demanio
  • l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Questi tre soggetti svolgono funzioni tecnico-operative al servizio del Ministero al fine di fornire informazioni e assistenza ai contribuenti. Godono di piena autonomia sia in materia di bilancio che in materia di organizzazione della propria struttura. Il loro rapporto con il MEF (Ministero Economia e Finanze) è stabilito in apposite convenzioni che ne regolano le modalità d’intervento (servizi, obiettivi e risorse).

L’agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate è un ente pubblico economico disciplinato da una legge del 1999 [1], ed ha competenza per la gestione, sotto ogni aspetto, dei maggiori tributi quali le imposte sui redditi (Irpef, Ires), l’Iva, l’Irap, le imposte sostitutive e le imposte d’atto.

Essa è strutturata in varie Direzioni provinciali che, sulla base delle direttive impartite dagli organi superiori (in sostanza le Dre e le varie Direzioni Centrali), ne curano le funzioni operative (trattasi di diramazioni territoriali che hanno sostituito i “vecchi” uffici locali).

Con il provvedimento 24.12.2008, sono state definite le attribuzioni nonché l’articolazione interna delle Direzioni provinciali, sancendo che:

  • le Direzioni provinciali sono strutture dirigenziali articolate al loro interno in uno o più uffici territoriali e un ufficio controlli;
  • gli uffici territoriali curano l’assistenza e l’informazione ai contribuenti, i rimborsi, gli accertamenti parziali in base a segnalazioni centralizzate, il controllo formale delle dichiarazioni e gli accertamenti sulle imposte indirette;
  • l’ufficio controlli cura tutte le attività di controllo, escluse quelle attribuite agli uffici territoriali, e il contenzioso relativo agli atti prodotti dalla direzione provinciale.

Funzioni dell’Agenzia delle Entrate

  • amministra e accerta il pagamento di Irpef, Irap, Ires, l’Iva, imposta di registro, di bollo e altre imposte erariali
  • fornisce supporto alle attività del Ministero e coadiuvare le attività delle altre Agenzie fiscali;
  • contrasta l’evasione fiscale;
  • difende il fisco in processo;
  • coordinare i servizi in materia ipotecaria e catastale con particolare riferimento all’interscambio e alla disponibilità di dati catastali aggiornati in collegamento con le anagrafi territoriali costituite presso gli enti locali, il sistema di pubblicità immobiliare.

L’Agenzia del Territorio 

A decorrere dall’1.12.2012, l’Agenzia del Territorio è stata incorporata nell’Agenzia delle Entrate. Le funzioni inizialmente attribuite agli uffici del territorio «continuano ad essere esercitate, con le inerenti risorse umane, finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione, neppure giudiziale», dall’Agenzia delle Entrate.

La magistratura tributaria

Gli atti del fisco sono soggetti a controllo, su ricorso dei contribuenti, da parte dei giudici tributari (le Commissioni Tributarie Provinciali in primo grado; le Commissioni Tributarie Regionali in secondo grado; la Cassazione sezione tributaria in ultimo grado). Non si tratta quindi di un controllo sui soggetti ma sui loro atti. Non si può quindi dire che la magistratura controlla il fisco, ma esegue solo una verifica di legittimità di tutte le richieste di pagamento o le azioni esecutive intentate contro chi vi si rivolge.

Il processo tributario segue in gran parte le regole del processo civile, con alcune importanti differenze, la più importante delle quali è l’esclusione della prova testimoniale.

Il Garante del contribuente

Bisogna concludere con un accenno alla particolare figura del garante del contribuente. Il Garante del contribuente è un organo monocratico disciplinato da una legge del 2000 [2], a cui i contribuenti possono rivolgersi quando rinvengono scorrettezze da parte sia degli organi verificatori (esempio, Guardia di Finanza) sia degli enti impositori. Esso è istituito presso ogni Direzione regionale delle Entrate e Direzione delle Entrate delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Il Garante non ha alcun potere di coercizione nei confronti degli enti impositori, a cui spetta un mero potere di sollecito e/o di segnalazione di attività e condotte scorrette e/o illecite alle autorità di competenza.

Questo significa che se il contribuente vuol segnalare un atto o un comportamento illegittimo dell’Agenzia delle Entrate e, invece di rivolgersi al giudice, preferisce effettuare una segnalazione al Garante del Contribuente quest’ultimo, pur condividendo la tesi del cittadino, non potrebbe mai annullare un atto, cancellare un pignoramento, imporre un rimborso, ecc. ma può solo “consigliare” all’Agenzia di comportarsi in un determinato modo. Di certo, l’opinione del Garante è qualificata e suscettibile di influenzare anche il giudice nell’ipotesi in cui si decidesse di ricorrere in giudizio.

Il Garante del contribuente, anche sulla base di segnalazioni inoltrate per iscritto dal contribuente o da qualsiasi altro soggetto che lamenti disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi anomale o qualsiasi altra condotta tale da incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e Amministrazione finanziaria:

  • rivolge richieste di chiarimenti o di esibizione di documenti agli Uffici competenti, che rispondono entro trenta giorni;
  • attiva le procedure di autotutela nei confronti di atti amministrativi di accertamento e di riscossione che sono stati notificati al contribuente.

Il Garante accedere presso gli uffici finanziari e formulare raccomandazioni ai loro dirigenti ai fini della tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei servizi.

Infine, ha il potere di segnalare alle autorità amministrative competenti condotte che pregiudicano in particolar modo i diritti dei contribuenti, al fine delle azioni disciplinari.

L’Agenzia del Demanio

Si occupa della gestione, razionalizzazione e valorizzazione degli immobili di proprietà dello Stato italiano; amministra i beni confiscati alla criminalità organizzata. Funzioni dell’Agenzia del demanio

  • tutela l’integrità e la corretta utilizzazione dei beni immobiliari pubblici;
  • garantisce redditività e interventi diretti alla loro valorizzazione;
  • coordina le opere di manutenzione su tutti gli immobili in uso alle Amministrazioni dello Stato.

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Esercita attività di controllo, accertamento e verifica sulla circolazione delle merci ed è responsabile per la riscossione di Iva e dazi generati dagli scambi internazionali. È garante della legalità e della sicurezza in materia di gioco e svolge le funzioni di controllo sulla produzione e la vendita dei tabacchi per assicurare il regolare afflusso delle imposte.

Funzioni dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli

  • gestisce i servizi doganali;
  • contrasta l’evasione tributaria e gli illeciti extratributari;
  • regola il comparto del gioco pubblico;
  • contrasta fenomeni illegali legati al gioco;
  • riscuote le accise relative al comparto tabacchi.

note

[1] DLgs. 30.7.99 n. 300.

[2] Art. 13 della L. 212/2000


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI