HOME Articoli

Lo sai che? Cybersquatting e domain grabbing: come difendere un sito web

Lo sai che? Pubblicato il 16 aprile 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 16 aprile 2018

I siti internet, al fine di ottenere una continuità e funzionalità nel tempo, devono essere tutelati dai pericoli e dai reati che si nascondono in rete.

Internet rappresenta un universo di possibilità dove ciascuno può proporsi al pubblico mettendo in rete anche il proprio sito web che rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio per farsi conoscere da una platea più vasta.

Tutti possono creare il proprio sito internet, non solo gli operatori del settore ma anche artisti, professionisti o imprenditori che desiderano raggiungere un numero molto più vasto di persone in tutto il mondo.

Quando si acquista un dominio, ossia un indirizzo www, si può inserire il proprio nome, il nome della propria azienda o quello del prodotto che si vuole rendere noto. Al pari di un indirizzo di residenza, o domicilio, di una persona, che consiste nell’indicazione della via, del numero civico, del cap e della città, il dominio ha una enorme importanza per il successo di un sito internet in quanto rappresenta lo strumento che gli utenti hanno per raggiungerlo in maniera diretta. Il cybersquatting e  il domain grabbing sono crimini che vengono commessi in rete da singoli o da organizzazioni internazionali che operano con l’obiettivo di lucrare sul trasferimento del dominio. Cybersquatting e domain grabbing:  come difendere il proprio sito web?

Cybersquatting e domain grabbing

Il cybersquatting e il domain grabbing sono due reati informatici molto frequenti che consistono nell’occupazione e registrazione di domini web non utilizzati, generalmente scaduti, riconducibili a marchi noti e coperti da copyright o a personaggi pubblici, con lo scopo di trarne un vantaggio economico. Chi acquisisce tali domini cerca di rivenderli al precedente possessore che ha tutto l’interesse, economico e di notorietà del marchio, nel conservare lo stesso indirizzo per essere raggiunto dai propri utenti in rete. In pratica, viene posto in essere un ricatto ai danni del proprietario del dominio scaduto che, pur di utilizzarlo nuovamente e non perdere la visibilità ottenuta con fatica in rete, spesso è disposto a pagare anche cifre astronomiche.

Questi criminali operano in maniera scientifica, allo scopo, infatti, vengono utilizzati dei programmi sviluppati appositamente per scandagliare i siti internet e i registri web alla ricerca di domini in scadenza, da acquistare, in maniera da individuare immediatamente la prossima vittima. Chi opera nel campo si chiede dunque come difendere il proprio sito web dal cybersquatting e domain grabbing?

Come tutelarsi dal cybersquatting e domain grabbing?

Al momento, la legislazione italiana non prevede un sistema di norme per tutelare il cittadino dal cybersquatting e domain grabbing, pertanto, occorre fare riferimento ad alcune norme preesistenti: diritto al nome e normativa dei marchi e segni distintivi[1]. Tali norme tutelano il proprietario dall’uso improprio del marchio registrato o segno distintivo, predisponendo apposite azioni finalizzate ad interrompere l’evento dannoso e richiedere eventualmente un risarcimento per i danni subiti.

Applicando queste disposizioni, il legittimo proprietario di un marchio registrato (o, nel caso in cui non fosse registrato, che abbia sufficiente notorietà e possa essere ricondotto senza ombra di dubbio a una persona) può fare valere, anche giudizialmente, il diritto di utilizzarlo in maniera esclusiva, anche per la registrazione del dominio web.

Poiché si tratta di reati di nuova introduzione, sottoposti all’analisi e allo studio degli esperti del settore, per il loro inquadramento, è necessaria la presenza di determinati requisiti.

Ad esempio, al fine di capire se ci si trova di fronte ad un reato informatico o ad una regolare forma di compravendita di dominio web, occorre verificare se il prezzo finale viene posto dalla società interessata come costo di mercato rivolto a tutti gli eventuali acquirenti o solamente al precedente proprietario, come una sorta di ricatto. Infatti, esistono molte società che operano degli abusi ma ve ne sono altrettante che acquistano e rivendono i domini in maniera legale pertanto occorre effettuare un doveroso distinguo.

Consigli utili

In sintesi, per tutelarsi dal cybersquatting e domain grabbing è consigliabile:

  • procedere alla registrazione del proprio marchio, presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, mediante la compilazione di un’apposita domanda, scaricabile anche online, presso il sito internet, o ancora, mediante il deposito della domanda presso la Camera di Commercio del proprio comune di residenza.
  • Monitorare in maniera attenta la scadenza del dominio, onde non consentirne l’acquisto da parte di terzi interessati.
  • Se si è vittima di ricatto, denunciare immediatamente qualsiasi richiesta alla Polizia Postale o ai Carabinieri.

note

[1] Art. 7, art. 2569-2574 del Codice Civile; Decreto del Presidente della Repubblica dell’8 maggio 1948, n. 795; Decreto Legge 480/1992; Decreto del Presidente della Repubblica 595/1993; Decreto Legge 189/1996.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI