Diritto e Fisco | Articoli

Se il privato ha debito può uscire dalla crisi

21 Aprile 2018
Se il privato ha debito può uscire dalla crisi

La Banca ha di fatto pignorato direttamente dal mio conto una somma superiore alla mia pensione. Cosa devo fare? Il mio conto è disastrato per problemi economici dopo la separazione.

A parere dello scrivente, con riferimento alla normativa e alla giurisprudenza prevalente per uscire da questa situazione il lettore potrà:

– prendere un appuntamento con un consulente della sua banca e predisporre un piano di rientro più agevole rispetto alle sue entrate;

– se la sua situazione debitoria è più importante, questi potrà utilizzare il procedimento di composizione della crisi, introdotto dalla legge n. 3/2012, detta legge anti suicidi, pensato appositamente per aiutare il consumatore o il piccolo imprenditore non fallibile a risollevarsi in caso di debitorie.

Quanto evidenziato, viene affermato per i seguenti motivi.

Da quanto si legge nel quesito, è da ritenere possibile sanare la posizione debitoria del lettore attraverso lo strumento del procedimento di composizione della crisi o sovraindebitamento. Per fare ciò il lettore dovrebbe depositare opportuna domanda presso la sezione di Volontaria Giurisdizione del Tribunale del luogo di residenza o presso l’Ufficio dell’Organismo di Composizione della crisi istituito presso la Camera di Commercio.

Il soggetto sovraindebitato, ossia la persona fisica, il piccolo imprenditore, l’imprenditore agricolo e così via, ha a disposizione uno strumento che può portare ad un accordo, tra debitore e creditore, che consente di cancellare i debiti e soddisfare i crediti.

La nuova normativa in materia di composizione della crisi da sovraindebitamento, offre al debitore, tra gli strumenti per liberarsi dai propri debiti, l’accordo di ristrutturazione se i debiti sono di natura imprenditoriale, o piano del consumatore se invece hanno natura personale. Tale accordo viene predisposto con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi, e prevede un piano di rientro mediante il quale il debitore si impegna a pagare regolarmente quanto dovuto.

La ristrutturazione dei debiti e la, conseguente, soddisfazione dei crediti, possono avvenire attraverso qualsiasi forma: viene attribuita dunque al debitore un’ampia discrezionalità. Nel momento in cui però il patrimonio del sovraindebitato risulti insufficiente a garantire la fattibilità del piano, è possibile l’intervento del terzo sia come aiuto concreto, mediante il conferimento di denaro o beni a copertura dei debiti, che come garante dell’adempimento dell’accordo da parte dell’obbligato.

Come ulteriore garanzia di adempimento possono essere adottate delle misure di limitazione nei confronti del debitore che riguardano l’utilizzo delle carte di credito, la sottoscrizione di contratti di strumenti di finanziamento e l’accesso del mercato del credito al consumo.

Affinchè la proposta di accordo abbia una validità tra le parti, deve essere depositata, dal debitore, anche attraverso l’Organismo di Composizione della crisi della Camera di Commercio, presso il Tribunale del luogo in cui ha la residenza.

Il giudice investito della questione, oltre a prendere visione della proposta e della documentazione allegata dal richiedente, esamina la relazione dell’organismo di composizione della crisi, riguardante la situazione del sovraindebitato, ed eventuali contestazioni mosse dai creditori.

Se la proposta soddisfa i requisiti di legge, il giudice fissa immediatamente l’udienza e dispone la pubblicità dell’accordo.

In sede di udienza, dunque, qualora non si ravvisino atti in frode ai creditori, viene stabilito un termine non superiore ai centoventi giorni in cui non possono essere attivate azioni esecutive né sequestri né diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato proposta di accordo, da parte dei creditori.

Pertanto, con lo strumento della composizione della crisi anche la persona letteralmente sommersa dai debiti riesce dunque ad avere un pò di respiro per sanare la propria situazione e, nella maggioranza dei casi, tornare a vivere serenamente.

Un ultimo suggerimento.

È preferibile che la situazione economico-patrimoniale del lettore venga preliminarmente analizzata da:

– un commercialista od esperto contabile;

– un avvocato esperto in materia;

– l’Organismo di Composizione della crisi istituito presso la Camera di Commercio;

in maniera da verificare, in base alle entrate o beni del lettore, la fattibilità concreta del piano di rientro.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube