Diritto e Fisco | Articoli

Aspettativa dal lavoro per formazione professionale

17 Aprile 2018
Aspettativa dal lavoro per formazione professionale

Ho inoltrato alla mia amministrazione (ente locale) la richiesta di aspettativa per un contratto a tempo determinato per ricoprire un profilo superiore presso un’amministrazione diversa (ASL) rispetto a quella presso cui presto servizio con contratto a tempo indeterminato. Si tratta di una richiesta di aspettativa “sui generis” in quanto non è previsto questo istituto nel CCNL per i dipendenti che vogliano transitare in un’altra PA con un contratto a tempo determinato. Pertanto ho formulato la richiesta in modo che potesse integrare il contenuto di una aspettativa per formazione professionale. La domanda è stata protocollata il 14/03 e ad oggi il mio dirigente non ha emesso alcun provvedimento ed i tempi in cui devo dare una risposta spirano il 9/04. Che valore devo dare a questa mancanza? L’amministrazione ricevente ha necessità di conoscere quale sia stata la risposta alla mia richiesta.

La materia della aspettativa dal lavoro viene disciplinata dalla legge 08/03/2000 n. 53 che, all’art. 5, relativo ai congedi per la formazione, statuisce che: 1. Ferme restando le vigenti disposizioni relative al diritto allo studio di cui all’articolo 10 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, che abbiano almeno cinque anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda o amministrazione, possono richiedere una sospensione del rapporto di lavoro per congedi per la formazione per un periodo non superiore ad undici mesi, continuativo o frazionato, nell’arco dell’intera vita lavorativa. 2. Per «congedo per la formazione» si intende quello finalizzato al completamento della scuola dell’obbligo, al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea, alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dal datore di lavoro. 3. Durante il periodo di congedo per la formazione il dipendente conserva il posto di lavoro e non ha diritto alla retribuzione. Tale periodo non è computabile nell’anzianità di servizio e non è cumulabile con le ferie, con la malattia e con altri congedi. Una grave e documentata infermità, individuata sulla base dei criteri stabiliti dal medesimo decreto di cui all’articolo 4, comma 4, intervenuta durante il periodo di congedo, di cui sia data comunicazione scritta al datore di lavoro, dà luogo ad interruzione del congedo medesimo. 4. Il datore di lavoro può non accogliere la richiesta di congedo per la formazione ovvero può differirne l’accoglimento nel caso di comprovate esigenze organizzative. I contratti collettivi prevedono le modalità di fruizione del congedo stesso, individuano le percentuali massime dei lavoratori che possono avvalersene, disciplinano le ipotesi di differimento o di diniego all’esercizio di tale facoltà e fissano i termini del preavviso, che comunque non può essere inferiore a trenta giorni. 5. Il lavoratore può procedere al riscatto del periodo di cui al presente articolo, ovvero al versamento dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri della prosecuzione volontaria.

In altre parole, il dipendente pubblico o privato con almeno cinque anni di servizio continuativo presso la medesima azienda ha facoltà di richiedere l’aspettativa per formazione. L’aspettativa per formazione è un congedo non retribuito che può essere richiesto per un massimo di 11 mesi al fine di perfezionare la propria formazione, con il completamento delle scuole dell’obbligo, il conseguimento di laurea o diploma, master o partecipazioni ad attività di studio ed approfondimento non proposte dal datore di lavoro. Il dipendente che presenta tali esigenze è tenuto a presentare, con un congruo anticipo, una domanda di aspettativa motivata indirizzata al proprio ufficio personale, dirigente o organo apicale. La richiesta può essere corredata anche di documentazione e certificazioni. L’azienda ricevente sarà tenuta alla risposta scritta, entro un tempo prestabilito e variabile, secondo quanto previsto dal CCNL di riferimento. Generalmente, nel settore pubblico si statuisce il termine convenzionale di giorni 30 dal deposito della domanda. Il dipendente riceverà dunque un risposta positiva, negativa, con relative motivazioni che determinano il rigetto, o una concessione parziale modulata contemperando le esigenze dell’azienda e quelle del lavoratore. In caso di rigetto il dipendente ha facoltà di riproporre la domanda di aspettativa richiedendo un secondo esame. La giurisprudenza conferma quanto detto.

Non ha diritto ad assegno alcuno il dipendente collocato in aspettativa per motivi di famiglia, che comprende anche l’ipotesi di studio, ai sensi dell’art. 69, t.u. approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, come previsto dalla stessa norma richiamata.” T.A.R. Campania Napoli Sez. VI, 24/02/2004, n. 2389. “Nell’espressione contenuta nell’art. 69 t. u. 10 gennaio 1957, n. 3, sulla concessione ai dipendenti dello stato dell’aspettativa con sospensione degli assegni e perdita dell’anzianità, rientrano i motivi di studio, e in particolare la frequenza di corsi universitari, dovendosi comprendere nei motivi di famiglia tutte le situazioni meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, in quanto attinenti al benessere, allo sviluppo e al progresso dell’impiegato, inteso come membro di una famiglia o anche come persona singola.” C. Conti Sez. contr., 03/02/1984, n. 1415.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente:

– poiché la domanda di aspettativa è stata depositata in data 14/3/18 non sono ancora spirati i 30 giorni convenzionalmente previsti per la risposta.

– È possibile inoltrare un sollecito, indirizzato all’ufficio personale, stante l’urgenza.

– In caso di risposta negativa è possibile richiedere un secondo esame della richiesta.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Buongiorno,
    vorrei sapere se la legge 08/03/2000 n. 53 è valida per tutti i CCNL o solo se richiamata nel contratto di riferimento.
    Grazie
    Davide

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube