Diritto e Fisco | Editoriale

Assegno di ricollocazione: come funziona?

17 Aprile 2018 | Autore:
Assegno di ricollocazione: come funziona?

Cos’è l’assegno di ricollocazione? A chi è destinato? A cosa serve? A chi viene pagato e a quanto ammonta? Ecco delle brevi linee guida per orientarsi al meglio

Percepisci l’indennità di disoccupazione NASpI (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) da almeno quattro mesi e vorresti subito tornare a lavorare senza attendere di terminare il periodo di disoccupazione? Forse avrai sentito parlare di uno strumento che aiuta persone come a te ad inserirti più facilmente nel mondo del lavoro. Non ti sei sbagliato. È tutto vero. Una norma contenuta nel Jobs Act [1] ha introdotto l’assegno di ricollocazione che consiste in un importo da utilizzare presso gli operatori del mercato del lavoro per servizi di assistenza e sostegno alla ricerca di lavoro.

Il riconoscimento della dote economica, che come vedremo in seguito coinvolge una pluralità di soggetti, varia in funzione del profilo di occupabilità del disoccupato: più è difficilmente collocabile e più alto sarà l’assegno riconosciuto. L’assegno può variare da un minimo di 250 euro a un massimo di 5.000 euro.

In vista dell’effettiva entrata a regime, vediamo nel dettaglio come funzione l’assegno di ricollocazione, chi può richiederlo, quali sono i soggetti coinvolti nell’iter di riconoscimento e a quanto ammonta l’assegno.

Assegno di ricollocazione: che cos’è?

Come detto pocanzi, si tratta di uno strumento che aiuta alle persone disoccupate a migliorare le possibilità di trovare la propria ricollocazione nel mondo del lavoro. In sostanza, viene attribuita una dote finanziaria affinché il disoccupato possa trovare più agevolmente lavoro. La richiesta può essere effettuata in due maniere:

  1. presso il Cpi (Centro per l’impiego) in cui è stato sottoscritto il patto di servizio in occasione della presentazione della domanda di NASpI;
  2. ovvero in modalità telematica sul sito dell’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro).

La domanda dà il via a un programma della durata di sei mesi, prorogabile in alcuni casi di ulteriori sei mesi, che prevede:

  • innanzitutto, l’affiancamento di un tutor al soggetto destinatario dell’assegno;
  • successivamente si attiva un programma di ricerca intensiva della nuova occupazione e la relativa area, con eventuale percorso di riqualificazione professionale mirata a sbocchi occupazionali esistenti nell’area stessa;
  • l’attivazione da parte del titolare dell’assegno di ricollocazione di collaborare per la rice3rca del lavoro;
  • e infine, in caso di rifiuto di svolgere una delle attività proposte, l’obbligo per il soggetto erogatore di comunicarlo al Centro per l’impiego.

Assegno di ricollocazione: chi può farne richiesta?

Possono partecipare all’assegno di ricollocazione soltanto chi ha chiesto la NASpI e la percepisce da almeno quattro mesi. Decorso tale periodo minimo l’interessato potrà rivolgersi ai centri per l’impiego o presso i soggetti privati accreditati per ricevere il servizio di assistenza.

Non bisogna dimenticare che per ricevere la NASpI è necessario essere in stato di disoccupazione e avere i requisiti minimi richiesti dalla legge [2].

Assegno di ricollocazione: chi sono i soggetti erogatori?

L’Adr può essere speso presso:

  • i Centri per l’impiego;
  • le Agenzie per il lavoro accreditati ai servizi per il lavoro;
  • la Fondazione consulente del lavoro.

I soggetti erogatori ricevono l’assegno in caso di ricollocazione dell’utente con:

  • contratto a tempo indeterminato (anche apprendistato);
  • contratto a tempo determinato di almeno 6 mesi (da 3 a 6 mesi nelle regioni Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia);
  • part time pari almeno al 50%.

Assegno di ricollocazione: servizi e misure

Il disoccupato che voglia spendere il suo assegno di ricollocazione presso uno dei soggetti appena individuati, riceve un’assistenza intensiva nella ricerca attiva del lavoro. L’assistenza si compone in:

  • assistenza alla persona e tutoraggio: in sostanza la finalità è quella di assistere il disoccupato nella ricerca di un lavoro mediante l’assegnazione di un tutor che segue un programma personalizzato ad hoc;
  • ricerca intensiva di opportunità occupazionali: il disoccupato viene sponsorizzato presso i potenziali datori di lavoro, selezionando i posti vacanti e sostenendolo nelle prime fasi dell’inserimento in azienda.

Assegno di ricollocazione: come avviene la richiesta?

Ma come avviene nel dettaglio la richiesta? Quali sono i primi passi da muovere per chi intendesse avvalersi di tale strumento? Ecco i punti da seguire:

  1. il disoccupato al termine dei quattro mesi di NASpI riceve una comunicazione della possibilità di utilizzare l’AdR e una breve descrizione in cui vengono spiegati i contenuti;
  2. l’interessato non deve fare altro che farne richiesta al Sistema informativo unitario, e scegliere la sede operativa dove fissare il primo appuntamento;
  3. il Sistema informativo unitario informerà il Cpi che ha in carico il disoccupato della sua scelta;
  4. nei 7 giorni successivi, il Cpi verifica la situazione e:
  • in caso di esito positivo, rilascia l’assegno;
  • in caso di esito negativo, nega con provvedimento motivato, l’assegno di ricollocazione.

Assegno di ricollocazione: i possibili importi

L’assegno di ricollocazione ha sostanzialmente due importi possibili:

  • in caso di risultato occupazionale raggiunto: l’importo è determinato da un valore minimo e massimo in base all’esito del profiling e tipologia di contratto;
  • in caso di mancato risultato occupazionale: l’importo è composto solamente da una quota fissa, denominata Fee4Service. L’interessato sarà in partica chiamato a svolgere azioni minimi per essere ricollocato.

Assegno di ricollocazione: a quanto ammonta?

Nel primo dei due casi, ossia a risultato occupazionale raggiunto, si precisa che sono soltanto due le tipologie di contratto ammessi: a tempo indeterminato e a tempo determinato maggiore o uguale a sei mesi.

L’importo, come detto, dipende:

  • dall’indice di profilazione (c.d. profiling) che è costituto da un numero che va da 0 (quando l’interessato è sicuro di rimanere occupato dopo i 12 mesi dall’assunzione) a 1 (quando l’interessato è sicuro di rimanere disoccupato dopo i 12 mesi dall’assunzione);
  • e dal contratto di lavoro stipulato.

Nella seguente tabella si individuano sinteticamente i valori minimi e massimi dell’assegno di ricollocazione riconoscibili in caso di risultato occupazionale.

Tipologia contrattuale

Valore minimo assegno di ricollocazione

Valore massimo assegno di ricollocazione

Contratto a tempo indeterminato1.000,00 euro5.000,00 euro
Contratto a termine superiore o uguale a sei mesi500,00 euro2.500,00 euro
Contratto a termine superiore o uguale a tre mesi e fino a sei mesi250,00 euro1.250,00 euro

Assegno di ricollocazione: come viene riconosciuto?

Asserito che l’assegno di ricollocazione è riconosciuto al momento del risultato occupazionale raggiunto, rimane il dubbio di quando l’importo viene erogato. Nella seguente tabella si individuano le tempistiche di riconoscimento dell’assegno.

Tipologia contrattuale

Termini di riconoscimento dell’assegno di ricollocazione

Contratto a tempo indeterminato50% a sei mesi e restante 50% al raggiungimento dei 12 mesi di durata
Contratto a termine superiore ouguale a 6 mesial raggiungimento dei sei mesi di durata (anche se raggiunto mediante proroga)
Contratto a termine superiore ouguale a 3 mesi e fino a 6 mesial raggiungimento dei tre mesi di durata

Assegno di ricollocazione: mancato risultato raggiunto

Laddove l’interessato nonostante l’assegno di ricollocazione non raggiungo il risultato occupazionale sperato, gli verrà riconosciuto un importo fisso, denominato Fee4Services, che ha un valore di 106,50 euro. Per il suo riconoscimento è necessario che l’interessato abbia svolto il primo colloquio e sia stato stilato il programma di ricerca intensiva e assegnazione del tutor.


note

[1] Art. 23 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015 n. 150.

[2] Art. 1 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22.


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