Diritto e Fisco | Editoriale

Cos’è l’appalto e il subappalto


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 maggio 2018



Chi è l’appaltatore? Chi è il committente? Cosa fa il subappaltatore? Quali diritti e quali obblighi nascono dal contratto di appalto? Qual è il rapporto tra appalto e subappalto?

L’appalto è tra i contratti più noti. Tutti, al momento di costruire una casa, un ufficio o anche solo un piccolo immobile, hanno dovuto incaricare una ditta per la realizzazione dei lavori. Con questo contributo cercheremo di dare qualche notizia in più in merito a questo tipo di contratto, cercando di comprendere meglio cos’è l’appalto e cos’è il subappalto.

Contratto di appalto: cos’è?

L’appalto è un contratto con il quale una parte (definita committente) incarica un’altra (appaltatore, appunto) di realizzare un’opera o un servizio, dietro il pagamento di un prezzo pattuito [1].

L’opera (una casa, un muro, un palazzo, una piscina, ecc.) che dovrà compiere l’appaltatore sarà realizzata a suo rischio e con mezzi propri. Cosa significa? Vuol dire che l’appaltatore si sobbarca per intero il lavoro, provvedendo ad organizzare sia i mezzi personali e materiali utili alla realizzazione, oltre al rischio di non riuscire nell’esecuzione.

Il committente, quindi, si limiterà ad ordinare il risultato che l’appaltatore dovrà raggiungere con il suo lavoro, potendo al più contribuire a fornire il materiale utile alla realizzazione (legno, cemento, ferro, marmo, ecc.).

Secondo al legge, la materia necessaria a compiere l’opera è fornita dall’appaltatore, salvo patto contrario [2]. In quest’ultimo caso, l’appaltatore risponde dei difetti dell’opera se accetta il materiale senza riserva, sebbene esso presenti vizi o difformità riconoscibili [3].

In altre parole, l’appaltatore che riceva la materia dal committente è onerato dal denunciargli prontamente gli eventuali vizi che, in quanto tecnico, è tenuto a rilevare. Se non lo fa, i futuri difetti dell’opera saranno imputabili all’appaltatore, sebbene la materia non sia stata da lui scelta.

Se la materia è dell’appaltatore, invece, nessun dubbio che i futuri difetti siano sempre a lui imputabili.

Appaltatore: chi è?

L’appaltatore, dovendo realizzare a proprio rischio e pericolo l’opera, oltre ad essere munito dei necessari mezzi per l’esecuzione (camion, escavatori, lavoratori dipendenti, ecc.), deve normalmente essere un imprenditore. Non si tratta di un elemento essenziale di un contratto; tuttavia, quasi sempre l’appaltatore è un imprenditore commerciale. Non è nemmeno necessario che si tratti di una società, potendo l’appaltatore essere titolare di un’impresa individuale.

L’appalto può essere anche di servizi; in questo caso, l’appaltatore non si impegna a compiere un’opera ma a prestare un servizio: si pensi, ad esempio, alla fornitura si servizi telematici o all’attività di manutenzione di impianti industriali.

L’appaltatore esegue l’opera secondo le indicazioni fornitegli dal committente. Poiché molto spesso questi non ha le competenze tecniche per poter indirizzare l’appaltatore, il committente può avvalersi di un direttore dei lavori che lo rappresenti e controlli lo stato dei lavori.

Appaltatore: obblighi e diritti

Dal contratto di appalto derivano obblighi e diritti in capo ad entrambe le parti. Vediamo i principali obblighi e diritti dell’appaltatore.

Obblighi

  • L’appaltatore deve eseguire l’opera o il servizio conformemente a quanto pattuito, secondo le regole dell’arte e la diligenza professionale;
  • l’appaltatore è tenuto a raggiungere il risultato promesso al committente. In altre parole, la sua è un’obbligazione di risultato, nel senso che egli avrà terminato l’impegno assunto solamente quando l’opera o il servizio saranno completamente realizzati. Ad esempio, se il committente ordina all’appaltatore la costruzione di una casa, solamente la realizzazione della stessa libererà l’appaltatore dal suo obbligo contrattuale;
  • l’appaltatore ha il dovere di garantire che l’opera o il servizio eseguiti siano esenti da vizi.

