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Se un condomino tampona un’auto nel parcheggio condominiale

20 Aprile 2018
Se un condomino tampona un’auto nel parcheggio condominiale

Un condomino con la sua auto facendo retromarcia ha tamponato tre auto, tra cui la mia. Ho fatto le foto a tutte le auto tranne però a quella responsabile che ora non so dove è stata parcheggiata. La moglie del condomino colpevole mi ha promesso il risarcimento tramite sms. So però che l’assicurazione non copre sinistri con più auto coinvolte in area privata. Perciò dovrò essere risarcita dal responsabile, che ha però provato a farmi dichiarare che le auto erano fuori dal parcheggio condominiale. Non dichiaro il falso. Cosa devo fare e cosa devo scrivere nella raccomandata che invierò al responsabile e alla sua assicurazione? Da una visura al PRA ho tutti i dati. Non voglio un tono da diffida ma devo risolvere il problema.

Innanzitutto si può dire che:

– se il sinistro si è verificato effettivamente in un’area non solo privata ma anche chiusa all’uso del pubblico generico, allora è assai improbabile che le compagnie assicuratrici manifesteranno l’intenzione di risarcire il danno (perché l’obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile – cosiddetta rc auto – esiste solo per la circolazione su strade di uso pubblico secondo quello che stabilisce l’articolo 122 del Codice delle Assicurazioni);

– in questo caso (se, cioè, effettivamente il sinistro sia accaduto su di un’area non soggetta ad uso pubblico) il risarcimento dovrà essere chiesto direttamente al responsabile del danno e cioè al proprietario e/o al conducente del veicolo che ha causato il sinistro perché con elevata probabilità sia la compagnia assicuratrice del veicolo del responsabile del sinistro, sia la compagnia assicuratrice della lettrice, se fossero interpellate e se venisse a loro richiesto di risarcire il danno, risponderanno di non essere obbligate a risarcirlo perchè, come sopra detto, lo stesso si è verificato in una strada o area non soggetta ad uso pubblico.

Fatte queste doverose premesse, è consigliabile alla lettrice inviare direttamente a chi si ritiene essere esclusivo

responsabile del sinistro una raccomandata a.r. in cui si descrivono in dettaglio i fatti (luogo, data e ora del sinistro, veicoli coinvolti, eventuali prove dei fatti, ad esempio nomi di testimoni, dinamica del sinistro) e si chiede di risarcire il danno subìto per la cui quantificazione è anche possibile indicare la possibilità di rivolgersi, di comune accordo, ad un’officina per la predisposizione di un preventivo.

In alternativa, oltre ad inviare la raccomandata a.r. al responsabile del sinistro, la lettrice potrebbe anche inviarne un’altra alla sua compagnia ai fini del cosiddetto risarcimento o indennizzo diretto (a condizione che la sua compagnia aderisca al sistema di risarcimento diretto).

La procedura di risarcimento diretto può essere, infatti, avviata anche se nel sinistro sono coinvolti più di due veicoli a condizione che la responsabilità non sia addossabile ad altri veicoli oltre a quello del soggetto che richiede il risarcimento e del soggetto verso cui sono indirizzate le richieste di risarcimento (in questo senso si è pronunciata la Corte di Cassazione con sentenza n. 3.146 del 2017).

Le indicazioni da fornire nella richiesta di risarcimento danni attraverso la procedura di risarcimento diretto sono elencate all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 254 del 18 luglio 2006 (il cui testo è agevolmente reperibile in rete) ed in sostanza sono le stesse che elencate in precedenza per la raccomandata da inviare al responsabile del sinistro con l’aggiunta dell’indicazione del luogo, giorni e ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per la perizia diretta ad accertare l’entità del danno (ed escludendo, invece, l’indicazione della possibilità di rivolgersi, di comune accordo, ad un’officina per la predisposizione di un preventivo ai fini della quantificazione del danno).

Si noti però che la compagnia della lettrice, oppure quella del responsabile del danno se la lettrice decidesse di richiedere i danni a quest’ultima potrebbero risponderle di non essere tenute al risarcimento in quanto il sinistro è occorso in area non soggetta ad uso pubblico (e questa stessa risposta potrebbe a breve arrivare anche al responsabile del sinistro da parte della sua assicurazione).

Resta, perciò, opportuno richiedere comunque il risarcimento del danno al responsabile del sinistro

indirizzandogli una raccomandata a.r. secondo quanto specificato in precedenza.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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