Diritto e Fisco | Editoriale

Assegno d’invalidità e pensione anticipata

2 maggio 2018 | Autore:


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È possibile convertire l’assegno ordinario d’invalidità in pensione anticipata per chi non ha lasciato il lavoro?

Non hai smesso di lavorare pur avendo diritto all’assegno ordinario d’invalidità e adesso, ritrovandoti con molti anni di contributi alle spalle, vuoi chiedere la pensione anticipata?

Devi sapere che questo non è sempre possibile, nonostante tu possieda il requisito contributivo richiesto per la pensione anticipata, pari, sino al 31 dicembre 2018, a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini ed a 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne (gli invalidi dal 74%, se lavoratori precoci, possono pensionarsi con soli 41 anni di contributi).

L’assegno ordinario d’invalidità, difatti, è una prestazione previdenziale, nel dettaglio una pensione, come tale incompatibile con qualsiasi pensione diretta. Compiuta l’età pensionabile (l’età pensionabile agevolata per i dipendenti del settore privato che, avendo un’invalidità pensionabile almeno pari all’80%, hanno diritto alla pensione di vecchiaia anticipata), l’assegno ordinario d’invalidità è convertito in pensione di vecchiaia, mentre non può essere mai convertito in pensione anticipata.

L’assegno ordinario d’invalidità, oltretutto, è irrinunciabile.

Niente pensione anticipata per chi ha diritto all’assegno d’invalidità, dunque? Anche se assegno d’invalidità e pensione anticipata non sono compatibili, la possibilità di ottenere la pensione anticipata per l’invalido avente diritto all’assegno esiste, ma solo in particolari situazioni. Vediamo quali, dopo aver capito la natura dell’assegno ordinario d’invalidità e le modalità di conversione in pensione.

Assegno d’invalidità e pensione di vecchiaia

Secondo quanto chiarito dall’Inps in una nota circolare [1], la legge che regolamenta le prestazioni d’invalidità e inabilità [2] ha previsto la trasformazione dell’assegno di invalidità in pensione di vecchiaia (che può essere anticipata a 60 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti del settore privato con invalidità almeno pari all’80%, a 55 anni e 7 mesi per le lavoratrici), e non anche in pensione di anzianità o in pensione anticipata.

Di conseguenza, la domanda di pensione anticipata o di anzianità presentata dal titolare di un assegno d’invalidità non può essere accolta.

Si può rinunciare all’assegno d’invalidità per ottenere la pensione anticipata?

L’Inps sottolinea che l’assegno d’invalidità, pur considerando la particolarità della sua disciplina, è una prestazione pensionistica: di conseguenza, in virtù del principio dell’indisponibilità del diritto alla pensione, una volta riconosciuto l’assegno di invalidità la titolarità della prestazione resta consolidata, ed il lavoratore interessato non può rinunciare o dismettere, a sua scelta, il trattamento di pensione (cioè il trattamento d’invalidità) acquisito.

Pertanto, non è possibile rinunciare all’assegno d’invalidità per domandare la pensione di anzianità o anticipata.

Si può non domandare il rinnovo dell’assegno d’invalidità per ottenere la pensione anticipata?

Anche se non è possibile rinunciare all’assegno d’invalidità, bisogna considerare che questo si configura come una prestazione a termine: il trattamento, difatti, è riconosciuto per tre anni e può essere confermato per periodi della stessa durata, su domanda del titolare dell’assegno. La conferma è possibile se permangono le condizioni che hanno dato luogo alla liquidazione dell’assegno d’invalidità, tenuto conto anche dell’eventuale attività lavorativa svolta, e diventa automatica solo dopo tre riconoscimenti consecutivi.

In pratica, secondo quanto chiarito dall’Inps, la normativa prevede due cause di cessazione dal diritto all’assegno d’invalidità:

  • la scadenza del triennio (sino alla terza conferma), in quanto l’assegno, prima che il riconoscimento diventi automatico, deve essere richiesto dall’interessato;
  • la cessazione accertata dello stato di invalidità.

Ne consegue che, se il lavoratore non è ancora giunto alla terza conferma dell’assegno, è possibile che non rinnovi la domanda di assegno d’invalidità per non vedersi più riconoscere la prestazione e poter, così, chiedere la pensione anticipata.

Con l’assegno d’invalidità sono accreditati i contributi figurativi?

Se chi percepisce l’assegno d’invalidità continua a lavorare, i contributi sono regolarmente accreditati, come per la generalità dei lavoratori. Se, invece, il percettore dell’assegno smette di lavorare, i periodi in cui percepisce l’assegno sono validi solo ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia, ma non sono utili al suo ammontare, né al diritto ad altre pensioni.

Se, dunque, non si vuole più richiedere l’assegno per ottenere la pensione anticipata, è consigliabile richiedere all’Inps l’estratto conto certificativo, prima di prendere eventuali decisioni, per avere l’esatta quantificazione dei contributi accreditati. Vero è che, in base a una recente sentenza della Cassazione, anche l’estratto conto previdenziale ordinario fa fede riguardo alla situazione contributiva [3]. Tuttavia, per prudenza, è bene ottenere l’estratto certificativo, per rilasciare il quale l’Inps effettua più approfondite verifiche.

note

[1] Inps Circ. n.289/1991.

[2] Art.1 Co.10 L.222/1984.

[3] Cass. sent. 23050/2017.

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1 Commento

  1. In quanto percettore del’Assegno Ordinario di Invalidità sono interessato all’argomento di questo articolo

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