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Lo sai che? Badanti: agevolazioni fiscali

Lo sai che? Pubblicato il 6 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 maggio 2018

Detrazioni sulle spese, deduzioni sui contributi previdenziali, determinazione del reddito: i benefici per l’assistenza di un parente non autosufficiente.

Vi siete trovati nella necessità di assumere una badante per assistere un vostro parente non autosufficiente? Sappiate che la legge [1] vi concede alcune agevolazioni fiscali, ovviamente a certe condizioni di reddito ed entro un determinato limite di spesa. Oltretutto, i benefici riguardano sia chi ha il familiare bisognoso in casa sia chi è stato costretto a ricoverarlo in una struttura ma deve, comunque, essere seguito da qualcuno.

Tra le agevolazioni fiscali per chi ha assunto una badante spicca la detrazione del 19% delle spese sostenute. Usufruibile, però, nel caso in cui la persona assistita non sia autosufficiente. C’è, poi – come accennato – un limite di reddito e di spesa.

E ancora: deduzioni sui contributi previdenziali e benefici per la determinazione del reddito. Vediamo, allora, nel dettaglio quali sono le agevolazioni fiscali sulle badanti, chi ne ha diritto e fino a che punto.

Badanti e agevolazioni fiscali: la detrazione del 19%

Dicevamo che tra le agevolazioni fiscali per chi ha assunto una badante, la più significativa è la detrazione del 19%. Riguarda le spese sostenute per:

  • addetti all’assistenza personale (le badanti, appunto);
  • assistenza a persone che non sono autosufficienti nel compiere gli atti quotidiani della vita.

Sono escluse le spese di assistenza a beneficio delle persone la cui mancanza di autosufficienza non è collegata all’esistenza di una patologia. Tanto per fare un esempio, non si potrà considerare non autosufficiente un neonato sano ma sì un bambino portatore di handicap.

Sono da considerare non autosufficienti le persone che non riescono autonomamente a:

  • assumere alimenti;
  • deambulare;
  • espletare le proprie funzioni fisiologiche e dell’igiene personale;
  • indossare degli indumenti.

In altre parole, viene ritenuto non autosufficiente chi non riesce da solo a mangiare, vestirsi, lavarsi, andare in bagno o camminare.

Questo stato di non autosufficienza deve essere certificato da un medico per poter usufruire della detrazione fiscale [2].

Per usufruire della detrazione sulle spese per la badante non è necessario che i familiari siano conviventi.

Quando spetta la detrazione

La detrazione del 19%, compresa tra le agevolazioni fiscali sulle badanti, spetta, come detto, in determinate situazioni.

Il limite di reddito per la detrazione

La detrazione del 19% contenuta nelle agevolazioni fiscali sulle badanti spetta a chi ha un reddito complessivo lordo inferiore ai 40.000 euro annui. All’interno del reddito complessivo devono essere inseriti:

  • redditi da fabbricati assoggettati alla cedolare secca [3];
  • l’agevolazione Ace (Aiuto alla crescita economica) utilizzata [4];

Se il familiare è in casa di riposo

Ha diritto alla detrazione fiscale anche chi ha un familiare non autosufficiente ricoverato in una casa di riposo o di cura ed ha bisogno di assistenza da parte di:

  • una badante;
  • una cooperativa di servizi [5];
  • un’agenzia interinale [6].

Il limite di spesa

Chi ha assunto una badante ha diritto ad una detrazione fiscale del 19% su una spesa massima di 2.100 euro complessivi. Significa che se le persone assistite sono più di una (è il caso del contribuente che sostiene delle spese per sé e per il coniuge), il limite resta, comunque, quello di 2.100 euro per tutte e non per ciascuna di loro. E significa anche che la detrazione massima che si potrà ottenere è di 399 euro (il 19% di 2.100 euro).

Poniamo, invece, il caso di una famiglia in cui più contribuenti pagano le spese della badante per assistere una sola persona. Ad esempio, tre o quattro fratelli che dividono l’onere dell’assistenza al genitore. Non è che ciascuno di loro ha diritto alla detrazione per un massimo di 2.100 euro, ma questo limite viene suddiviso tra chi ha sostenuto la spesa. Se, ad esempio, tre fratelli hanno sostenuto la spesa in parti uguali, ciascuno di loro avrà diritto all’agevolazione fiscale per un massimo di 700 euro.

Da sottolineare, inoltre, che la detrazione spetta anche quando le spese sono state sostenute per l’assistenza di soggetti non fiscalmente a carico [7].

Come documentare le spese detraibili

Naturalmente, il Fisco ha bisogno dell’adeguata documentazione delle spese sostenute per la badante prima di riconoscere delle agevolazioni fiscali come la detrazione del 19%. Basta una ricevuta rilasciata dalla stessa badante o da chi presta effettivamente l’assistenza.

Se la ricevuta è emessa dalla badante, deve contenere:

  • dati anagrafici e codice fiscale di chi presta l’assistenza;
  • dati anagrafici e codice fiscale dell’assistito se si tratta di un familiare del contribuente.

Se la ricevuta è emessa da una casa di riposo o di cura, deve distinguere le spese relative all’assistenza da quelle per altri tipi di prestazioni [8].

Se la ricevuta è emessa da una cooperativa di servizi, deve contenere:

  • dati identificativi della cooperativa;
  • natura del servizio reso;
  • dati anagrafici e codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento.

Se la ricevuta è emessa da un’agenzia interinale, deve riportare la qualifica contrattuale della persona che effettua l’assistenza [6].

Come dichiarare la spesa per la detrazione

Chi vuole usufruire della detrazione all’interno delle agevolazioni fiscali sulle badanti, deve riportare le spese sul 730. Dovrà farlo sui righi da E8 a E 10 (quindi sul quadro E – Oneri e spese) con il codice di spesa 15. Qui andrà segnata la spesa effettivamente sostenuta fino a 2.100 euro.

Badanti e agevolazioni fiscali: deducibilità dei contributi

Non solo detrazioni ma anche deduzioni (questa volta sui contributi previdenziali) tra le agevolazioni fiscali sulle badanti. Il Testo unico delle imposte sui redditi [9] prevede la deduzione dal reddito complessivo Irpef degli oneri contributivi versati per gli addetti all’assistenza personale o familiare e, quindi, anche per le badanti.

In questo caso non ci sono dei limiti di reddito ma sì di spesa: la deduzione massima annua è di 1.549,37 euro.

Quest’agevolazione è cumulabile con la detrazione del 19% di cui abbiamo parlato prima. Tuttavia, i contributi dedotti non possono rientrare nel limite massimo dei 2.100 euro detraibili.

È possibile portare in deduzione anche i contributi previdenziali versati per una badante assunta tramite agenzia interinale a condizione, però, che quest’ultima rilasci la relativa certificazione contenente:

  • importi pagati;
  • dati anagrafici e codice fiscale di chi effettua il pagamento;
  • dati anagrafici e codice fiscale della persona che effettua l’assistenza.

Badanti e agevolazioni fiscali: reddito da lavoro dipendente

Ci sono, infine, delle agevolazioni fiscali che riguardano la determinazione del reddito da lavoro dipendente. Nello specifico, non concorrono a formare tale reddito gli importi e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti. L’erogazione di prestazioni, opere o servizi da parte del datore di lavoro può avvenire tramite i voucher, cioè documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale [10].

note

[1] Art. 15 co. 1 lett. I-septies del Tuir.

[2] Agenzia delle Entrate circ. n. 2 del 03.01.2005.

[3] Art. 3 co. 7 Dlgs. n. 23/2011 del 14.03.2015.

[4] Art. 8 c. 3 DM del 14.03.2011.

[5] Agenzia delle Entrate circ. n. 10 del 16.03.2005 e n. 17 del 18.05.2006.

[6] Agenzia delle Entrate circ. n. 7 del 04.04.2007.

[7] Art. 15 co. 2 del Tuir.

[8] Agenzia delle Entrate circ. n. 10 del 16.03.2005 e ris. n. 397 del 22.10.2008.

[9] Art. 10 co. 2 del Tuir.

[10] Legge n. 208/2015 del 28.12.2015.


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