Diritti

  • Il principale diritto dell’appaltatore è quello di vedersi corrisposto il prezzo del proprio lavoro al termine dell’opera o del servizio;
  • l’appaltatore ha diritto ad un maggior compenso nel caso di variazioni ordinate dal committente.

Committente: obblighi e diritti

Specularmente, anche il committente è titolare di obblighi e diritti nascenti dal contratto di appalto. Vediamo i principali.

Obblighi

Il principale obbligo del committente è quello di pagare l’appaltatore a lavoro compiuto.

Diritti

  • Il committente ha diritto a veder realizzata l’opera o il servizio così come pattuito nel contratto di appalto;
  • il committente ha diritto ad apportare variazioni al progetto concordato inizialmente, purché dette variazioni non stravolgano completamente il lavoro o il servizio inizialmente commissionato [4];
  • il committente può recedere in qualsiasi momento dal contratto di appalto. Tuttavia, se lo fa, deve tenere indenne l’appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno [5].

Subappalto: cos’è?

Abbiamo spiegato cos’è l’appalto, cosa fa l’appaltatore, quali sono i diritti e gli obblighi delle parti. Il codice civile prevede, però, un’ulteriore forma di contratto, definita subappalto.

Cos’è il subappalto? Il subappalto è un contratto mediante il quale l’appaltatore, incaricato di realizzare un’opera o un servizio dal committente, affida a sua volta ad un altro soggetto il compimento degli stessi lavori. In sostanza, è una specie di delega all’esecuzione dei lavori ordinati dal committente.

Schematicamente, possiamo dire che il subappalto prevede tra figure: il committente; l’appaltatore incaricato dal committente mediante contratto di appalto; il subappaltatore, incaricato dall’appaltatore. L’oggetto del subappalto è lo stesso del contratto di appalto: l’esecuzione dell’opera o del servizio del committente.

Il codice civile dice che, di regola, il subappalto è vietato, a meno che il committente non abbia prestato il proprio consenso. In altre parole, l’appaltatore non può delegare i lavori a un altro imprenditore se non è autorizzato dal committente.

Facciamo un esempio. Tizio incarica l’impresa unipersonale Caio di costruirgli l’abitazione dove, una volta sposato, andrà a vivere. L’impresa Caio, alle prese con altri lavori e impossibilitato alla realizzazione dell’edificio, incarica a sua volta la ditta Sempronio. Nell’ipotesi fatta, dunque, si avrà la seguente situazione:

  • Tizio: committente;
  • Caio: appaltatore;
  • Sempronio: subappaltatore.

Appalto e subappalto: quali rapporti?

Abbiamo detto che il subappalto è ammesso soltanto dietro autorizzazione del committente. Secondo la dottrina prevalente, la mancanza di tale consenso determina addirittura la nullità del subappalto.

L’autorizzazione preventiva del committente può essere anche generica e non riferita ad uno specifico soggetto [6]. Ad esempio, Tizio stipula un contratto di appalto con Caio, concedendogli genericamente di poter dare in subappalto l’opera. In questo modo, Caio sarà libero di stipulare un subappalto con chiunque voglia, sia esso Sempronio o Mevio.

Appalto e subappalto, in ogni caso, restano due contratti distinti. Questo significa che il committente non potrà agire nei confronti del subappaltatore, ma solamente nei confronti dell’appaltatore. Esempio: Tizio affida i lavori a Caio; Caio li subappalta a Sempronio. Se Sempronio non realizzerà l’opera o il servizio, Tizio non potrà agire contro di lui ma solamente contro Caio, con il quale ha stipulato il contratto di appalto. A sua volta, Caio potrà agire nei confronti di Sempronio in ragione del contratto di subappalto.

note

[1] Art. 1655 cod. civ.

[2] Art. 1658 cod. civ.

[3] Cass., sent. n. 10580/1994.

[4] Art. 1661 cod. civ.

[5] Art. 1671 cod. civ.

[6] Cass., sent. n. 7649/1994.

Autore immagine: Pixabay.com

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