Diritto e Fisco | Editoriale

Fattura: cosa indicare?

16 Aprile 2018


Fattura: cosa indicare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Aprile 2018



Modello di fattura e download di template office; ecco i dati da riportare sulla fattura e i calcoli da fare.

Hai da poco aperto la partita Iva e non hai molta esperienza nella redazione di questo documento fiscale. Siccome sei quasi privo di conoscenze in materia tributaria e legale ti chiedi quali sono i dati da indicare in fattura e come si compila la fattura. È vero, hai un commercialista, ma ti ha già spiegato come fare e cosa scrivere; tuttavia lo hai dimenticato e ora non vorresti disturbarlo nuovamente per qualcosa che – così ti ha detto – è molto semplice. Peraltro, anche a cercare su internet un modello di fattura, non vorresti sbagliare e scrivere magari qualcosa per un’altra. Ebbene, in questo articolo ti spiegheremo, per filo e per segno, cosa indicare in fattura: quali cioè sono gli elementi essenziali del documento da inviare all’Agenzia delle Entrate, tenendo conto che a breve entrerà in vigore un sistema di fatturazione elettronica che potrebbe agevolarti in tutto questo meccanismo. Ma se sei rimasto alla vecchia (e, per molti, preferibile) carta, ecco allora le istruzioni del caso.

Chi deve emettere la fattura

Sto per dire una cosa molto scontata, ma se vogliamo togliere ogni dubbio in merito a cosa indicare in fattura, dobbiamo partire dall’A-B-C e, quindi, ricordare chi deve emettere fattura. La fattura può essere emessa solo da chi ha già aperto una partita Iva. E la legge consente di evitare questo adempimento se il volume d’affari del contribuente è, nell’anno, inferiore a 5mila euro. 

A riguardo si parla spesso di prestazioni occasionali. Sono prestazioni di lavoro occasionale le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile a:

  • un massimo di 280 ore di lavoro presso ogni utilizzatore (ad eccezione del settore agricolo);
  • compensi fino a 5.000 euro per ogni prestatore, da parte della totalità degli utilizzatori;
  • compensi fino a 5.000 euro per ogni utilizzatore, nei confronti della totalità dei prestatori;
  • compensi fino a 2.500 euro per ogni prestatore, da parte del medesimo utilizzatore;
  • per le sole attività di stewarding, compensi fino a 5.000 euro, per ciascun prestatore nei confronti di ciascuna
  • società sportiva professionistica.

Tali somme si riferiscono ai compensi percepiti dal prestatore, al netto di contributi, premi Inail e costi di gestione.

I compensi sono esenti da Irpef, irrilevanti ai fini dello status di disoccupato e computabili ai fini della determinazione del reddito necessario al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno.

Operazioni oggetto di fatturazione

La fattura deve essere emessa per ciascuna operazione che rientra nel campo di applicazione dell’Iva (imponibile, non imponibile, esente) e che riguarda la cessione di beni o la prestazione di servizi. 

Chi non deve emettere la fattura

Sono numerosi i soggetti esonerarti dall’obbligo di emissione di fattura. In particolare si tratta di esercenti attività di commercio al minuto (come ad esempio venditori ambulanti, tassisti, alberghi, ristoranti, prestazioni di trasporto di persone con o senza bagagli, ecc.) salvo che l’emissione della fattura sia richiesta espressamente dall’acquirente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione. 

In molti casi, tuttavia, permane l’obbligo di certificazione delle operazioni mediante scontrino fiscale o ricevuta fiscale.

Gli imprenditori che acquistano beni che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa da commercianti al minuto ai quali è consentita l’emissione della fattura sono obbligati a richiederla.

Dati da indicare in fattura

Vediamo ora come compilare una fattura e quali elementi questa deve indicare. 

Data di emissione e numero progressivo che la identifichi in modo univoco

Si deve trattare di numerazione progressiva per anno solare (es.: n. 1, n. 2 oppure n. 1/2017, n. 2/2017, oppure n. 2017/1 ecc.), oppure continua a tempo indefinito (dal numero 1, prosegue ininterrottamente per tutti gli anni solari di attività del contribuente, fino alla cessazione).

Sono ammesse più serie di numerazione in considerazione delle esigenze delle imprese (es. differenti centri di fatturazione, diversi prodotti fabbricati, ecc.) e nel rispetto di determinate condizioni in merito agli obblighi di registrazione.

Dati identificativi dei soggetti 

Chi emette la fattura deve indicare i propri riferimenti fiscali e quelli di chi paga. In particolare: 

  • se si tratta di imprese, società o enti: ditta, denominazione o ragione sociale;
  • se si tratta di persone fisiche: nome e cognome.

In ambedue i casi, inoltre, bisogna indicare la residenza o il domicilio dei soggetti stessi (ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti). Per i soggetti diversi dalle persone fisiche si considera domicilio il luogo in cui si trova la sede legale e residenza quello in cui si trova la sede effettiva.

Partita Iva dell’emittente e dell’acquirente

Chi emette la fattura deve indicare la partita Iva propria e di colui che acquista. Se però quest’ultimo non ha una partita Iva o non agisce nell’esercizio di un’impresa (ad esempio, un imprenditore che tuttavia acquista un servizio per sé e non per la propria attività lavorativa; un professionista che acquista mobili per la casa), bisogna indicare il suo codice fiscale. 

In caso di acquisto per usi promiscui (commerciali e privati) si deve necessariamente indicare la partita Iva. 

Natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione

La fattura deve descrivere dettagliatamente la prestazione eseguita: vanno, in particolare, indicate la natura e la qualità della merce in codice purché sulla fattura venga riportata la legenda dei codici merceologici utilizzati.

Base imponibile

La fattura deve indicare il prezzo del corrispettivo pagato dall’acquirente con le spese accessorie, il valore normale dei beni ceduti gratuitamente, sconti, maggiorazioni, ecc. 

Aliquota e ammontare dell’imposta

Gli importi vanno arrotondati al centesimo di euro per eccesso, se la frazione non è inferiore a 0,005 euro e, per difetto, se la frazione è inferiore a tale ammontare (es. 10,255 = 10,26 mentre euro 10,254 = 10,25 euro). I decimali vanno indicati anche quando sono pari a zero.

Per le fatture in valuta estera, anche l’IVA va indicata in euro.

Ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto va riportata solo se il cessionario – chi acquista – è titolare di partita Iva.

Fattura semplificata per operazioni fino a 100 euro

Se la fattura non supera 100 euro può essere emessa in forma semplificata, coi seguenti dati:

  • data di emissione;
  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché, per i soggetti non residenti, ubicazione della SO;
  • numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto acquirente, del rappresentante fiscale nonché, per i soggetti non residenti, ubicazione della SO; in alternativa, in caso di soggetto stabilito in Italia può essere indicato il codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato UE, il numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato medesimo;
  • descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;
  • ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla (es. € 85, IVA 22%).

Modello Fattura

Per scaricare un modello di calcolo di fattura clicca qui.

Quando procedi a compilare una fattura devi:

  • indicare il prezzo della prestazione (cosiddetto imponibile), esclusi i costi vivi
  • se sei un professionsta o un autonomo applicare rispettivamente la Cassa di previdenza o la rivalsa Inps;
  • alla somma dei due precedenti importi, bisogna applicare l’Iva secondo l’aliquota prevista per la prestazione erogata (di solito 22%);
  • al risultato così ottenuto va sottratto il 20% dell’imponibile a titolo di ritenuta d’acconto solo se l’acquirente ha partita Iva;
  • vanno infine sommati i costi vivi (che, infatti, sono Iva esenti).

Ecco un modello fattura con ritenuta acconto:

Totale onorario: € 491,80

Rivalsa INPS 4%: € 19,67 

Imponibile € 511,47

Totale IVA: € 112,52 

Totale fattura:   € 623,99 

R.A. del 20% sul 100% € 102,29

costi vivi: 10 euro 

TOTALE: euro 531,70

Aliquote diverse

Se l’operazione cui si riferisce la fattura comprende beni o servizi soggetti ad imposta con aliquote IVA diverse, l’imponibile e l’imposta sono indicati distintamente secondo l’aliquota applicabile.

Split payment

Per le operazioni soggette al meccanismo dello split payment, per le quali l’Iva è versata all’Erario direttamente dal cessionario o committente, la fattura deve riportare, oltre agli elementi ordinariamente previsti (compresa l’imposta), l’annotazione «scissione dei pagamenti», ed eventualmente la norma di riferimento.

Reverse charge

Nelle ipotesi in cui trova applicazione il meccanismo del reverse charge, il cedente o prestatore emette la fattura senza indicazione dell’imposta, riportando la dizione «inversione contabile» e, facoltativamente, il riferimento normativo (in tal caso, il cessionario o committente, soggetto passivo Iva, integra la fattura ricevuta indicando l’aliquota e la relativa imposta.

Fattura elettronica: è obbligatoria?

Attualmente la fattura elettronica è obbligatoria solo per le operazioni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione: è la cosiddetta fatturaPA.

La FatturaPA deve avere un formato strutturato in XML con sintassi e caratteristiche informatiche disponibili sul sito del Sistema di interscambio (SdI) www.fatturapa.gov.it (non può quindi consistere, come quella fiscale, in un allegato PDF ad un’email trasmessa). Essa inoltre deve contenere anche informazioni ulteriori riguardanti la fornitura, quali il codice IPA della PA destinataria, i dati degli ordini, del contratto ecc.

La FatturaPA deve essere necessariamente sottoscritta con firma elettronica qualificata o digitale (firma non richiesta obbligatoriamente per le fatture fiscali).

L’obbligo della fattura elettronica è stato esteso:

  • dall’1.7.2018, alle cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori, nonché alle prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di contratti di appalto pubblici;
  • dall’1.9.2018, alle operazioni ex art. 38-quater del DPR 633/72 effettuate nei confronti di viaggiatori extra-UE;.
  • dall’1.1.2019, a tutte le operazioni soggette a fatturazione effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati in Italia, indipendentemente dal fatto che il destinatario della fattura sia un soggetto IVA o un privato.

Spese connesse all’emissione della fattura

Le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti non possono essere addebitate a terzi, ad eccezione delle spese connesse all’invio della bolletta telefonica

Quando si paga l’imposta di bollo sulla fattura

Le fatture riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate a IVA sono esenti da imposta di bollo in modo assoluto. Se invece la fattura non riguarda corrispettivi assoggettati ad Iva, bisogna applicare un bollo di 2 euro se il documento supera la somma di 77,47 euro.

Sono esenti da imposta di bollo:

  • le fatture che riguardano cessioni all’esportazione, dirette o triangolari:
  • le fatture relative ad operazioni intracomunitarie;
  • le fatture emesse nei confronti di cessionari o committenti soggetti passivi IVA in applicazione del meccanismo del reverse charge;
  • le fatture scambiate fra organi della Pubblica amministrazione.

Sono, invece, soggette ad imposta di bollo le fatture, cartacee o elettroniche, di importo superiore a 77,47 euro, emesse a fronte di operazioni:

  • fuori campo IVA per carenza del presupposto oggettivo, soggettivo o territoriale;
  • escluse da IVA;
  • esenti IVA;
  • non imponibili, relative a operazioni assimilate alle esportazioni, a servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali e alle cessioni agli esportatori abituali.

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