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Lo sai che? Contributi per assistenza anziani non autosufficienti

Lo sai che? Pubblicato il 14 aprile 2018

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Quali sono le agevolazioni esistenti per chi assiste un familiare anziano, non autosufficiente o disabile?

Assisti un familiare anziano e vuoi sapere se ci sono dei contributi o delle agevolazioni che fanno al caso tuo? Purtroppo, i benefici previsti dal testo unico sul caregiver familiare (per caregiver si intende colui che si prende cura di una persona anziana, invalida o disabile), tra i quali rientrano un contributo annuo di 1900 euro e importanti agevolazioni previste per l’assistenza di over 80, non sono ancora operativi: il testo unico, difatti, allo stato attuale è soltanto una proposta di legge, e non si sa ancora se e quando entrerà in vigore.

Tuttavia, ad oggi sono già operative diverse misure agevolative per chi assiste un genitore non autosufficiente o disabile. Vediamo dunque quali sono i contributi per assistenza anziani non autosufficienti o disabili, dopo aver capito quali sono i presupposti perché l’anziano sia considerato non autosufficiente, invalido o con disabilità (portatore di handicap).

Requisiti non autosufficienza, invalidità e handicap

Invalidità, disabilità e non autosufficienza sono tre condizioni che non vanno confuse:

  • l’invalidità è intesa come la riduzione della capacità lavorativa, se l’interessato ha tra i 18 e 65 anni; se l’interessato è minorenne o anziano, il riconoscimento dell’invalidità è parametrato sulle funzioni e compiti propri dell’età;
  • il riconoscimento dell’handicap spetta invece a chi ha una disabilità mentale, motoria o sensoriale tale da impedire o limitare notevolmente l’integrazione sociale, lavorativa, personale e familiare;
  • la non autosufficienza, infine, consiste nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o di compiere gli atti quotidiani della vita.

Per il riconoscimento di tutte e tre le condizioni, in ogni caso, la procedura per presentare la domanda è unica.

Assegno di accompagnamento

Se l’anziano non assistito è non autosufficiente, ha diritto all’indennità di accompagnamento, o accompagno. Per quanto riguarda il requisito della non autosufficienza, in generale questo è riconosciuto quando l’interessato ha un’invalidità pari al 100% e persistenti difficoltà nello svolgere le attività quotidiane della vita, o a camminare senza l’aiuto di un accompagnatore. Se l’anziano assistito ha scarsa capacità di svolgere compiti e funzioni quotidiane senza assistenza, è dunque consigliabile inviare all’Inps, dopo aver fatto predisporre dal medico curante apposita certificazione, la domanda di riconoscimento dell’invalidità, utile anche per ottenere l’assegno di accompagnamento. È possibile, con la stessa procedura, richiedere anche la certificazione di handicap: numerosi vantaggi sono collegati, dalla Legge 104, al possesso di handicap in situazione di gravità.

Nel caso in cui, a seguito degli accertamenti sanitari, sia riconosciuto all’anziano assistito il possesso del 100% d’invalidità, assieme alle persistenti difficoltà nello svolgere gli atti quotidiani della vita o nel deambulare, potrà ottenere l’assegno di accompagnamento, che ammonta a 516,35 euro al mese, non è tassato e non è soggetto a limiti di reddito.

Contributi Inps da mille euro al mese

Un’altra tra le agevolazioni più significative per assistenza anziani non autosufficienti, in termini economici, è senza dubbio il programma Inps Home Care Premium, al quale si può aderire sino al 31 dicembre 2018: questo progetto si rivolge però ai soli dipendenti e ai pensionati pubblici, ai i loro coniugi, parenti o affini di primo grado non autosufficienti. Pertanto, potrebbe essere utile nel caso in cui chi presta assistenza sia o sia stato dipendente pubblico, o in cui l’assistito sia dipendente o pensionato pubblico.

Il progetto Home Care Premium, nel dettaglio, prevede due tipologie di prestazioni da parte dell’Inps, con il coinvolgimento di enti pubblici e ambiti territoriali sociali:

  • un contributo economico mensile, sino a un massimo di 1.050 euro, denominato prestazione prevalente, da utilizzare per rimborsare le spese sostenute per l’assunzione di un assistente familiare;
  • un servizio di assistenza alla persona, la cosiddetta prestazione integrativa (servizi personali domiciliari, prestazioni di sollievo, protesi, ausili, apparecchi…), erogata attraverso la collaborazione degli ambiti territoriali sociali (Ats), oppure da enti pubblici convenzionati che abbiano competenza a rendere i servizi di assistenza alla persona.

È possibile, se si possiedono i requisiti, inviare la domanda tramite il sito dell’Inps o tramite patronato; se si vuole presentare domanda dal portale Inps, bisogna accedere alla sezione Servizi, e successivamente alla prestazione Gestione dipendenti pubblici: domanda Assistenza Domiciliare (Progetto Home Care Premium).

Detrazione delle spese di assistenza

Per il familiare che assiste un anziano non autosufficiente è anche possibile fruire di una detrazione fiscale per le spese di assistenza. Si possono cioè detrarre i costi sostenuti per l’assistenza dalle imposte (sia da parte dell’interessato, che dei familiari che lo hanno a carico), sino a 2.100 euro l’anno, se il reddito non supera 40mila euro. La detrazione è pari al 19% dei costi e deve essere indicata nel modello 730 o Redditi.

Ai fini dell’agevolazione fiscale può essere considerata non autosufficiente anche una persona che necessita di sorveglianza continuativa; lo stato di non autosufficienza, per ottenere il beneficio fiscale, deve risultare da un’apposita certificazione medica, ma non è necessario effettuare l’iter per il riconoscimento dell’invalidità.

Deduzione dei contributi di colf e badanti

Si possono inoltre dedurre dai redditi i contributi versati per la badante o per la colf (nel caso in cui si fruisca di un aiuto domestico), a prescindere dai requisiti della persona assistita, sino a un massimo di 1549,37 euro annui.

Deduzione spese mediche e di assistenza specifica

Ad ogni modo, nel caso in cui l’anziano assistito sia dichiarato invalido al 100% o portatore di handicap (anche non grave), è possibile dedurre dal suo reddito, o dal reddito di chi lo assiste, le spese mediche e di assistenza specifica sostenute per suo conto, anche se l’anziano non risulta fiscalmente a carico di chi lo assiste.

Le spese di assistenza specifica che possono essere dedotte dal reddito sono:

  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa resa da personale paramedico in possesso di una qualifica professionale specialistica;
  • le prestazioni rese dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, se dedicato esclusivamente all’assistenza diretta della persona;
  • le prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, dal personale con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Detrazione spese mediche

I disabili portatori di handicap, o i familiari che li hanno a carico, beneficiano anche di una detrazione del 19% dall’Irpef che riguarda:

  • le spese mediche specialistiche sostenute per il disabile;
  • l’acquisto di mezzi d’ausilio alla deambulazione;
  • l’acquisto di poltrone per inabili e minorati, di apparecchi correttivi e di ulteriori ausili specifici.

Agevolazioni Legge 104

Altre agevolazioni che possono spettare per l’assistenza anziani sono collegate al possesso di handicap grave e sono relative all’acquisto di veicoli, all’abbattimento di barriere architettoniche, alla possibilità di ottenere protesi e ausili, sussidi tecnici e informatici ed un trattamento di vantaggio per l’imposta sulle successioni e le donazioni a favore del disabile.

Per approfondire: Legge 104, guida alle agevolazioni.


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