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Disdetta per cessione di immobile: che fare se il conduttore vuole tempo?

20 Aprile 2018
Disdetta per cessione di immobile: che fare se il conduttore vuole tempo?

Sono proprietario di un appartamento per il quale 6 mesi prima della scadenza ho inviato al conduttore una disdetta per cessione dell’immobile. La controparte non è interessata all’acquisto e mi ha chiesto 1 anno (massimo 2) per lasciare i locali. Visti i buoni e consolidati rapporti, sarei intenzionato ad accogliere la richiesta. Devo, per 1-2 anni sottoscrivere un contratto con la controparte o cos’altro? Cosa succede con l’Erario?

Il lettore non è costretto a stipulare un nuovo contratto con il conduttore, potendo tranquillamente “tollerare” la situazione di stallo che si verrebbe a creare.

L’art. 1591 del codice civile stabilisce che il conduttore in mora a restituire la cosa è tenuto a dare al locatore il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno.

Ciò significa che il conduttore del lettore, non riconsegnando l’immobile, sarà comunque costretto a pagare i canoni locatizi fino ad oggi convenuti (con l’originario contratto), senza che il lettore debba essere obbligato a stipulare un nuovo accordo.

Solitamente, una volta inviata la disdetta, se il conduttore non lascia l’immobile, il locatore provvede con l’intimazione di sfratto per finita locazione.

Tuttavia, questo non è un obbligo di legge, potendo il locatore, alla luce delle difficoltà del conduttore di rinvenire una nuova abitazione, concedere a quest’ultimo un lasso di tempo per l’individuazione di un nuovo alloggio.

E così, basterà tollerare quel mancato rilascio per non essere costretti a stipulare un nuovo contratto e, al contempo, usufruire dei canoni locatizi per il mancato godimento del bene immobile.

L’importante è non lasciare traccia di un accordo scritto che potrebbe fare presumere una rinnovazione tacita del contratto. Il lettore potrebbe, infatti, rischiare che il conduttore un domani possa far valere quell’accordo come rinnovazione tacita del contratto alla durata legale dei 4+4.

Con riguardo all’aspetto fiscale, il lettore dovrà comunque dichiarare i redditi percepiti da quella locazione (e, quindi, i canoni) poiché quel contratto, anche se “moribondo”, cesserà di produrre effetti solo con il verbale di consegna delle chiavi dell’immobile e la conseguente comunicazione all’agenzia dell’entrate della sua cessazione.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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